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Nuova Volkswagen Maggiolino: sarà low cost come la Nano

Nuova Volkswagen Maggiolino: sarà low cost come la Nano

Nuova Volkswagen Maggiolino: sarà low cost come la Nano

da in Auto Economiche, Utilitarie, Volkswagen
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    La Volkswagen UP dalla quale dovrebbe derivare la Nuova Maggiolino

    E’ più famosa dell’insetto a cui si riferiva alla nascita, la Maggiolino, la simpatica vettura voluta da Volkswagen oltre sessant’anni fa, fino a quando qualcuno che forse dimostrò scarsa lungimiranza, non decise bene di collocarla definitivamente in pensione, con grande delusione da parte dei tanti fans che di quell’auto ne fecero un vero mito.

    A poco è valsa la riproposizione in chiave moderna della Beattle, che di Maggiolino, aveva ben poco, tanto che nessuno vedendo questa vettura, per’altro caratterizzata da scarso successo commerciale, l’ha mai chiamata la nuova Maggiolino.

    La Volkswagen New Beettle, ritenuta a torto l'erede della Maggiolino

    Ma oggi le cose potrebbero cambiare e di molto, con l’arrivo di una nuova Maggiolino che per essere tale, deve avere per forza di cose il motore disposto posteriormente come la sua antenata e, cosa molto importante, dovrà costare davvero poco.

    Una Maggiolino e una New Bettle insieme

    La nuova Maggiolino deriverà dalla Up, dunque, niente più “incroci pericolosi” con la Golf, che è su un altro pianeta e lì è bene che resti. La nuova Maggiolino sarà caratterizzata, invece, dall’adozione di un motore posteriore del tutto inedito, anche se progettare un propulsore del tutto nuovo implica dei rischi d’impresa dati dal costo eccessivo che esso rappresenterebbe. A fortificare l’idea dei tecnici della Volkswagen la spinta che sta avendo la Tata Nano, anch’essa con motore posteriore e su questa stessa filosofia dovrebbe essere realizzata la nuova vettura tedesca anche in fatto di costi, perché se la Nano costa meno di 2.000 euro, in India, la nuova Maggiolino dovrà restare entro i 6.000, una vera low cost all’europea, insomma e, così facendo, sarà un successo!

    Una vecchia Volkswagen Maggiolino

    Ed in un periodo dell’economia mondiale difficile che coinvolge tutti i Paesi sviluppati, una low cost non può non essere salutata se non con gioia da parte del pubblico, anche se una domanda sorge spontanea da parte dei più, ovvero, se la Maggiolino è una low cost perché non ha prezzi paragonabili alla Nano?

    Alla Volkswagen la risposta giunge immediatamente, qualità, tecnica scelta dei materiali la posta in gioco destinata a fare la differenza e che non giustificherebbero mai un prezzo tanto basso come quello applicato alla Nano, il “trucco” per contrarre i prezzi, dicono ai piani alti del Gruppo automobilistico tedesco, c’è e consiste, citando un loro dire, nel fatto di limitarsi all’essenziale in modo intelligente. Ma viene anche da pensare che anche volendo a nessuno sarebbe mai venuto in mente di realizzare un’auto come la Maggiolino ad un prezzo così “vergognosamente” basso come han fatto alla Tata, ne andrebbe del buon nome dell’azienda.

    La Maggiolino nei dettagli
    Se la nuova “auto del popolo” deriva dalla Up bisogna stabilire quale pianale adottare, se il più piccolo, di 3 metri e 45, il medio, di 3,60 o il più lungo di 3,75 m. , si vedrà, quel che è certo, dicono a Wolfsburg che in quest’ambito soluzioni ce ne sono a iosa, al punto da ritenere che non occorrono estenuanti prove prima di giungere nell’intimo dell’auto e studiarne in concreto le soluzioni ottimali. Così alla stessa stregua si pensa ai motori, addirittura un 750 cc. di cilindrata bicilindrico, per una versione ed un tre cilindri di un solo litro di cilindrata, sia benzina che diesel, per un’altra e su quest’ambito la fantasia dei progettisti è quanto mai fervida, potendo anche giungere a ritenere di ricavare un multivalvole TSI da ben 125 cavalli di potenza.

    Inoltre, la soluzione del motore posteriore abbatterà sensibilmente i costi, si pensi alla mancanza del servosterzo, visto il peso ridotto che graverà sull’avantreno, anche il cambio sarà quanto mai collaudato perché deriverà dalla Up e, dunque, condiviso e sarà solo manuale, domani potrebbe prevedersi anche un automatico e, per quanto riguarda la dotazione di sicurezza, questa verrà modulata a seconda delle regioni dove verrà esportata l’auto, il che significa assistere anche ad una differenziazione dei costi. Ovvio che ci saranno l’ABS, gli airbag e altri dispositivi elettronici entrati nelle auto moderne, ma non si può pensare che, laddove si sarà costretti ad intervenire drasticamente sui costi si possono inserire soluzioni costose già in partenza.

    Ma la Beetle andrà in pensione?
    Assolutamente no, dicono a Wolfsburg, la Beetle solo da noi ha poco successo, oltreoceano ne sono state vendute più di un milione di esemplari e il successo dovrà continuare, consci che la nuova Maggiolino non toglierà neanche un cliente alla Beetle. Semmai, il nuovo modello, dovrà partecipare attivamente a quella politica di rilancio del marchio, visto che si prevede di vendere quasi un milione di esemplari dei diversi modelli in America nel 2018, un’ardua impresa se si pensa che lo scorso anno ne sono stati venduti soltanto 250.000 . Per far questo, il progetto Maggiolino è quanto mai delicato dovendo consistere in due vetture uguali nella meccanica di massima, ma diversi nella filosofia, ovvero, un modello base, spartano e a basso costo ed un modello più rifinito, a costi più alti, sia pure sempre concorrenziali.

    Dovremo veder il tutto nel 2009, stesso periodo in cui una versione nuova della Beetle dovrebbe affacciarsi sul mercato, quest’ultima utilizzando lo stesso pianale della Golf sesta serie, ovvero, l’ultima in ordine di tempo.

    Lo sguardo agli altri

    Quando si parla di replicare il successo di un’antenata il pensiero non può non andare alla nuova Fiat 500 che, riproposta dopo 50 anni dal primo modello e dopo un periodo di vuoto incolmabile, s’è riproposta al pubblico con linee che l’hanno molto ricondotta al quel primo modello anni cinquanta ma con una tecnica del tutto diversa, basti pensare che la prima aveva motore posteriore, l’attuale anteriore. Ma, sempre nell’ambito delle remake, altro pensiero è quello che giunge pensando alla Mini, che nella nuova versione realizzata da Bmw, è stata, almeno inizialmente, un doppio salto mortale, ciò in quanto la nuova vettura, pur somigliando in maniera vaga al primo modello, riprendendo le forme globali, anch’esse anni cinquanta, se ne discostava assumendo dimensioni più da grande rispetto a quel “trabiccolo” delizioso con delle ruote da passeggino dellepoca per bambini.

    Sul nuovo modello apparso da poco, visto il successo ottenuto, i tecnici Bmw hanno migliorato i motori che in quella nuova prima serie non furono il massimo in quanto a riuscita e prestazioni. Nessuna correzione è stata fatta in ambito ai prezzi, tenuti volutamente alti, forse perché destinati anch’essi a fare la differenza in quest’auto.

    Le vere concorrenti
    Probabilmente le prime due city car appena citate potrebbero essere le vere concorrenti della nuova Maggiolino, ma solo per un fatto storico, perché se la nuova Maggiolino sarà una low cost è impossibile pensare che si possa confrontare con la nuova Fiat 500, per fare un esempio, che costa il doppio. La concorrenza va ricercata altrove, nella Nano, per citarne una, se la Germania dovesse invadere quei Paesi interessati dal fenomeno Tata, così come un competitors importante potrebbe essere rappresentato dalla Smart Fortwo nella nuova versione e dalla Mitsubishi I, oltretutto, tutte e tre le vetture, come la Maggiolino, sono con motore posteriore.

    Dunque un segmento, questo, destinato ad affollarsi nel breve tempo; sarà dunque per questo che in Fiat si discute da un po’ sulla possibilità di creare una vettura più piccola della 500 a prezzi di gran lunga inferiori?

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