MiniCatt’s e MultiCatt, inaugurano i primi veri veicoli ad aria compressa

MiniCatt’s e MultiCatt, inaugurano i primi veri veicoli ad aria compressa
da in Mondo auto
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    L’idea di costruire vetture ad aria compressa è molto antica, risale addirittura a meta dell’ottocento, ma, in epoca recente e precisamente, alla fine degli anni novanta, si trova applicazione a questo particolare veicolo che sfrutta la sola aria compressa per far muovere i pistoni e di seguito l’intera vettura.

    Ne avevamo già parlato con MiniCatt’s, Eolo, si era accennato anche a delle vicissitudini dell’azienda che oggi ha ripreso in pieno l’attività e ha ripreso la commercializzazione, alla grande, di queste vetture, aggiornandone la produzione. Vetture che funzionano con un meccanismo, apparentemente semplice, l’aria esterna viene pressurizzata da un compressore e immessa gradatamente, a seconda dell’esigenza richiamata dal pedale dell’acceleratore, all’interno del motore stesso, dove darebbe vita al movimento ritmico dei pistoni, simulando il meccanismo del motore a scoppio, chiaramente senza lo sviluppo della combustione, peculiarità di quest’ultimo tipo di propulsione e, perciò, senza immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti e dispersione di calore.

    M.D.I., è l’azienda francese che produce, già dal 1997, i primi veicoli alimentati ad aria compressa, la sua produzione spazia da vetture di dimensioni ridotte, che risultano quanto mai indicate per la città, oltre che per le limitate dimensioni anche perché non hanno alcuna limitazione alla circolazione. L’azienda si specializza anche nella costruzione di un taxi, di dimensioni ragionevoli di 3,86m. Su questo pianale, negli anni, sono stati ricavate altre versioni, tutte più o meno accattivanti; un pick-up, una camionetta e una berlina. Tuttavia, c’è da dire, che la forma di queste vetture è stata creata al solo fine sperimentale e non per la commercializzazione, almeno fin’adesso, ciò in quanto, esistono dei limiti da superare per tentare forme diverse da quella che fino adesso sembra la più fattibile, appunto il veicolo adibito a taxi.

    E la vettura ad aria compressa diventa un’autobus
    La seconda generazione di Minicatt’s dovrebbe offrire quelle soluzioni sperate da più parti volte a razionalizzare, ulteriormente, la disponibilità pratica di questa vettura.

    Sulla stessa base, dalla quale derivano sia la vettura che il veicolo adibito a taxi, è stato proposto un veicolo, destinato a trasporto pubblico urbano, chiamato Multicat,costituito da una motrice, alimentata ad aria compressa e dei vagoni. Ogni motrice sarà dotata di due serbatoi di aria e di un propulsore identico, se non nelle dimensioni, a quello fornito per la vettura cittadina e consentirà un’ottima manovrabilità agilità in città, dove dovrebbe essere utilizzato.

    Dalla motrice dipenderanno tutti i comandi, dall’apertura delle portiere, elettriche, all’azionamento delle luci, anche dei vagoni e dell’aria condizionata. Nel Multicat, come su Minicatt’s, neanche la struttura impiegata che entra nella costituzione di questi mezzi, è inquinante, perché, oltre che leggera, è formata da alluminio a due strati di “pelle” al cui interno entra a far parte della schiuma di poliuretano espanso, tutti, facilmente riciclabili.

    L’attuale produzione dell’azienda francese, è costituita da vetture, minibus, autobus di media grandezza, autobus di grandezza normale e autobus di tipo articolato.Tutti, contraddistinti dalle capacità già accennate.

    La strada per un futuro a bassissimo impatto ambientale definitivamente liberati dalla schiavitù del petrolio e dei suoi derivati è, una volta per tutte,intrapresa e, aziende come MDI, ce lo stanno dimostrando, nei fatti.

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