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Peugeot 205 Cabriolet compie 30 anni: la scoperta del mito

Peugeot 205 Cabriolet compie 30 anni: la scoperta del mito
da in Auto d'epoca, Peugeot, Peugeot 205
Ultimo aggiornamento: Giovedì 17/11/2016 15:11

    Trent’anni sono un lungo periodo in una vita umana ma anche nelle vicende industriali. Nel 2016 festeggia questa ricorrenza un’automobile che occupa un posto di rilievo nella storia recente del nostro mezzo preferito. Si tratta della Peugeot 205 Cabriolet, Cabrio per gli amici.

    Cosa definisce il successo di un’automobile? Le sue qualità tecniche? In parte. Il suo design? Molto. Una particolare caratteristica innovativa? A volte. Le vittorie sportive della marca? In alcuni casi. Le vendite? Sempre. Perché alla fine ciò che conta veramente è ottenere ricavi, dai quali arriveranno i profitti. Vendere più di 5,2 milioni di esemplari in 15 anni è un successo? Eccome se lo è. La Peugeot 205 ha raggiunto questo importante traguardo nella sua storia. Dal 1983 al 1998, il periodo durante il quale è stata prodotta, ha totalizzato per la precisione 5.278.054 immatricolazioni nel mondo. Fu la Peugeot più venduta di sempre, fino a quel momento, tanto da meritarsi il soprannome di “Le sacré numero“, il numero sacro. Un risultato ancora più importante se consideriamo che questo fu veramente un modello solo, al quale fu applicato un solo restyling. E’ infatti molto più facile raggiungere quote multimilionarie seguendo la consuetudine di americani, tedeschi e giapponesi, che mantengono lo stesso nome al modello per diverse decine d’anni, attraversando anche dieci generazioni, ma poi tra la prima e la decima non c’è assolutamente nulla in comune. La 205 venne poi superata dall’erede 206, venduta in 6,1 milioni di unità, ma in 19 anni.

    La 205 Cabriolet, uscita nel 1986, fu la ciliegina sulla torta di questa storia vincente. Andava infatti a coprire l’ultimo spicchio di “personalità” o, più prosaicamente, di clientela. Infatti nei tre anni precedenti avevamo visto nel modello base la tranquilla auto economica per le esigenze cittadine di tutti i giorni, dal design che non spiaceva alle donne; subito dopo arrivò la sportiva e cattiva GTI, ricercatissima dagli uomini per le prestazioni e i suoi paralleli con la belva 205 Turbo 16 che vinceva nei rally; mancava solo la dimensione del tempo libero spensierato, della gita fuori porta un po’ glamour: ecco quindi la 205 Cabrio. Le auto decappottabili, di ogni segmento, categoria e prezzo, da sempre fanno parte di una ristretta nicchia di mercato, per mille motivi che è troppo lungo elencare in questa sede. Perciò quando osserviamo il numero di esemplari venduti della 205 aperta, cioè 72.142 in dieci anni di produzione, dobbiamo concludere che la scia del successo non si è dissolta con l’apertura del tetto. Al punto che ancora oggi le Cabrio sono le 205 più cercate dai collezionisti dopo le GTI.

    Peugeot 205 Cabriolet Roland Garros 2

    C’è un po’ d’Italia nella Peugeot 205 Cabriolet, una parte importante. Infatti la trasformazione di telaio e carrozzeria fu affidata alla Pininfarina. Soffermiamoci un attimo su questo dettaglio decisivo. Già dal 1984 le scocche partivano dalla fabbrica di Mulhouse dirette verso lo stabilimento di Grugliasco; qui si provvedeva ad adattare il telaio, aggiungere le parti modificate della carrozzeria e tutti gli interni. Il tutto poi veniva caricato sui camion e tornava in Francia, dove veniva completato l’assemblaggio inserendo la meccanica. I rinforzi al telaio per compensare la rigidità persa con l’apertura del tetto arrivavano soprattutto dai longheroni esterni maggiorati collegati centralmente a quelli interni e al montante anteriore; dal tubo di acciaio incorporato nel parabrezza a fare da roll-bar; da una traversa aggiuntiva sotto i sedili anteriori; dall’aumento dello spessore di alcune lamiere. Il tutto contenendo l’aumento di peso rispetto alla corrispondente versione chiusa in soli 40 Kg. Non era male, in tempi in cui la fibra di carbonio era riservata allo Space Shuttle e anche l’acciaio ad alta resistenza era solo qualcosa di vagamente astronautico.

    Peugeot 205 Cabrio

    All’ingresso sul mercato furono scelte le motorizzazioni 1.1 (CT) e 1.6 (CTI), questa analoga alla GTI da 105 cavalli. La 205 CTI nell’ultima sua versione del 1992, a tre porte come tutta la serie Cabriolet, aveva appunto un’iniezione elettronica Bosch con cut-off; distribuzione a due valvole per cilindro. La potenza massima di 115 cavalli era raggiunta a 6.250 giri, la coppia massima di 134 Newton metri veniva erogata a 4.000 giri. Quella macchina andava forte anche se le mancava il tetto. Perché se 115 cavalli al giorno d’oggi non sembrano un gran che, dobbiamo ricordarci che le vetture dell’epoca erano molto leggere. La CTI 1.6 pesava infatti solo 936 Kg; per trovare oggi una massa di quel tipo in un’auto sportiva, dobbiamo andare in zona Alfa 4C. La 205 scoperta accelerava in tempi di tutto rispetto: 9″7 sullo scatto 0-100, a cui si aggiungevano 190 Km/h di velocità massima. Le sospensioni anteriori erano di tipo McPherson rovesciato, quelle posteriori a bracci longitudinali tirati e barre di torsione trasversali.

    Peugeot 205 Cabrio Roland Garos

    Due anni dopo, nel 1988, troviamo la versione CJ che poi avrebbe sostituito la CT; questa aveva la particolarità di interni rivestiti in tessuto jeans. Ma l’allestimento che più si ricorda della 205 Cabriolet è probabilmente quello denominato “Roland Garros“. Introdotta nel 1989, questa versione era appunto dedicata al celebre torneo di tennis del Grande Slam che si gioca a Parigi. Carrozzeria di colore verde metallizzato (che per la verità ricordava più Wimbledon), interni in pelle bianca e tessuto grigio a quadri, tetto bianco ad azionamento elettrico, una rarità a quell’epoca per quel livello di prezzo. In occasione del trentesimo anniversario della 205 Cabriolet, Peugeot Italia ha restaurato due esemplari di CTI 1.6, una rossa e una bianca. Sono state inserite nel parco stampa. Oggi nel nostro Paese, secondo le ricerche del Club Storico Peugeot Italia, ne sopravvivono circa un centinaio di esemplari. Alcuni di essi sono visibili, e anche noleggiabili per le vacanze, alla Galerie Peugeot, il museo storico Peugeot a San Gimignano.

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