Passaggio col rosso: ora si può ricorrere, lo dice la Cassazione

Passaggio col rosso: ora si può ricorrere, lo dice la Cassazione
da in Codice della strada, Mondo auto
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    Semaforo rosso

    Chi l’ha detto che chi passa col rosso ha sempre torto….

    Insomma, vero è che il semplice fatto di passare col rosso implica una violazione del Codice della Strada e successiva sanzione, come è giusto che sia, ma vero è anche il fatto che non siamo più soli di fronte ad una multa che lasciava all’arbitrio del singolo Pubblico Ufficiale la decisione di sanzionare chi passava col rosso, anche in presenza di eventuali dubbi di fronte al comportamento di un singolo automobilista che non era stato possibile localizzare con precisione per via del fatto che la vettura che conduceva in quell’evenienza era in movimento e a nulla valevano fino a ieri le rimostranze di chi, invece, sosteneva di non aver commesso l’infrazione.

    Ma oggi tutto cambia, lo dice la Corte di Cassazione che, con Sentenza n. 21816, ha messo in discussione l’eventualità di una sanzione laddove venga messo in dubbio la legittimità di una multa per via della presenza di uno o più testimoni che possano dichiarare, in sede di ricorso avverso alla sanzione, l’inesistenza della violazione stessa.

    Ovvio che tale testimoni al contempo non dovranno incorrere in una querela per falso nel tentativo di scagionare un’automobilista, ma ove ricorrano le condizioni, sussistendo gli elementi tutti per un’errata valutazione dei fatti da parte del Pubblico Ufficiale, è possibile prevedere una diversa ricostruzione dell’accaduto grazie alla Sentenza della Suprema Corte la quale afferma testualmente che il caso del passaggio col rosso può prevedere l’errata valutazione dei fatti “non trattandosi di una realtà statica ma di un corpo-oggetto in movimento”

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