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Nuova Lancia Delta: quello che non avreste mai immaginato

Nuova Lancia Delta: quello che non avreste mai immaginato

Nuova Lancia Delta: quello che non avreste mai immaginato

da in Lancia, Lancia Delta, Salone di Ginevra 2017

    Nel pensare alla nuova Lancia Delta, probabilmente si fanno due errori di fondo; il primo, sperare che possa avere un successo paragonabile a quello ottenuto fin dal debutto della nuova Fiat 500, secondo, sperare che possa replicare quanto avvenuto più di trent’anni fa con la prima antenata della vettura di Casa Lancia.

    Nel primo caso sarebbe un errore perché la nuova Fiat 500 per imprimere con forza la sua presenza, al di là della bontà intrinseca dell’auto, ha fatto forza sulle corde dell’animo degli italiani che da sempre hanno avuto a mente la vetturetta anni cinquanta e giù di lì che ebbe un ruolo da indiscussa protagonista nella motorizzazione di massa. Nel secondo l’errore sta nel fatto che la prima Delta si impresse in un periodo delicato della grande industria automobilistica italiana, contrassegnato da modelli Fiat al centro di diverse polemiche, mentre Lancia, che pur appartenendo già al marchio torinese, sembrò, da subito, un po’ avulsa da queste vicissitudini della nostra industria nazionale. Inoltre, se è vero che Delta segnò anche con forza il mondo delle competizioni, vero è anche che le ultime Delta, contrassegnate da un energico restyling prima di avviarle in pensione, in pochi se le ricordano, pur essendo state prodotte fino a poco più di un decennio fa e la nuova proposta Lancia avrà il compito proprio di cancellare del tutto dalla memoria proprio quegli ultimi modelli. Motivo per cui, forse, sarebbe stato meglio, nel realizzare questa nuova vettura media,ricercarle un altro nome che non l’agganciasse col passato, oppure, al di là di tutto, è proprio il passato a rappresentare, per la nuova vettura media Lancia, il riscatto su cui poi fondare l’intera carriera.

    Un po’ di storia della Delta
    Si devono a Giorgietto Giugiaro le particolari fattezze del primo modello della Delta, una vettura importante per il marchio Lancia perché segna la prima vera svolta in un segmento appartenuto alla gloriosa Fulvia da quando a prendere le redini dell’azienda è intervenuta la Fiat che fino adesso nel settore delle “piccole” aveva messo le mani soltanto nel restyling della Fulvia, giunta ormai alla pensione.

    La Delta nasce sotto l’alone delle novità perché il compito di contrassegnarle la vita spetterà alle sole due motorizzazioni di cui dispone nella sua prima serie; un 1.300 cc e un 1.500 cc. di cilindrata che hanno potenze di 75 cavalli, il primo e 85 il secondo. Sono motori già collaudati al meglio, non foss’altro perché a montarli, fino a quel momento, è una vettura di successo quale la Ritmo e rispetto alla quale conservano lo schema, disposizione antero trasversale e stessa cilindrata. Le prestazioni sono buone, anche in fatto di velocità massima, la 1.300 raggiunge i 155 orari, mentre la 1.500 si assesta sui 165 km/h .

    E’ una vettura rivoluzionaria anche per forme, leggermente più piccola della Ritmo, sua rivale di sempre, in parte. La Delta però è caratterizzata da un design, per i tempi,stravolgente, a cuneo, è una due volumi cinque porte abbastanza confortevole. Parliamo di un’auto di certo più elitaria di quanto non ci sia fino in quel momento che la differenzia proprio dalla Ritmo per la ricercatezza dei particolari, una sorta di continuità che da sempre la Lancia ha percorso coi propri modelli e che se prima era stata di Fulvia, prima ancora lo fu di Appia, dove, prestazioni, qualità, raffinatezza e maggior costo sono elementi in più che rendono la vettura adatta per un pubblico più esigente e con maggiori possibilità economiche o che comunque privilegia vetture più ricercate e in parte esclusive rispetto a quanto non possa trovare in Fiat.

    A sottolineare questi valori intriseci della Delta, la constatazione che ci si riferisce ad una vettura che, pur essendo nata in Casa Fiat, si sviluppa in modo autonomo anche se anche in essa molte componenti sono condivise con modelli del marchio torinese. Per esempio c’è da ricordare che proprio quegli stessi motori “Ritmo”, ricevono quella manciata di cavalli in più, con opportune modifiche e divengono più potenti e quasi esclusiva di Delta. Non è certo una novità nei nuovi modelli Lancia, si verificò già qualche tempo prima con la Beta che sfrutta i motori bialbero di Fiat 132 e 131 Supermirafiori opportunamente modificati e più potenti.

    Della Delta si realizzano tre versioni, una più accessoriata e più potente riceverà in dotazione il motore più grande, due il più piccolo, di quest’ultime, esiste una versione più economica con finiture meno pregiate, così come, la vettura monta un cambio a cinque marce per entrambi i motori, ma esiste anche un quattro marce per la versione più economica.Da ricordare che di lì a poco tempo la Casa provvede a montare sulla Delta anche un tre marce automatico di derivazione Beta.

    Stretta la parentela con le altre vetture della Lancia, visto che oltre da Beta, dalla quale eredità la stessa disposizione meccanica, dalla stessa vettura di successo si prende spunto in fatto di sospensioni e qui viene in soccorso un’altra icona, poco fortunata però, di Casa Lancia, la Gamma. Dalle due vetture si “copia” il sistema Mc Pherson, anteriormente e posteriormente,così come si fa con i freni, a disco anteriormente, a tamburo posteriormente.

    Nonostante saranno ancora lontani i tempi in cui fra Case straniere si “dialogherà” ad un progetto comune, sulla Delta alcune soluzioni si devono alla Saab, la Casa scandinava, del resto, ha grande esperienza nella realizzazione di vetture che si muovono in climi al limite della sopravvivenza e sulla “italiana” non potrà che trasferire tutte le conoscenze dell’epoca al meglio. Cosicché, alla Saab si devono tutti gli accorgimenti in fatto di climatizzazione, così come alla stessa Casa estera vanno ascritte quelle accortezze che riguardano i sistemi di protezione della scocca e dei lamierati e anticorrosione degli stessi.

    La Delta è ben dotata e costruita con un occhio anche ai sistemi di sicurezza, si guardi il serbatoio collocato in posizione sicura. Ma non finisce qui, paraurti anteriori e posteriori in resina e nell’abitacolo, lunotto termico, volante regolabile in altezza, specchietti regolabili manualmente, tergicristallo a tre velocità, tergilavalunotto e, quale optional, aria condizionata e cerchi in lega.

    Sul fronte dei prezzi, parliamo di una vettura che si colloca sul mercato ad un prezzo che varia dai 6 milioni per il modello meno accessoriato e più piccolo per cilindrata, fino a 7 sette milioni e mezzo al top degli allestimenti.

    Prezzi non indifferenti, l’Italia risente ancora di una congiuntura economica interna che non aiuta il mercato, compresa un’inflazione ai massimi storici, è ancora invasa dal terrorismo, Bologna anno 1980, ne è un esempio, le fabbriche risentono di continue tensioni, Fiat docet e, dunque, realizzare vetture in anni lontani dal benessere del boom economico ormai, definitivamente alle spalle, è rischioso; eppure la Delta spopolerà lo stesso e per tanto tempo.

    La nuova Delta

    A tanti anni di distanza, adesso Fiat ci riprova con una vettura alla quale pare tenere tanto, non foss’altro perché gli estimatori di quella media-piccola berlina del tempo è stata sempre desiderata e agognata quanto mai da chi oggi, rispetto ad allora, ha qualche capello bianco in testa di più e vedeva quell’auto fiammante far bella mostra di sé nelle concessionarie con quel pizzico di invidia per chi aveva appena firmato il contratto di acquisto per quel gioiello della tecnica che era la Delta. Però i tempi son cambiati e se già allora la vettura si dovette confrontare con una concorrenza agguerrita per i tempi, oggi la lotta per farsi largo fra i diversi competitors è quanto mai più serrata. Ma alla Fiat sono ottimisti e si punta su un’auto che, come fu allora, avrà soluzioni innovatrici quanto mai.

    Intanto la nuova Delta ha un design che si deve al Centro Stile Lancia che ha accompagnato l’intero progetto dalla nascita fino al suo sviluppo. Anche le dimensioni sono adattate ai nostri tempi, visto che parliamo di un’auto di 4 metri e mezzo di lunghezza e 1 metro e 80 cm. di larghezza per un metro e mezzo di altezza. Ma il primo fiore all’occhiello di quest’auto, di primo acchito, sarà lo spazio interno che consentirà di godere di una grande abitabilità per tutti e cinque i passeggeri.

    Ottimi anche i motori, turbo benzina, derivati dalla Fiat Bravo, di 1.400 cc. di cilindrata di partenza e turbodiesel commonrail con potenze che andranno dai 120 fino ai 200 cavalli,tutti Euro 5. i cambi saranno a sei marce, anche robotizzati, per chi lo desiderasse e, presto, anche automatici. Non sappiamo nello specifico tutte le cilindrate, ma Ginevra dovrebbe rispondere al meglio a tutti i quesiti. In fatto di sicurezza si ricorda che la nuova Delta avrà l’ESP di serie così come, l’ SDC che però in alcune versioni sarà optional e che consiste nel sistema elettronico che agisce sulle sospensioni in determinate condizioni critiche di guida.

    Grande attenzione anche al confort, con sistemi sofisticati atti a limitare i rumori all’interno, rivestimenti in pelle, Alcantara, tetto panoramico Gran Luce, il tutto a seconda delle versioni e grande dispendio di alta tecnologia a bordo già, in parte compresa, di serie, si pensi al potente impianto radio/CD/MP3, con comandi direttamente al volante, così sempre in ambito all’intrattenimento, si parla di navigatore di ultimissima generazione e sistema Blue&me. Infine, tanto spazio a bordo sarà riservato anche al vano bagagli, opportunamente predisposto per essere sempre pronto a soddisfare le esigenze dei viaggiatori, sia a sedili disposti che ribaltati.

    L’apporto parigino
    Senza nulla togliere alla professionalità dei progettisti italiani intervenuti nella Delta, grande merito va ascritto al francese Olivier Francois ex Citroen, già volto conosciuto in Casa Lancia, visto che fa già parte del brand della Casa italiana e che ha già trasferito le proprie competenze su modelli come la nuova Musa, visto che, fra l’altro si deve a lui la scelta della pubblicità di questa vettura affidata ad un testimonial come Carla Bruni. E, forse, si deve proprio al parigino, torinese d’adozione, il fatto di essersi irrigidito a tal punto sul progetto Delta da aver fatto desistere i vertici del marchio volti ad abbandonare il progetto sul nascere.

    La concorrenza nei confronti della Delta
    Quando, probabilmente nel corso della prossima estate faremo la conoscenza con la nuova Delta, sappiamo già che ad attenderla al varco troverà disposti in fila ad attenderla mostri sacri del calibro di Audi, che sfodererà per l’occasione la sua più recente nuova A3, lo stesso farà Bmw con la Serie 1 e che dire di Volkswagen Golf che con la sua ultima serie potrebbe dare filo da torcere alla novità Lancia. Se a queste aggiungiamo coreane del calibro di Kia, con le ultime proposte, il quadro a tinte fosche è ben delineato per immaginare una sfida all’ultimo bullone per la nuova Delta.

    Il risultato potrebbe essere quanto mai inaspettato, perché se è vero che la concorrenza oggi si fa, spesso, a colpi di servizi aggiunti, piccoli particolari in più o in meno presenti su un’auto e, soprattutto, a suon di euro, la Delta ha immediatamente dalla sua la voglia di far risorgere il marchio Lancia, che da troppo tempo sonnecchia in disparte e fa poco parlare di sé. Il risultato, viste le caratteristiche del nuovo modello, potrebbe essere quello di far assurgere la nuova Lancia quale regina indiscussa in fatto di vendite in Europa o relegarle un posto più modesto magari solo in Italia. Non si sa, il mercato in questo senso è quanto mai bizzarro e del resto chi si aspettava gloria e onori dalla nuova Fiat 500, non immaginava anche di vedere trionfare la celebre city car italiana pure nei mercati più freddi e non certo solo in ambito meteorologico, come quelli del nord Europa e, chissà, che anche per la nuova Delta non possa accadere qualcosa di simile, chissà!

    2026

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