Petrolio: record del prezzo al barile, è uno Tsunami!

Petrolio: record del prezzo al barile, è uno Tsunami!

Petrolio: record del prezzo al barile, è uno Tsunami!

da in Mondo auto, Sciopero benzinai

    Con il petrolio a quota 104 dollari al barile tutti i benefici delle liberalizzazioni si vanno a fare benedire, sintetizzando il suo pensiero,lo ha detto il Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e del gas Alessandro Ortis.

    Se l’Unione Europea non farà sentire la propria voce autorevole, il risultato sarà quello di assistere a sempre nuovi profitti da parte dei produttori di greggio a scapito dei consumatori.

    “E’ uno tsunami – ha detto Ortis – che travolge anche i benefici per i consumatori derivanti da una continua riduzione delle tariffe da noi amministrate (ad es.: trasporto e distribuzione) ed i vantaggi iniziali ottenuti grazie alle prime liberalizzazioni. Il processo di liberalizzazione deve essere completato e quindi esteso anche nei rapporti con i paesi produttori. In questo senso è importante che si faccia sentire la voce unica dell’Unione Europea, con iniziative internazionali urgenti e forte dei suoi 480 milioni di consumatori”.

    Una nazione che dipende per l’85% dal greggio è ovvio che ogni ritocco, figuriamoci quando si parla di impennate del prezzo del petrolio, si riverbera pesantemente non solo sulla benzina, ma sul gas, sulle bollette sulle stesse merci.

    Soluzioni all’orizzonte? Secondo Ortis la necessità, oltre ad un uso sempre più efficiente dell’energia, di “muovere verso un mix della produzione nazionale sempre meno petrolio-dipendente” e di “sviluppare più concorrenza e diversificazione per le forniture di gas. Ciò anche recuperando i persistenti ritardi nello sviluppo delle capacità di stoccaggio e di importazione via gasdotti e rigassificatori”.

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