Nuova Lancia Delta: lo spot non piace ai cinesi e Fiat si scusa

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Prende le distanze dallo stesso messaggio lanciato in occasione della presentazione della nuova Lancia Delta, la Fiat, scusandosi con i cinesi per il contenuto dello spot stesso, come dire che per catturare l’attenzione del potenziale cliente all’interno di uno spot pubblicitario diciamo quello che ci pare, ma poi ciò che trasmettiamo con immagini e sonoro, non è detto che lo pensiamo!

Insomma, alla Cina deve essere piaciuta poco la campagna promozionale della nuova vettura del Lingotto che metteva in risalto la condizione dei monaci tibetani all’interno di un Continente in perenne attrito con la Cina e dallo spot si evinceva chiaramente da che parte stava il Gruppo Fiat, sicuramente non dalla parte dei cinesi.

Dunque, visto l’ampio risalto che ha assunto la Grande Tigre nel mondo industrializzato, perché rischiare di dar vita a polemiche assumendo posizioni dall’una o dall’altra parte, meglio tenerseli buoni gli asiatici, non foss’altro perché se decidessero di motorizzarsi molto più di quanto ancora non abbiano fatto non vorremmo che per inneggiare alle qualità della Delta snobbassero l’intera Casa del Lingotto, dunque, meglio venire a più miti pretese porgendo le scuse all’intero popolo della Grande Muraglia ricordando che la pubblicità dei prodotti “non ha mai avuto nulla a che fare con ragioni politiche o con l’intenzione della Fiat di interferire con il sistema politico interno di nessun Paese, tanto meno nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Nel caso in cui lo spot possa comunque aver dato origine a fraintendimenti circa la neutralità dell’azienda, il gruppo Fiat intende presentare le proprie scuse al Governo e al popolo cinese”, questo l’ossequioso messaggio di scuse del Gruppo torinese.

Scuse accettate da parte dei cinesi? e chi lo sa, chi vivrà, vedrà!

Lun 23/06/2008 da Giuliano in

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Cappecar 23 giugno 2008 19:20
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Che vadano a caxxre i cinesi.
Sono liberi di pensarla come vogliono, ma che impongano a noi la loro visione è assurdo. Così come è assurdo che un colosso come Fiat si scusi per una pubblicità che probabilmente è anche molto azzeccata.
Fosse poi un paese di una certa caratura morale… ma è un paese che è emerso sfruttando la povertà della sua gente come mano d’opera a bassissimo costo e produttore di oggettistica di vario tipo copiata, di bassissima qualità e senza scupoli sulla loro tossicità.

Quindi, se fossi io in FIAT… beh non lo posso dire!

CIAO!!!!

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Astounding 24 giugno 2008 10:16
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Vogliono anche le scuse, ridicolo. Fossi stato io altro che scuse, sarei andato la’ in persona ad urlare TIBET LIBERO! Che vergogna fiat, anche tu venditrice di **** al miglior offerente.

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Alex 24 giugno 2008 14:22
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Io pretendo le scuse perché c’è Richard Gere e lo odio! :-D
Francamente non capisco cosa ci sia di offensivo nella pubblicità.. Magari c’è qualcosa che non so!
Comunque, se proprio si sono offesi, posso capire che si siano scusati, per questioni diplomatiche. Certo è che loro non l’hanno fatto quando hanno scopiazzato la Panda.
Ora terrei d’occhio la loro TV e chiederei le scuse a ogni piè sospinto!

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Teto51 26 giugno 2008 16:45
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Come si vede anche la Fiat segue l’Italian Style scimiottando il Berlusca nei suoi rapporti diplomatici (prima butti il sasso e poi nascondi la manina!!)…. e dire che tutti si ostinano a dire che l’Italia è ben vista nel mondo; se non avessimo i beni culturali e le bellezze naturali (che ci sono sempre state e quindi non sono un risultato delle capacità italiane), coi nostri rappresentanti ufficiali faremo una gran bella figura!!

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Anonimo 23 luglio 2008 21:56
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Sti cinesi cominciano a starmi un po’ sulle scatole, come si permettono? Quella pubblicità non conteneva nulla di strano se non un accenno di solidarietà verso il popolo tibetano che è ingiustamente oppresso dai nostri amici cinesi… Capisco che se non avessero chiesto scusa avrebbero rischiato di perdere clienti in Cina, ma non mi sembra comunque una cosa giusta. FORZA TIBET!

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