Prezzi benzina: Antitrust chiede una banca dati per vigilare

Prezzi benzina: Antitrust chiede una banca dati per vigilare
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    Pompe di carburante

    Lo sapevate che per legge dovrebbe esserci una banca dati sui prezzi dei carburanti praticati da ogni gestore d’Italia, disponibile alla consultazione di ogni cittadino? Una legge del 27 luglio 2009, infatti, prevede che i gestori dei distributori di benzina comunichino i prezzi praticati al momento, in modo che vengano poi raccolti e messi a disposizione di ogni automobilista. Nello specifico ci stiamo riferendo alla legge numero 99 del 27 luglio 2009, che con il suo articolo 51 prevede un ‘obbligo a chiunque eserciti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare al Ministero dello sviluppo economico i prezzi praticati per ogni tipologia di carburante per autotrazione commercializzato’. Questo, come è logico immaginare è per creare una maggiore concorrenza tra i gestori e far diminuire di conseguenza i prezzi: ‘al fine di favorire la più ampia diffusione delle informazioni sui prezzi dei carburanti praticati da ogni singolo impianto di distribuzione di carburanti per autotrazione sull’intero territorio nazionale’.

    Molto probabilmente non ne eravate a conoscenza: questo è normale visto che la legge non è mai entrata in vigore. A sollevare, fortunatamente, la questione è stato il nuovo presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella. ‘L’autorità ha sempre ritenuto la pubblicazione dei prezzi praticati alla pompa per singolo punto vendita un elemento di forte stimolo concorrenziale nel settore della distribuzione carburante’, ha dichiarato Pitruzzella. Proprio per questo motivo il presidente dell’Antitrust si è già rivolto al Presidente del Consiglio ed al Ministro per lo Sviluppo Economico perchè si intervenga in tal senso nel minore tempo possibile.

    ‘La reale percezione della diversificazione dei prezzi sul territorio - ha proseguito Giovanni Pitruzzella - appare uno dei pochi elementi esogeni in grado di aumentare l’elasticità della domanda e, di conseguenza, ridurre il potere di mercato delle imprese presenti’. Insomma l’ennesima legge intelligente, ma mai applicata. La cosa che fa ancora più arrabbiare, però, è che ad esempio in America una simile banca dati dei prezzi dei carburanti praticati da ogni distributore è già presente da molti anni: negli USA, infatti, esiste il sito Fuel Economy, nato proprio per questo scopo. Ad oggi la cosa che più si avvicina ad un progetto di questo tipo sono, ad esempio, i siti o le app per smartphone create però dagli utenti. Se i prezzi venissero comunicati dai distributori stessi, l’attendibilità sarebbe sicuramente maggiore: il cittadino, però, svolgerebbe ancora un utile lavoro di controllo sulla veridicità del costo dichiarato.

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