Microcar e sicurezza… dolce chimera sei tu!

Microcar e sicurezza… dolce chimera sei tu!
da in Mondo auto
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    Fanno stare un po’ più tranquilli, mamma e papà, sapendo i propri ragazzi in giro per la città, motorizzati si, ma almeno non con lo scooter,ma con queste microvetture, ritenute più sicure anche dei moderni ciclomotori. E’ stata la Francia a dare i natali alle microcar, negli anni ottanta, che si sono imposte con una presenza che va oltre il 25% dei veicoli circolanti, hanno un motore di 50 cc e una velocità massima di 45 orari. Chi pensa che siano acquistati soltanto per i teen-agers si sbaglia. Il 50% di queste vetture è scelto dai pensionati.

    Delle comode biposto
    Magari l’ aggettivo comodo è eccessivo, però bisogna dare atto ai costruttori d’ esser riusciti a coniugare, in così poco spazio ( 2,5 metri di lunghezza, 1,4 di larghezza, 1,3 metri di altezza, misure standardizzate ) una cellula più che vitale per due persone, in grado di viaggiare speditamente, anche troppo talvolta, per le vie urbane. Attenzione, l’ attuale normativa vieta la circolazione di questi mezzi in autostrada, superstrade e tangenziali! Innumerevoli i vantaggi nei parcheggi, nello spazio occupato da una mercedes si posteggiano due microcar, hanno consumi ridotti, un diesel può arrivare ad un consumo di 3,5 litri per 100 chilometri, 5 litri per il benzina, costi d’ esercizio ragionevoli, prezzi d’ acquisto, invece, elevati. Ma il problema è un altro!

    La sicurezza, prossima allo zero!
    Le microcar sono sicure o no? Le microvetture, stando agli attuali standard costruttivi, non sono per niente sicure, anzi…. anche perché non esistono normative che prevedano dei crash test alla massima velocità prevista per questi veicoli e pertanto l’ impatto con una auto normale che pesi anche solo due volte in più di queste vetturette, ha effetti deleteri sugli occupanti. Lo dimostra un Crash-test effettuato dai tecnici dell’ ADAC e riportato da SICURAUTO, che palesa, in tutta la sua drammaticità, l’ esito di un, purtroppo non infrequente incidente, che potrebbe accadere in una qualsiasi strada urbana a soli (! ) 45 chilometri orari, fra una Twiingo Renault, vettura per’ altro non di ultimissima generazione, e una microcar.

    Nello specifico la JDM Albizia. Ogni commento è superfluo, le conseguenze per conducente ed eventualmente passeggero sono disastrosi. Vediamo perché?

    Come si vede dalle foto, la ruota che impatta per prima con la Twingo, arretra, pericolosamente, dentro l’ abitacolo e nel farlo, apre un varco dal quale penetrano il cambio e il gruppo motore, il parabrezza si sposta all’ interno di 10 cm, fatto grave se si considerano le dimensioni della vetturetta. A rendere più grave ancora la cosa, il ripiegamento del volante sulla testa del conducente, complice, quest’ evenienza, di lesioni gravissime per quest’ ultimo, anche fatali. Per completare il quadro apocalittico, la rottura del serbatoio con fuoriuscita di quasi tutto il carburante con risvolti, haimè, drammaticissimi. Sottoponendo le microcar a successive prove ne è conseguito che, sia se tamponate posteriormente, sia se lateralmente, queste auto riportano danni serissimi e conseguenze gravi per gli occupanti, come dal commento finale dei tecnici dell’ ADAC: “La protezione laterale è solo sulla carta, la protezione posteriore è inesistente. Addirittura sono “saltati” gli appoggiatesta!!”

    Cosa concludere? Che ci vorrebbe una Legge che imponesse ai produttori severi criteri di costruzione e di collaudo, in assenza dei quali, riflettere seriamente sulla riposta tranquillità che le microcar, in termini di sicurezza, posson dare ai nostri ragazzi.

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