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Multe: paghi con carta di credito? Rischi la cartella esattoriale

Multe: paghi con carta di credito? Rischi la cartella esattoriale
da in Codice della strada, Multe
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20/01/2016 19:32

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    Bella fregatura per chi paga le contravvenzioni con carta di credito, bonifico bancario o altri strumenti elettronici di pagamento. In questi casi infatti il pagamento va eseguito con largo anticipo altrimenti il rischio è quello di non poter usufruire della riduzione del 30% dell’ammontare prevista per coloro che procedono al pagamento entro cinque giorni dalla notifica. Addirittura vi è il rischio di incappare nel raddoppiamento della sanzione previsto per chi effettua il pagamento oltre i 60 giorni. Ecco quindi che vengono meno le aspettative di coloro che nell’estate 2013, in concomitanza dell’introduzione dello sconto sulle multe, aveva previsto un boom del pagamento delle stesse mediante strumenti elettronici piuttosto del classico contante.

    L’amara novità arriva dalla circolare 300/A/227/16/127/34 emessa dal Ministero dell’Interno il 14 gennaio scorso, la quale stabilisce che i pagamenti effettuati tramite strumenti elettronici hanno validità solamente dall’effettiva data di accredito presso il conto dell’organo di polizia commissionante la sanzione. Invece i pagamenti in contanti, nei casi in cui nei quali è possibile effettuarli, versati direttamente agli agenti hanno giustamente effetto immediato. Soluzioni sicuramente ragionate da parte di tecnici ministeriali che però vanno ad incidere sul già precario rapporto cittadino-Stato, con il primo che continua a sentirsi “bersagliato” da norme, leggi, tasse e via dicendo. Se da un lato infatti i rappresentati del secondo hanno volutamente promosso l’utilizzo di carte di credito (e compagnia bella) per evitare l’evasione fiscale, dall’altro potrebbero arrivare cartelle esattoriali a coloro che hanno sì pagato in tempo la sanzione, ma il pagamento per motivi bancari non è arrivato in tempo sul conto corrente dell’organo di polizia al quale era destinato. Quindi, se dalla data di versamento a quella dell’accredito effettivo passano in media due giorni, occorre pagare le sanzioni con almeno tre giorni di anticipo rispetto alla scadenza: vi arriva la notifica di una multa? Pagatela il prima possibile.

    Coloro che hanno sforato il termine potrebbero ricevere la già citata cartella esattoriale, nella quale sarebbe espressa la richiesta della differenza tra la somma maggiorata e quella pagata, aggiunta alle spese della cartella stessa. Un salasso in poche parole. E’ giustamente possibile presentare un ricorso nel quale affermare la propria buona fede (non si pensava che il pagamento ritardasse), e non è del tutto escluso che il giudice possa dar ragione al “povero” cittadino. Anche se gli organi di polizia non si tireranno indietro all’attivare le procedure per il recupero delle differenze non versate, visto che sono “controllati” dalla Corte dei Conti, pronta a condannare i dirigenti per danni verso l’erario.

    Come al solito, in Italia tutto fa capo all’U.C.A.S., l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici. Ecco quindi che si aggiunge notevole confusione al già poco chiaro sistema di pagamento delle infrazioni. Bisogna tener conto infatti delle spese di notifica, le quali variano a seconda che il verbale sia stato recapitato a destinazione al primo colpo oppure sia rimasto per più di 10 giorni in giacenza presso l’ufficio postale del paese di residenza. In quest’ultimo caso la Cassazione lo scorso anno ha fermato le cartelle esattoriali (per fortuna), affermando che le spese di notifica vanno recuperate in separata sede: la multa non è più quindi considerata come pagata in parte, cosa che farebbe partire il raddoppio della sanzione stessa per mancato pagamento entro i canonici 60 giorni. Altra confusione è causata dal fatto che i cittadini vedono come normale il pagamento entro i 60 giorni, che nel linguaggio burocratico diventa il “pagamento in misura ridotta”. A molti viene a mente però la riduzione del 30% sull’ammontare della multa, prevista per coloro che effettuano il pagamento entro i cinque giorni dalla notifica. Normale quindi il nascere di ulteriore confusione con date ed importi che può facilmente portare ad errori e pagamenti oltre i tempi.

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