Phylla: l’impegno di Fiat nella lotta all’inquinamento con un prototipo ad idrogeno

Phylla: l’impegno di Fiat nella lotta all’inquinamento con un prototipo ad idrogeno

Anche Fiat si impegna nella lotta all'inquinamento e all'affrancamento dal greggio; l'ultimo prototipo in ordine di tempo si chiama Phyla e va ad idrogeno

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    Lotta all’inquinamento, tutela dell’habitat e riciclaggio di rifiuti, priorità assolute di questo XXI secolo cui anche le aziende automobilistiche non si sottraggono, magari con soluzioni che apparentemente non sembrerebbero stravolgenti ma se solo guardiamo un’auto di oggi con una fabbricata appena vent’anni fa, ci si accorge subito di come, anche da piccoli dettagli, i progressi nell’opporsi all’inquinamento da una parte e nella riduzione dei consumi sono palesi ed evidenti.

    Poi ci sono le soluzioni estreme, anche se fino ad un certo punto, oggi definire “estrema” un’auto che vada ad idrogeno e sfrutti in parte l’energia solare, è persino eccessivo, come ben ci dimostra Phylla, un prototipo realizzato dal Centro ricerche della Fiat insieme al Politecnico di Torino, all’Environment Park, oltre ad altri partner, occorre infatti ricordare l’Istituto di Arte applicata e Design, lo IED e la Camera di Commercio locale.

    La caratteristica saliente di questo prototipo è quello di utilizzare, come detto, idrogeno in luogo di ogni altro carburante e solo partendo da quest’evidenza ci si accorge di quanto stravolgente sia Phylla, ma c’è di più, tutto ciò che è elettrico in auto, dall’intrattenimento al clima sono alimentati da appositi pannelli solari che rilasciano l’energia necessaria per alimentare il tutto.

    Phylla, se si dovesse utilizzare nell’uso comune, troverà il suo habitat ideale nei centri urbani, non foss’altro per l’abbattimento dei costi di gestione, oltre che tutto il resto, si pensa anche ad un’estensione nell’utilizzo al car sharing ed altre soluzioni similari. La vettura utilizzerà batterie agli ioni di litio ed un impianto fotovoltaico da 340 watt, il tutto per far ottenere alla particolare vettura 220 km.

    di autonomia ed una velocità massima di poco oltre i 20 km/h , il tutto in un peso complessivo dell’auto di 750 chilogrammi; neanche tanto poco!

    “Pensiamo che il Piemonte possa rappresentare un modello in Europa e in Italia per migliorare la qualità dell’ambiente e della vita delle persone – ha detto il presidente della regione Mercedes Sbresso – Nasce da una sfida che noi abbiamo lanciato per avere un’auto solare, che non debba perciò avere bisogno di rifornirsi ai distributori, dotata di soluzione ecologiche e tecnologiche avanzate con telaio adattabile per diverse esigenze e con batterie capaci di durare per tutta la giornata che è stata raccolta dal Centro Ricerche Fiat e dal Politecnico di Torino. Proprio la forte sinergia tra enti, aziende e istituzioni di ricerca del territorio piemontese ha consentito di arrivare in tempi brevi a un prodotto di alta qualificazione tecnologica”. “Il mondo della ricerca privata e dell’industria – ha spiegato l’amministratore delegato del Centro Ricerche Fiat, Nevio Di Giusto – ricopre un ruolo fondamentale come partner per la ricerca di nuove tecnologie. Abbiamo quindi accettato la sfida sulla quale all’inizio eravamo un po’ riluttanti, e abbiamo lavorato in rete sfruttando tutte le opportunità offerte dal territorio

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