Microcar: mercato dei quadricicli a motore in crescita fra tante difficoltà

Microcar: mercato dei quadricicli a motore in crescita fra tante difficoltà

Questo però non significa che i produttori di microcar non si stiano impegnando per rendere sempre più sicuri i loro mezzi, lo dimostra quanto fatto in Francia, che è la patria delle minicar dove circolano qualcosa come 140 mila di questi mezzi,

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    Microcar, minicar o in qualsiasi altro modo vorremo chiamarle, tutti nomi che indicano le vetturette che possono essere guidate anche col solo possesso della patente A o del patentino per la guida dei ciclomotori relativamente a quei mezzi più leggeri. Il solo fatto di chiamare tali mezzi, micro o minicar, ha da sempre generato confusione nella gente, stante il fatto che non bastano quattro ruote per fare un’auto, sia pure piccola, ma occorrono altri requisiti che le microcar non hanno; tuttavia è indubbio che gli sforzi dei produttori di quadricili a motore per rendere quest’ultimi sempre più “auto” ci sono stati eccome, soprattutto negli ultimi anni.

    Premesso ciò, occorre specificare che i quadricicli a motore, così identificati dal Codice della Strada, si suddividono in leggeri e pesanti e questo è il giusto discrimine che viene fatto ai fini del documento di guida valido per condurli, il resto delinea un ambito di appartenenza dei quadricicli a motore molto discusso ed importante al contempo, che trova nei giovanissimi i suoi maggiori fans, che ricevono in regalo dai genitori le preziose microcar, in luogo dei più pericolosi scooter, ma che trova anche negli anziani un importante punto di incontro in fatto di preferenze, vista la facilità ed il minimo ingombro di tali mezzi.

    Il fatto di considerare i quadricicli a motore nell’ambito di questo particolare segmento di appartenenza, ci rende più benevoli nei giudizi quando parliamo di sicurezza stradale, ciò in quanto non è possibile pensare che tali veicoli debbano sottostare alle stesse regole che valgono per le auto, lo dimostra l’assenza di una normativa che prevede che i quadricicli a motore debbano rispondere alle prove del crash test come avviene con le automobili, ne consegue che, come è ovvio che sia, il paragone nella protezione offerta agli occupanti delle microcar nei confronti delle auto è praticamente impossibile farlo.

    Questo però non significa che i produttori di microcar non si stiano impegnando per rendere sempre più sicuri i loro mezzi, lo dimostra quanto fatto in Francia, che è la patria delle minicar dove circolano qualcosa come 140 mila di questi mezzi, in Italia ne circolano poco più della metà e da dove provengono i primi dati reali a proposito della supposta o meno pericolosità di tali microvetture nei confronti degli incidenti della strada e dalle indagini fin’ora svolte si palesa il fatto che si registra una scarsissima incidentialità a causa delle microcar. Per non parlare poi dell’impatto ambientale; un quadriciclo a motore inquina sicuramente poco ma ciò non significa che i controlli in tal senso da parte degli Organismi preposti manchino, tutt’altro, esistono particolari limiti entro cui devono stare tali mezzi, che per lo più hanno bassi consumi, nell’ordine dei più di 30 chilometri con un litro di carburante ed una quota di Co2 pari a 94,5 grammi al chilometro e questa quantità ci pare persino eccessiva.

    Sforzi sono stati anche fatti da parte dei costruttori di quadricicli a motore per migliorare la meccanica di tali mezzi, ricordiamo i nuovi piccoli propulsori adottati, con una cilindrata intorno ai 500 cc.

    spesso diesel a due cilindri commonrail iniezione elettronica. E poiché si è fatta menzione alla sicurezza stradale di tali mezzi, dobbiamo ricordare che è obbligatorio che i passeggeri indossino la cintura di sicurezza, così come a fronte di volontarie prove al crash test effettuate da parte di alcuni fabbricanti per dimostrare i sempre maggiori risultati raggiunti dalle microcar in ordine alla sicurezza stradale, gli stessi mezzi vengono oggi previsti con un circuito frenante sempre più vicino a quello delle auto, si pensi ai freni a disco sulle quattro ruote, per non parlare del confort interno molto vicino a quello delle auto.

    Resta tuttavia un dato importante da considerare nell’acquisto di un qualsiasi quadricilo a motore, il prezzo, sicuramente alto e sproporzionato, di primo acchito, rispetto a quello delle auto, si pensi che difficilmente un quadriciclo a motore costerà meno di 10.000 euro; ma il motivo per cui ciò accade è sempre il solito, da considerare il fatto che la realizzazione di tali mezzi è affidata ad una fabbricazione per lo più artigianale e non solo, bisogna pure considerare la ridotta economia di scala rappresentata dai quadricicli a motore nell’ambito del mercato di riferimento, si pensi che a fronte dei valori realizzati dal mercato dell’automobile che viaggia al ritmo di più di due milioni di auto prodotte all’anno, solo nel nostro Paese, quando pensiamo alle microcar dobbiamo considerare che i volumi in questo caso non superano gli 800 mila esemplari all’anno ed in siffatte condizioni è davvero difficile ipotizzare prezzi inferiori di vendita.

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