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Migliori citycar, le nostra classifica [FOTO]

Migliori citycar, le nostra classifica [FOTO]
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    citycar 2012

    Ingombri ridotti al minimo, prezzi competitivi, consumi bassi bassi: dovrebbero essere gli assi nella manica di ogni buona citycar che si rispetti. Eppure, non tutte riescono a fare en plein, così nella classifica delle migliori si riesce a stilare una graduatoria senza troppe difficoltà. Specialmente quando incontri modelli che offrono una qualità costruttiva leggermente superiore alle attese, mai troppo alte su questa fascia di automobili.
    La tendenza consolidata negli ultimi anni è stata sempre più quella di unire le forze e realizzare modelli fotocopia, dividendo gli investimenti per creare prodotti innovativi senza il peso gravoso di uno sviluppo da sostenere in solitaria.

    Sinergie che hanno creato dapprima le tre sorelle 107, Aygo, C1, poi Citigo, Mii, Up!, senza tralasciare gli esperimenti coreani targati Kia-Hyundai, ovvero, Picanto e i10.
    Ma la regina è un’altra, sensibilmente diversa nella sua ultima versione, quantomeno per varietà di motorizzazioni, qualità costruttiva, abitabilità – avvantaggiata da dimensioni sì superiori ma pur sempre al di sotto dei 3 metri e 70 centimetri -.

    Al quinto posto della classifica si colloca la Kia Picanto, tutta un’altra auto rispetto alla precedente generazione, almeno per lo stile che si fa più interessante e incontra i gusti del pubblico italiano. Tre metri e 59 centimetri di lunghezza, gli stessi della cugina Hyundai i10 che, però, sceglie la via di un’altezza maggiore, 154 centimetri contro i 148 della Picanto. Il motore è uno solo, tre cilindri mille da 69 cavalli, quanto basta per fare i 153 orari e muoversi (con calma) da zero a cento in 14″4. I consumi sono un punto di forza, non troppo distanti dal dato dichiarato di 4.2 litri/100 chilometri nel ciclo misto.
    Piace la personalità del frontale sulla Picanto, meno il posizionamento delle luci al posteriore. Il bagagliaio non è troppo capiente, con 200 litri fa meglio di altri modelli, ma resta molto indietro se confrontata con la up!. Prezzo allineato alle concorrenti, con 11.300 euro per l’allestimento più ricco (Style) e la carrozzeria 5 porte.

    Ci ha provato Toyota a replicarne il successo con la iQ, con risultati nemmeno lontanamente confrontabili. La Smart è la Smart. Ha introdotto un concetto di citycar tutto suo, fatto di soli due posti, un design e materiali mai visti prima e, di conseguenza, prezzi allineati a tanta esclusività. E’ probabilmente la più “tecnologica” tra i cinque modelli migliori, grazie alla cellula in acciaio Tridion, al cambio automatico e alla trazione posteriore. La Fortwo rischia però di diventare una terza macchina, per chi può permettersene tante. Eccellente per parcheggiare ovunque, non può certo dirsi un’auto completa, in particolare perché offre solo 2 posti. Il bagagliaio è anche più ampio di quello della Picanto, con 220 litri, quanto basta per qualche busta della spesa. Le prestazioni sono adeguate, senza scomodare la più potente Brabus da 102 cavalli. Con il motore da 1 litro di cilindrata in versione 71 cavalli – 12.970 euro in allestimento Passion -, ce n’è abbastanza per muoversi nel traffico contenendo i consumi. Altra storia per chi fa frequenti puntate fuoriporta, non tanto per i 145 orari di velocità massima, quanto per l’assetto piuttosto rigido e il passo corto, due fattori penalizzanti nella marcia autostradale.

    Ai margini del podio c’è spazio per la triade: Peugeot, Citroen, Toyota. Dalla Polonia con amore (e qualità) si potrebbe dire. L’impianto dove nascono la 107, C1 e Aygo sforna tre modelli supercompatti: in appena 3 metri e 43 centimetri c’è spazio per quattro persone (un po’ sacrificati i passeggeri dei posti dietro), un bagagliaio di fortuna (appena 140 litri) e consumi davvero bassi. Nel ciclo misto sono dichiarati 4.4 litri per coprire 100 chilometri, un dato poco distante dalla realtà riscontrata nell’uso quotidiano, dove si percorrono agevolmente 20 chilometri con un litro ai 90-100 orari.
    A cambiare sono pochi dettagli: i fari anteriori e posteriori, i paraurti e il marchio sul cofano.

    Tutto il resto è una felice condivisione. Il motore benzina aspirato da 1 litro garantisce 68 cavalli, 157 orari e uno scatto da zero a cento in 13″7, brillantezza quanto basta a patto che non chiediate troppo. I prezzi spaziano tra i 9 mila e 13.500 euro, a seconda dell’allestimento, con le versioni d’attacco fin troppo povere. Spesso promozionato con campagne sconto aggressive, è un modello da tenere in gran considerazione per chi vuole mobilità cittadina a basso costo ed è disposto a sfruttare il divanetto posteriore come estensione del bagagliaio.

    Fa irruzione nel segmento A con un modello in grado di cancellare le precedenti Lupo e Fox, Volkswagen. Progetto interamente nuovo quello della up!, originale citycar da 3 metri e 54 centimetri con un design simil-monovolume, senza però quella posizione di guida che ti aspetteresti, come ad esempio sulla Hyundai i10. Ricorda nelle proporzioni la prima Twingo, eppure basta salire a bordo per ritrovare la consueta cura e qualità Volkswagen. Certo, si fa pagare il marchio VW anche su una piccola cittadina. Al pari di 107-C1-Aygo, la up! è accompagnata dalle cugine Mii e Citigo, versioni fotocopia in grado di proporsi con listini di poche centinaia di euro inferiori. Servono 13.000 euro per la versione 3 porte High up!, egregiamente accessoriata e con il più potente dei due motori benzina da 1 litro, quello con 75 cavalli. Il dato dichiarato sui consumi non lascia certo senza fiato, perché con 4.7 litri/100 chilometri non fa meglio delle concorrenti, anzi. Velocità massima elevata, 171 orari, con uno zero cento vivace il giusto: 13″2. Ha il merito di essere un progetto recentissimo, per questo assegniamo la medaglia d’argento, oltre al bagagliaio tra i migliori del segmento: 251 litri sono un valore spesso ritrovato su alcune segmento B.

    E’ l’unico vero progetto completamente nuovo del gruppo Fiat. La Panda è arrivata sul mercato rinnovata nello stile, con dimensioni cresciute (circa 10 centimetri in lunghezza) e accompagnata da una varietà di motorizzazioni sconosciuta agli altri concorrenti. Si spazia dal piccolo turbo benzina fino al multijet diesel, passando per le versioni bi-fuel benzina-metano e benzina-gpl. Abitabilità ottima per quattro adulti, con la comodità delle cinque porte. Il vero salto in avanti la nuova Panda l’ha compiuto negli interni, nei materiali di qualità superiore e nel disegno delle plastiche. E’ un modello che pur rientrando tra le citycar, non sfigurerebbe tra le segmento B, se avesse dimensioni maggiori. La scelta più oculata è probabilmente quella con motore 900 cc due cilindri turbo da 85 cavalli. Brio e coppia più degli avversari, con 145 Nm si scatta da zero a cento in 11″2 per poi raggiungere i 177 km/h, il tutto mantenendo consumi irrisori: 4.2 litri/100 chilometri nel ciclo misto. I prezzi si posizionano leggermente al di sopra della media del segmento, almeno per il motore TwinAir, con un listino di 13.700 euro nell’allestimento ben accessoriato Lounge. Poche centinaia di euro extra ampiamente giustificate dalla tecnica del motore, mentre si può veleggiare intorno ai 10 mila euro se ci si accontenta del vecchio 1.2 litri aspirato.

    Il bagagliaio resta al di sotto delle aspettative, con 225 litri non raggiunge quello della up! pur migliorando il dato della precedente generazione di Panda.

    Per noi è lei la “regina” delle auto da città, la miglior citycar, premiata anche dalla classifica delle auto più vendute: su 24.000 immatricolazioni a ottobre 2012, ben 12.000 erano delle Panda.

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