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Parcheggi a pagamento: scarsa sensibilità di alcune Amministrazioni Locali

Parcheggi a pagamento: scarsa sensibilità di alcune Amministrazioni Locali

Il dolore è dolore e, dunque, non possiamo aspettarci da chi raggiunge un cimitero, o un luogo di cura, magari per andare a trovare un congiunto in fin di vita, che debba far fronte al pagamento di un balzello come quello rappresentato dalle strisce blu

da in Associazioni Consumatori, Mondo auto
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    strisce blu

    Sappiamo bene come poco piacciono ai cittadini le famigerate strisce blu, ma al contempo, ben sappiamo che a volte sono l’unica arma attuabile dalle Pubbliche Amministrazioni per far fronte in qualche modo alla endemica carenza di parcheggi atavicamente presente nelle nostre città, soprattutto in quelle il cui centro storico è caratterizzato da edifici di grande pregio architettonico, strade, piazze che sarebbe impossibile demolire a favore di aree destinate ai parcheggi. Dunque, concludiamo che se oggi gli Enti Locali sono costretti ad istituire stalli contrassegnati dalle strisce blu, alle stesse Amministrazioni non può essere addebitata in toto la responsabilità di tale necessità, visto che il problema parcheggi è una questione che andrebbe affrontata prevedendo investimenti che in atto sono difficili da ipotizzare. Ma nello specifico il problema è di ben altro tenore.

    A darcene notizia componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che rileva come sia consuetudine di certe pubbliche Amministrazioni prevedere la creazione di stalli a pagamento proprio in prossimità di ospedali, case di cura e cimiteri. Il fatto è tutt’altro che trascurabile, perché se possono già apparire odiose le strisce blu in prossimità di particolari negozi, ristoranti, ritrovi e quant’altro, luoghi ove si può anche evitare di andare o che chissà possono essere raggiunti con altri mezzi, sembra invece provocatoria la scelta di chi ha deciso di “colorare” di blu tutti quegli spazi in cui chi vi si reca, difficilmente può sottrarsi alla visita e, per di più, spesso è affetto da malattie o dalla tarda età e non può neanche scegliere se raggiungere tali luoghi in altro modo.

    strisce blu

    Insomma, la scelta di quelle Amministrazioni Comunali di destinare quei pochi spazi liberi a tutti, alla creazione di luoghi contrassegnati dalle strisce blu, mostra una totale insensibilità delle Istituzioni nei confronti del dolore in genere da parte della collettività, proprio in una zona di maggiore affluenza quale può essere quella che insiste vicino a luoghi come cimiteri ed ospedali e, stavolta, a poco o nulla serve la giustificazione che altre volte gli Enti Locali hanno accampato con la scusa di ricevere sempre minori risorse dal Governo Centrale trovandosi costretti in qualche modo a rimediare gravando la popolazione di sempre nuovi balzelli.

    Le parole dell’Avvocato Giovanni D’Agata nel denunciare tale orientamento di una certa classe dirigente locale sono del resto eloquenti per palesarci una realtà che magari avremmo preferito non fosse mai stata posta in essere; “ tale scelta, come è noto, è stata adottata anche dall’amministrazione comunale di Lecce ed ormai da tempo è vista come una normale abitudine da parte dei leccesi, perché quello che abbiamo definito “sfruttamento” del dolore, passa proprio sulla pelle e sulle tasche di quei cittadini, spesso con problemi di deambulazione, che presi e scossi nel profondo dal proprio dolore o per quello dei propri cari sono costretti a parcheggiare l’auto tralasciando inevitabilmente il pensiero di quanto sia odiosa tale prassi “. Conclude, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, con l’auspicio di un gesto di sensibilità verso la cittadinanza da parte di tutte le amministrazioni locali che hanno compiuto tale scelta e la cancellazione di tutti quei provvedimenti che hanno esteso i parcheggi a pagamento nei luoghi del dolore e della cura della salute.

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