Metano e GPL self service: le leggi ci sono ma rifornirsi da soli è un’utopia

Fare il pieno di gpl o di metano al self-service? Vi sono le leggi dal 30 aprile ma le infrastrutture mancano ancora

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    Distributore gpl metano

    Metano e GPL Self Service? Ora si può? Forse… Un inconveniente delle auto a doppia alimentazione benzina/metano e benzina/gpl fin da subito è stato quello dell’impossibilità di effettuare rifornimento self service quando i distributori sono chiusi. Se quindi al fine settimana ci si trovava con le bombole vuote si era costretti a passare all’alimentazione a benzina andando così ad annullare (o comunque diminuire) il risparmio ottenuto viaggiando a gas. Se tempo fa era arrivata la notizia che dal 30 aprile sarebbe stato infatti possibile fare il pieno di GPL e di metano anche nella comoda modalità self service, ora si scopre che la cosa è ancora “campata per aria” come spesso accade nel Bel Paese purtroppo.

    Poco tempo fa erano stati firmati due decreti (uno per il gpl e l’altro per il metano) dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che andavano a modificare due leggi esistenti che escludevano la possibilità di effettuare rifornimento al “fai da te”.

    Mediante questi provvedimenti l’Italia doveva avvicinarsi a quello che accade in Europa dove è possibile già da un bel pò farsi il pieno di gpl e di metano da soli, ma, come capita (ahimé) spesso da noi, la situazione si è bloccata. Se a livello normativo siamo ora a posto è in quanto ad aree attrezzate che siamo ancora carenti. Eccezion fatta per alcuni casi rari come ad esempio il distributore di via Keplero a Bolzano che dal 2009 consente di effettuare il rifornimento self service 24 ore su 24.

    Le regole da seguire

    La situazione non è semplice quanto sembra, all’interno dei due decreti vi è riportato infatti che “è consentito il rifornimento self-service in aree di servizio non presidiate a condizione che siano osservati i seguenti punti: gli impianti siano dotati di un sistema di videosorveglianza, con registrazione delle immagini in conformità alla normativa vigente, che consenta la visione dell’apparecchio di distribuzione e della zona di rifornimento dei veicoli; gli utenti siano stati preventivamente autorizzati da parte di soggetti abilitati mediante l’attivazione di apposita scheda a riconoscimento elettronico rilasciata dai gestori o da altri soggetti che ne hanno titolo“. E continua: “Inoltre, nell’area di servizio ci deve essere adeguata istruzione (mediante idonea cartellonistica) del proprietario del veicolo sulle modalità di effettuazione del rifornimento self-service e dei rischi connessi, nonché delle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamento da tenere in caso di emergenza“.

    Insomma, per rendere effettiva la possibilità di fare rifornimento di gas al self-service sono necessari diversi accorgimenti da parte dei gestori delle aree di servizio.

    La cosa che lascia perplessi innanzitutto è che la scheda necessaria per il “fai da te” sarà legata alla catena di distributori quindi non sarà possibile effettuare il rifornimento in un area di servizio di marchio diverso da quello della propria tessera. Vista la complicazione normativa si presuppone non saranno molti i distributori già a norma per il 30 di aprile ma entro qualche mese dovrebbero mettersi in pari tutti i distributori più grandi e anche quelli minori. Questo aumenterà sicuramente la vendita di vetture a doppia alimentazione e faciliterà l’operazione di rifornimento ai possessori.