Nube vulcanica: una buona occasione per riscoprire l’auto

Nube vulcanica: una buona occasione per riscoprire l’auto

la nube vulcanica partita dall'Islanda e che ha raggiunto anche l'Italia ha di fatto messo in ginocchio il traffico aereo, ma se fosse una buona occasione questa per riscoprire l'auto e riprendferci a viaggiare anche per i tratti medio-lunghi?

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    Non tutti i guai vengono per nuocere…. Una massima scontata ma che può nascondere una grande verità, la prima, rassegnarci all’evidenza di una situazione contraria, la seconda, prenderne atto, prenderla con filosofia e rivalutare le piccole o grandi cose cui disponiamo e che sono sicuramente più a portata di mano. Stavolta a farci ragionare in tal senso è stata la nube vulcanica che dall’Islanda sta passeggiando allegramente per tre quarti del Vecchio Continente mandando in tilt i trasporti aerei e quelli su rotaie, visto l’afflusso esagerato che ha spostato il traffico verso quello terrestre.

    Ma la nube del vulcano Eyjafjoell, cui si è aggiunta quella di Hekla, il vulcano al Sud dell’Islanda, forse ci sta insegnando qualcos’altro, ovvero, che noi italiani, ma lo stesso discorso potrebbe valere per tutti gli altri appartenenti agli altri Paesi d’Europa, andiamo troppo spesso dietro abitudini tanto radicate da farci perdere di vista altre possibilità offerte da quelle comodità che pur di averle siamo disposti ad indebitarci fino al collo, ma che quando servirebbero non consideriamo proprio.

    Ciò potrebbe farci rivedere il rapporto che abbiamo con l’automobile, ad esempio, negli anni sessanta furono edificate le Autostrade che attraversano in lungo ed in largo il nostro Paese con la consapevolezza di accorciare le distanzeutilizzandso proprio le auto, ma se oggi qualcuno asserisce di spostarsi dal Sud al Nord dell’Italia o, addirittura fuori dai confini della Nazione e non lo fa per semplice turismo per lo più estivo, ma per ragioni di opportunità, viene guardato quasi con compatimento, perché ritenuta fifona degli aerei, magari chissà, soffre pure di claustrofobia che non gli consente di stare al chiuso di un treno e, dunque ripiega con l’auto. Ma ha senso immaginare l’auto per lo più utilizzata irrazionalmente come facciamo noi italiani, quale scatoletta per spostarsi in città o appena fuori e ciò nonostante oggi le nostre automobili siano sempre più dei veri e propri salotti viaggianti?

    Se cominciassimo a considerare l’automobile il primo vero mezzo di trasporto almeno per gli spostamenti in ambito nazionale e relegassimo l’aereo solo per le distanze intercontinentali, perderemmo qualcosa? Certo si dirà, l’auto inquina, ma perché, ci si domanda, gli aerei vanno forse ad ad acqua?, che senso hanno i progressi fatti sulle auto in fatto di basse emissioni inquinanti? Qualcuno potrà dire l’aereo è più sicuro dell’auto, ma si potrebbe rispondere che oggi solo la scelleratezza di qualcuno e le condizioni spesso disastrose delle strade rendono insicura l’auto che anche in fatto di sicurezza stradale e assurta a livelli elevatissimi.

    Se entrassimo in quest’ordine di idee, senza condizionamenti di sorta come sta avvenendo in questi giorni a causa della cenere vulcanica, avremmo anche auto più efficienti e controllate, perché per compiere lunghi tragitti è necessario che la vettura sia sempre in perfetto ordine, mentre usandola in città la tentazione di saltare qualche tagliando per molti è insopprimibile.

    L’auto è anche una buona occasione per stare insieme all’interno dello stesso abitacolo, nelle fermate agli Autogrill, insomma, un modo per rendere più vivibile la qualità della vita delle persone.

    Purtroppo a penalizzare l’auto anche rispetto all’aereo pensa il portafogli, con costi dei carburanti stellari, pedaggi autostradali tutt’altro che indifferenti contro i voli low cost di molte Compagnie aeree; ma questa è la politica dissennata attuata soprattutto dai passati Governi che hanno scaricato sull’automobile tutti gli oneri possibili ed immaginabili. Una cosa è certa però, se la nube vulcanica per lo meno è servita a farci riscoprire l’auto in una dimensione diversa, soprattutto in un periodo dell’anno mite come l’attuale, che dire, nella sfortuna siamo stati fortunati….. ma non ditelo ai tanti che imprecano bloccati negli aeroporti italiani in attesa di informazioni, ne andrebbe della vostra incolumità!

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