Parcheggio in sosta vietata? Non per i vigili di Roma

I primi a parcheggiare in sosta vietata sono proprio i vigili urbani, coloro che dovrebbero dare l'esempio

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    La sosta vietata è punita con una sanzione che può variare da 38 a 155 euro. La pena si aggrava se durante la sosta viene lasciato il motore acceso per non rinunciare alla frescura del condizionatore: in questo caso la multa può raggiungere i 400 euro partendo da una base di 200. I margini a cui attenersi per la sosta dei veicoli sono innumerevoli, dai parcheggi riservati ai limiti di tempo, dalle strisce pedonali al divieto di fermata. Ma che succede se a parcheggiare in doppia fila sono gli stessi vigili urbani? Niente.

    Almeno a Roma, dove i Lungotevere sono tristemente colmi di auto della polizia incastrate tra loro come se fossero i bastoncini del Shanghai da tavola. Non ci sono cartelli stradali che tengano, soste vietate o curve a gomito, marciapiedi, doppie o triple file.

    Per non parlare delle auto blu. Quelle si comportano come se fossero dentro il piccolo mondo di una pubblicità degli anni ’80: “con un’auto blu posso fare quello che voglio”. E infatti si vede.

    Lo denuncia Repubblica, riportando il caso del civico 239 di via del Corso. Di fronte alla sede del museo Fondazione Roma le auto dei vigili non hanno regole: parcheggiano fuori dalle strisce gialle (riservate a loro stessi) sotto il segnale del divieto di sosta e addirittura entrano contromano in via Montecatini.

    Stesso copione in altre zone di Roma, come via San Gallicano, dove mentre un’auto entra contromano un’altra sta parcheggiando in zona carico&scarico, proprio affianco a un’altro veicolo della municipale parcheggiato a lisca di pesce su mosaico orizzontale.

    Come si giustificano i vigili urbani? Se dovessero cercare parcheggio regolare sul Lungotevere avrebbero forse il tempo e il modo di multare i trasgressori? Da una parte è vero, seguendo le direttive del codice della strada perderebbero di vista l’obiettivo; ma dall’altra è anche importante dare l’esempio ai cittadini. A chi dare ragione?