Posa della prima pietra per il primo grande stabilimento Hyundai in Europa

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    Posa della prima pietra per il primo grande stabilimento Hyundai in Europa

    E’ stato scelto un giorno festivo, ma solo da noi, il 25 aprile, per iniziare i lavori di edificazione del nuovo stabilimento Hyundai ( HMMC), che vedrà la luce a Nosovice nella Repubblica Ceca e che, secondo previsioni, dovrebbe essere pronto fra due anni e sarà in grado, per quella data, di produrre 200.000 vetture che diverranno 300.000 entro il 2011.

    Ritenuta importante risorsa per la Repubblica Ceca, questo stabilimento, costato ben 1,1 miliardi di euro, metterà sul libro paga 3.520 dipendenti locali che in una prima fase saranno destinati alla produzione di una monovolume intrisa di significato per la Casa coreana sia per il destino che dovrebbe riguardarla, sia per gli elevati standard strutturali di questa vettura, quanto mai moderni e innovatori e che segue la berlina, ancora in chiave di concept car con la sigla YN, mentre la i30, presentata recentemente a Ginevra, dovrebbe essere l’elemento di punta di questo nuovo stabilimento cui seguiranno successivi modelli che trarranno da questa vettura gli elementi di base.

    “Con la crescita delle attività produttive di Hyundai in Corea, Cina, Stati Uniti, Turchia e India – ha affermato il Chairman e Ceo di Hyundai Motor Company Chung Mong-Koo – abbiamo ormai maturato un’esperienza capace di stabilire nuovi standard di efficienza produttiva. Grazie a tale capacità, combinata con l’abilità dei lavoratori Cechi, HMMC ha il potenziale per diventare il centro produttivo con la più elevata qualità in Europa”.

    Da sottolineare che questo nuovo stabilimento continuerà ad essere controllato dalla Casa madre con sede in Corea del Sud, precisamente a Seul e che proprio la vicinanza con l’altra importante Casa automobilistica Kia, creerà quelle sinergie in grado di accrescere e migliorare i prodotti finiti, atteso che le due aziende asiatiche hanno già in animo di sviluppare prodotti di fabbricazione comune, condividendo risorse reciproche.

    L’apertura dello stabilimento ceco, invece, dimostra come l’interesse degli asiatici siano volti al Vecchio Continente e quest’impressione, che è già certezza da oltre un decennio, dimostrerebbe come l’essere presenti in Europa induca aziende di altri Continenti a fabbricare auto con standard condivisi con la stessa Europa, soprattutto in fatto di design, quanto mai occidentalizzato, lo dimostra anche il cospicuo investimento di 50 milioni di euro, da parte di Hyundai, volto a creare un Centro Design,, proprio inel nostro Continente, vera palestra per i giovani designers coreani.

    E che questa sia la strada maestra che gli asiatici vogliono percorRere lo dimostrerebbe anche l’interesse del proprio governo disposto ad investire il 15% dell’intero investimento complessivo per incentivare l’opera definitiva che, a pieno regime, dovrebbe portare a vendite per il mercato europeo di un numero cospicuo di auto, 620.000 nel corso del solo 2010 e se si considera che negli ultimi tre anni, senza alcuna industria all’interno dei confini europei, il numero di auto della Hyundai è aumentato di un terzo, passando da 300.000 a 400.000 unità, i progetti degli asiatici sono quanto mai concreti e destinati a centrare al meglio gli obiettivi prefissati.