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Photored e altre apparecchiature similari potrebbero essere incostituzionali, ma solo in alcuni casi

Photored e altre apparecchiature similari potrebbero essere incostituzionali, ma solo in alcuni casi
da in Codice della strada, Mondo auto, Sicurezza Stradale
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    La regolazione degli incroci affidata a semafori controllati da Photored potrebbe essere incostituzionale

    Paradossalmente, i semafori, preposti a garantire la sicurezza stradale, in molte zone d’Italia si tramutano in trappole micidiali per gli automobilisti, teatro, spesso, di violenti tamponamenti fra auto, a causa del fatto che molti conducenti, nel tentativo di scampare al funesto Photored o a qualsivoglia altra apparecchiatura elettronica, finiscono per frenare improvvisamente causando sinistri a volte gravi.

    Chi non ricorda, infatti, le proteste di piazza di automobilisti inferociti quest’estate, reiteratamente multati, spesso ingiustamente e convinti tutti che la regia che animava tali sistemi di repressione fosse affidata a quegli Enti Locali con l’unica intenzione di ingrossare le Casse di Comuni e Province.

    Eppure, la strada per ricorrere avverso alle inique sanzioni potrebbe essere resa più agevole da una Circolare emanata dal Prefetto di Lodi, Francesco De Stefano, la n. 993 del 23/gennaio/2007, che ha richiamato l’attenzione delle Istituzioni circa l’obbligatorietà della presenza di un Pubblico Ufficiale in prossimità dell’incrocio regolato da semaforo e controllato da strumenti del tipo del Photored o similari, anche quando questi abbiano ottenuto l’omologazione per il loro utilizzo.

    E che la fondatezza della Circolare Prefettizia abbia in sé la sua ragion d’esistere, lo dimostrerebbe l’attinenza con quanto previsto in essa e quanto contemplato dall’Art. 1 del nuovo Codice della Strada laddove si prevede la necessità, per’altro contemplata dalla Legge, dell’Agente accertatore, oltre alla ineluttabilità della contestazione immediata della violazione atteso che lo spirito del Legislatore è mirato alla tutela della pubblica incolumità, nel rispetto dei diritti dei cittadini.

    Se invece si pensa alle condizioni che nella realtà hanno comportato le tante sanzioni piovute sulla testa degli automobilisti, si comprende perfettamente di come invece il modus operandi degli Enti Locali che si sono serviti e che si servono dei sistemi di rilevazioni delle infrazioni, siano extra leggem e di come quasi sempre si sarebbe potuto addivenire ad una composizione legale delle questioni se solo si fosse avuta la presenza di un Pubblico Ufficiale sul posto per accertare o meno la violazione e di come invece le apparecchiature elettroniche che sarebbero dovute essere di ausilio nel rispetto del Codice della Strada si siano invece trasformate in uno strumento punitivo ottuso e perverso.

    Ciò che conforta apprendere è che della stessa opinione del Prefetto lodigiano è anche la Corte di Cassazione, la cui seconda Sezione Civile, con Sentenza 23301 del 17/11/2005 e 8465 dell’11/04/2006, si è orientata nella stessa direzione di marcia del Prefetto. Insomma, se passare o impegnare un incrocio regolato da semaforo che proietti luce rossa, a volte e, soprattutto del tutto eccezionalmente, può essere vista come una necessità contingente meno grave dell’infrazione che si sta compiendo, o se le condizioni del traffico non permettono di cadenzare l’attraversamento dell’incrocio del tutto in sintonia con i cambi di colore del semaforo, solo l’Agente accertatore preposto alla regolazione del traffico e non certo un’apparecchiatura elettronica sia pure sofisticata ed omologata, sarà in grado si stabilirlo.

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