MiniCatt’ s, auto ad aria compressa

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La MiniCat's col suo scopritore

Liberi come l’ aria, leggeri come il vento… quante cose può fare l’ aria, ma c’è una cosa che ancora non sapevamo, a dar ragione a, Guy Négre, ex ingegnere di Formula Uno, l’ aria, quella che di solito manca, quando ci apprestiamo a fare il pieno di benzina, potrebbe, addirittura, alimentare un’ auto.

Bene! l’ aria, intanto, ha costo zero, e poi non inquina, anche se, come si fa a dire che non inquina se è già inquinata? Mah, a questo non ci avevamo pensato! La city car progettata dallo scienziato si chiama MiniCat’ s, non è particolarmente accessoriata, è leggera e spartana ed è alimentata ad aria, avete sentito benissimo, a r i a .

L’ uovo di Colombo
Non facciamo ironia, molte invenzioni sono nate dalla constatazione di piccole cose che avevamo sotto gli occhi tutti i giorni. Nel caso specifico, l’ intuizione è geniale, che poi si possa mettere davvero in pratica è un’ altra cosa. Intanto vediamone il funzionamento. L’ aria è contenuta in due serbatoi, sotto forma di aria compressa a 300 atmosfere, schiacciando l’ acceleratore, o qualcosa del genere, l’ aria penetra in un motore a quattro cilindri da 800 cc, capace di 25 cavalli, entra nel cilindro e, con la pressione esercitata, comprime in basso il pistone e da quel momento in poi, il motore funziona. Un po’ come avviene nel motore a scoppio, ricordate gli esami di guida? Su un sistema, almeno dinamicamente analogo, funzionerebbe l’ auto ad aria compressa e, a sentire il suo scopritore, toccherebbe la bella velocità di 110 orari e avrebbe un’ autonomia di 200 km.

Costerà meno che andare in bici
A proposito, la domanda nasce spontanea. Ma dallo scarico che cosa fuoriesce? riflettiamo…. Aria calda no, perché non v’è stata la fiammata, allora aria fredda, certo e pure compressa, utilissima, d’ estate, per raffreddare l’abitacolo. Ok, abbiamo anche l’ aria condizionata dentro, ma non era spartana questa macchina? Vabbe, ma quanto costa fare il pieno in questa vetturetta? Vediamo, si attaccano le bombole alla presa di corrente, quanto costa l’ elettricità al chilovattore, non lo sapete? nemmeno io, però qualcuno giura che fare il pieno nella Mini Cat’s costa solo 1,5 euro, pochissimo… urra!, mi dicono che ci vogliono quattro ore per fare il pieno ma che, una volta eseguito potremo fare 200 chilometri… allora a quanto ammonta il costo al chilometro della vettura?? Vediamo…. Troppo complicato, lasciamo stare! Ci sembra un’ ottima invenzione questa city car, ottima anche per chi l’ ha inventata e ora la fabbricherà e c’è già chi ha acquistato il brevetto, si tratta di una multinazionale che ha fabbriche sparse in tutto il mondo, Italia, compresa, a Frosinone, precisamente, sappiamo anche come si chiama l’ azienda, Eolo Italia, non poteva che chiamarsi così, produce un’ auto ogni mezz’ ora ma fra poco aumenterà la produzione e andrà veloce come il vento, per restare in tema.

Vediamola nel dettaglio, questa city-car
Dunque, il costo di esercizio è bassissimo, il costo d’ acquisto, è uguale a quello di una normale utilitaria, la potremo scegliere monovolume, familiare a 6 posti, taxi a 5 posti, pulmino, pick-up… accidenti! La manutenzione è ridottissima, il produttore informa che l’ olio si cambia ogni 60.000 chilometri, anche perché la temperatura del motore non supera i 40°C, tanto bassa che non si usa il normale olio motore ma quello da cucina del supermercato, meglio se un ” primo prezzo “, spendiamo meno. La vetturetta, usa una carrozzeria leggera in fibra e resina resistente che protegge i passeggeri ma, nel prossimo futuro, si useranno carrozzerie in fibra e resina, riciclabili, se ne sta occupando l’ ENEA. I comandi sono posti al volante, come le monoposto da Formula Uno, l’ aria condizionata, abbiamo visto, come la si ricava, per l’ aria calda, si sfrutta quella del motore, che altro dire… A si… il prezzo aggiornato è, chiavi in mano, 10.000 euro, euro più, euro meno.
Un’ ultima riflessione…. Con quello che ci guadagna lo Stato sulla benzina, questa auto si rivelerebbe una vera e propria maledizione per l’ erario…. E per un’ auto che va ad aria fresca…. Non è che cominciano a tassarci anche l’ aria che respiriamo?

Mar 15/11/2005 da Giuliano

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Giannina 16 novembre 2005 13:16
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Io spero che le stazioni di rifornimento e noleggio di queste city car, sorgano come funghi. Non è possibile continuare a sostenere costi cosi’ elevati per acquistare un carburante che oltrettutto avvelena l’aria.
I prodotti degli altri settori merceologici sono orientati alla tutela dell’ambiente per specifiche disposizioni dell’ stato, ma a che serve se proprio lo stato attraverso le accise è il principale beneficiario di un sistema di comunicazione e trasporto fautore di un’irresponsabile emissione di gas inquinanti?

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Redazione AllaGuida
Alla Guida 17 novembre 2005 15:44
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Giannina secondo me hai decisamente colto il sengo. Non devono essere le case produttrici a dare il la nel proporre nuove soluzioni a minor impatto ambientale. Se lo stato mai dimostrerà di voler predisporre ogni strumento e infrastruttura per un’evoluzione di questo tipo, perchè mai un’azienda, che mira al profitto, dovrebbe dedicarsi al lancio e promozione di vetture a basso impatto ambientale?

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Ambrogio 23 dicembre 2005 20:32
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visto l’ enorme sviluppo della tecnologia alle auto, perchè non pensare che ciò che si dice in questo articolo non diventi realtà?

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Edmondo 10 gennaio 2006 03:00
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Tutto meraviglioso, ma quest`auto ad aria compressa dov`e`?
E quando la potro` finalmente acquistare?
Vi prego, qualcuno mi risponda.
Grazie

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Giuliano
Alla Guida 10 gennaio 2006 15:51
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Le rispondiamo con le parole pronunciate da Giuseppe Martellucci, amministratore delegato di Eolo Italia, l’ azienda produttrice della MiniCatt’ s:
“La Eolo Italia è già una realtà, dispone di una sede a Frosinone e offre lavoro a circa 90 persone. Si produce un’automobile ogni 30minuti, ma presto, con l’apertura delle nuove sedi, su tutto il territorio, si raggiungeranno numeri in grado di soddisfare tutte le richieste del mercato”.
Il vecchio sito, “eoloauto.it”, è stato anch’esso temporaneamente reso inaccessibile. “Anche questo faceva parte della strategia della nostra azienda – ha spiegato il dirigente – fino a quando Eolo non sarà sul mercato chi volesse conoscere il veicolo e le sue caratteristiche, potrà farlo visitando il portale http://www.mdi.lu oppure dovrà attendere il debutto che avverrà prima a Roma e successivamente nelle altre grosse città italiane”.

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Augusto richini 11 gennaio 2006 00:22
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Si ma mi chiedo se fosse vero che quest’ auto si affermasse, cosa faranno le compagnie petrolifere?

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Edmondo Guidi 12 gennaio 2006 15:36
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Esiste una data per il debutto?

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Edmondo Guidi 15 gennaio 2006 14:18
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Una persona che conosco mi ha detto:
“Secondo me l`auto ad aria compressa sarebbe una troppo contraria agli interessi dei grandi colossi del petrolio percio` non la verdremo mai.”
Io spero che non sia cosi`, ma si sa` chi visse sperando…..
Voi che mi dite?

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Giuliano
Alla Guida 15 gennaio 2006 14:43
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Se avessimo la palla di vetro potremmo rispondere con sicurezza alla sua domanda, non avendocela diciamo soltanto che, se è vero che gli interessi delle Case petrolifere sono immense, vero è anche che tutti sanno che le riserve di greggio stanno per esaurirsi e, come spesso accaduto nella storia, i grossi gruppi spostano di conseguenza altrove le loro possibilità di business, non escluso, nello specifico, l’ energia alternativa.
L’ auto ad aria compressa, come avrà visto, è già in produzione è, pertanto, una realtà a tutti gli effetti, si tratterà di vedere soltanto, nel tempo, quante delle cose auspicate in questa singolare vettura potranno essere applicate nella realtà di tutti i giorni. Non ci resta che aspettare!

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Giovanni 25 gennaio 2006 22:59
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un’auto del genere l’avevo gia pensata 15 anni fa,quando alle superiori ne avevo parlato con il prof. ma il mio progetto era stato cestinato di brutto.giudicato forse un po frettolosamente.ora lo vedo qua….mha!!??
cmq avevo previsto ancora piccole ma significative migliorerie sopratutto sul recupero di energia..

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Marino 30 gennaio 2006 20:57
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forse sarebbe il caso che la magistratura indagasse… a chi conviene che un motore così efficiente non entri in produzione? forse agli stati uniti ed alle lobbies del petrolio comandate da Dick Cheney vicepresidente degli stati uniti?
come finirà la faccenda?
Perchè dobbiamo essere schiavi del petrolio americano e arabo?

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Mika dj 4 febbraio 2006 15:58
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http://www.eoloenergie.it questo è il nuovo sito Italiano, ATTENZIONE quest’auto forse non vedrà mai la luce….Gli operai, “sono sul libro paga della Eolo, ma non sono stati pagati, forse saranno licenziati
sono stati consegnati solo alcuni macchinari,dunque non si è mai potuto produrre nulla!!! la società sospenderà il progetto in Italia.Leggete un pò qua..http://www.ingegnericonlepalle.com/article189.html

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Mauro 6 ottobre 2006 14:12
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A scuola mi hanno insegnato che ” nulla si crea e nulla si distruge” quindi credo sia poco credibile che per comprimere due serbatoi a 300 ATA basti 1,5 euro, ma anche se ce ne volessero 10, visto che in italia l’energia elettrica viene generata magiormente con motori a combustione interna, il problema dell’inquinamento sarebbe solo spostato, non risolto….

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Marc 27 ottobre 2006 19:11
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molto interessante sia come design che come finalità; magari si riuscisse ad utilizzarla al meglio!!

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Anonimo 22 aprile 2007 17:13
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chi andrebbe in giro con 300 atmosfere sotto il sedere?….anche il dirigibile destò grande entusiasmo….poi si smorzò con la tragedia dell HINDENBURG

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Salvo 21 luglio 2007 17:19
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E’ ora di finirla, ai nostri politici dell’ecologia non gliene frega niente se non si fanno soldi, Scanio dei verdi dovrebbe essere lui ad interessarsi di questo progetto, anche i sindaci delle grande città, a cominciare dal sindaco di Roma che sbraita sempre che inquiniamo, perchè non si informa di questo progetto?

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