Prezzi benzina, prosegue la riforma del Governo

Il Governo continua a lavorare sulla riforma del settore carburanti, necessaria per ridurre il costo della benzina ed equipararlo alle altre nazioni europee

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    I prezzi benzina sono spesso in aumento, soprattutto nel nostro Paese, proprio per questo motivo continua il lavoro del Governo sulla riforma del settore dei carburanti che è stata proposta all’inizio del 2010. Sono quattro gli obiettivi principali a cui punta la riforma che vuole così adeguare i prezzi in Italia a quelli degli altri Paesi europei. In modo da fermare i continui rincari del prezzo del carburante.

    Una riduzione dei distributori, che attualmente sono troppi, circa 24.000, una maggiore trasparenza sui prezzi; l’aumento degli iperself, con sconti aggiuntivi in alcune fasce di orario o in alcuni periodi dell’anno e dei self service; una liberalizzazione dei prodotti non oil, come possono essere negozi, tabaccai e bar collegati ai distributori. La Faib che è la Federazione autonoma italiana benzinai e la Fegica Cisl, Federazione gestori impianti carburanti e affini, sono pronte a scioperare se il disegno di legge verrà approvato.

    Secondo loro il Governo intende limitarsi ad introdurre disposizioni nulle e inefficaci con lo scopo di assecondare esigenze mediatiche, ma non interviene in modo diretto sulle carenze strutturali della filiera, sulla separazione delle reti e sui vincoli effettivi che frenano la concorrenza, come quello che obbliga i gestori a rifornirsi dall’oligopolio delle maggiori compagnie petrolifere e impedisce l’accesso mercato libero dei gestori.

    Per queste ragioni il coordinamento dei gestori ha chiesto di incontrare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ha annunciato una conferenza stampa per la prossima settimana, durante la quale saranno illustrate proposte alternative per la riforma del settore. Importante è che si arrivi prima possibile a una soluzione che non continui a pesare sulle tasche degli automobilisti italiani.