Pininfarina e Bertone: che “fine” avranno fatto?

Pininfarina e Bertone: che “fine” avranno fatto?
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    Pininfarina

    Vi ricordate la Bertone, la celebre e antica carrozzeria poi caduta in disgrazia? e che fine ha fatto la Pininfarina, l’altra altrettanto celebre se non addirittura di più della prima, anch’essa in non ottime condizioni di salute?

    Cominciamo con la prima, la Bertone che, vista la sua condizione di insolvenza reiterata, allo stato è stata posta in amministrazione straordinaria, ciò per quanto attiene un ramo aziendale, ovvero la Carrozzeria Bertone, resterebbe fuori dalla vicenda lo Studio Bertone. La Carrozzeria Bertone, ricordiamo, ha alle dipendenze 1.250 addetti.

    Bertone logo

    A questo risultato si è giunti dopo che, come si ricorderà, due anni fa c’era stato un tentativo di acquisizione da parte della DR Motor del dr. Di Nisio, purtroppo però andato a vuoto. Successivamente, il tentativo anche di Fiat di produrre una sorta di joint venture per cercare di realizzare insieme una vettura, anche questo tentativo poi è andato del tutto fallito, nel mese di gennaio di quest’anno, la vedova Bertone, signora Lilli presidente e amministratore unico della S.P.A., ha venduto la Carrozzeria all’industriale Domenico Reviglio, fatto quest’ultimo che ha comportato, sia per il venditore che per l’acquirente, una denuncia al Tribunale di Torino che indaga sui due per irregolarità nella gestione della cosa.


    Circa le attuali sorti della Beertone, in atto non si sa più granchè, si attendono infatti le decisioni dei magistrati, ma diventano sempre più incessanti le voci a proposito di una possibile acquisizione da parte degli indiani della Mahindra.

    Che fine ha fatto Pininfarina?

    Nessun dissesto degno dell’attenzione dei magistrati invece per quel che riguarda Pininfarina che potrebbe invece essere costretta ad una vera e propria “ossigenata” e, dunque, acquisita da un pool di imprenditori italiani.

    Piero Ferrari, figlio di Enzo, il primo papabile acquirente, Brembo, l’azienda specializzata in freni di alta qualità, il secondo e Marsiaj della Saberlt il terzo. Insieme si produrrebbe un aumento di capitale per 100 milioni di euro che darebbe modo all’azienda di risollevarsi, anche se la famiglia Pininfarina perderebbe il controllo della maggioranza della Società che passerebbe dall’attuale 55%, relativamente alla quota di maggioranza detenuta, al prossimo 30% , il restante 25% delle azioni della società, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, verrebbero equamente ripartiti coi nuovi soci.

    Niente da fare invece per l’indiana Tata e la francese Bollorè, inizialmente disposte ad acquisire la Carrozzeria, rimaste entrambe al palo!

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