PSA & Friends 2016: dalla Citroën DS alla Peugeot 208 GTi, passato e presente [FOTO]

Nel 2016 PSA & Friends, un appuntamento annuale che fa il punto sull'attività presente e futura del gruppo francese in Italia, ha proposto la visita a due luoghi chiave per il passato di questi marchi. Sono entrambi in provincia di Siena: la Galerie Peugeot di San Gimignano e il Centro documentazione storica Citroën e DS di Sinalunga. La Peugeot 208 GTi, la nuova Citroën C3 e la DS 5 accanto alle antenate Peugeot 205 GTI, Citroën 2CV e Citroën DS.

da , il

    Un tuffo nel passato, un salto nel presente: Peugeot, Citroën e DS Automobiles di oggi accanto ai modelli che ne hanno costruito la leggenda e le fortune. PSA & Friends 2016, negli splendidi scenari toscani, ha fornito l’occasione per ricordare che le sofisticatissime auto di oggi conservano sempre dentro di sé i caratteri genetici di un passato illustre: la 208 GTi con la 205 GTI, la C3 con la 2CV, la DS5 con la DS originale. Per non dimenticare che tecnologia e perfezione non sono un’esclusiva di centraline elettroniche e robot per l’assemblaggio; anche prima che esistessero le progettazioni e le simulazioni al computer, tanti uomini geniali hanno saputo ideare prodotti all’avanguardia, usando semplicemente matita e tavolo da disegno.

    IL FASCINO DELLA STORIA

    Quest’anno PSA & Friends, un appuntamento che raduna la stampa nazionale in un’atmosfera informale per fare il punto sull’attività presente e futura del gruppo francese in Italia, ha proposto la visita a due luoghi chiave per il passato di questi marchi. Sono entrambi in provincia di Siena: la Galerie Peugeot di San Gimignano e il Centro documentazione storica Citroën e DS di Sinalunga.

    Possiamo affermare con sufficiente sicurezza che i veri appassionati di automobili non possono restare insensibili al fascino delle vetture di una volta. Per tale ragione entrare in questi posti regala la sensazione di trovarsi al tavolo da disegno accanto a Flaminio Bertoni mentre nei primi anni Cinquanta abbozza le linee iniziali della DS; oppure nell’ufficio di Armand Peugeot, seduti di fronte alla sua scrivania mentre lui decide nel 1894 di partecipare con la Type 3 alla Parigi-Rouen, vincendola.

    LA GALERIE PEUGEOT DI SAN GIMIGNANO

    La Galerie Peugeot di San Gimignano è la prima mostra fuori dalla Francia esclusivamente dedicata alle vetture col marchio del leone. Accanto ad una collezione permanente, ospita periodicamente esemplari provenienti dal museo L’Aventure Peugeot di Sochaux. Ci sono otto aree tematiche; si va dalle vetture precedenti al 1930 alla recente serie 60x. Fra queste, la Bebé del 1916, costruita in collaborazione con Ettore Bugatti; la 604 Limousine Heuliez che ospitò papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Francia del 1980; oppure una 202 Canadienne del 1948 con le fiancate in legno, apparentemente un’imitazione delle auto americane di quell’epoca, una scelta invece dettata dalla scarsità di lamiera disponibile nel dopoguerra.

    IL CENTRO DOCUMENTAZIONE STORICA CITROËN E DS DI SINALUNGA

    Il Centro documentazione storica Citroën e DS di Sinalunga è in parte una mostra ma soprattutto svolge la preziosissima funzione di memoria per i posteri. In questa sede di tremila metri quadri (un’antica fornace d’inizio XX secolo), pochi espertissimi super-appassionati archiviano senza sosta tutto il materiale possibile legato alla marca del double chevron, dai manuali tecnici alle brochure pubblicitarie, compresi filmati promozionali e legati alla produzione. Insomma, tutto lo scibile umano legato a Citroën e DS.

    Non mancano ovviamente le vetture. Generalmente si tratta di esemplari provenienti da privati, appena restaurati. Anche qui vengono proposte esposizioni a tema. Nei giorni scorsi campeggiava all’ingresso una splendida Citroën DS 21 Prestige, versione speciale carrozzata da Henri Chapron. Nera, allestita come ufficio viaggiante per i principali dirigenti d’azienda, dotata di vetro separatore per la zona posteriore, tavolino in legno per appoggiare la macchina per scrivere (qui una mitica Olivetti Lettera 22) e addirittura un radiotelefono. Niente smartphone e bluetooth, all’epoca.

    IL GIRO CON LE STORICHE

    Tuttavia anche il miglior museo del mondo soffre di un difetto ineliminabile: le vetture sono ferme. Poiché l’automobile è per definizione un oggetto che deve muoversi, niente può sostituire un vero viaggetto, anche breve. PSA & Friends 2016 ha creato un regalo di alto pregio per i partecipanti: un giro a bordo di alcuni dei migliori capolavori del passato mai usciti dalle fabbriche francesi. Senza nulla togliere alle altre, la numero uno è assolutamente la Citroën DS. Entrarci è come diventare testimoni di una rivoluzione; come assistere alla stesura della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, alla prima trasmissione radio di Guglielmo Marconi o alla passeggiata di Neil Armstrong sulla luna. Si prova quel senso di sbalordimento tipico di quando si osserva qualcosa mai esistito prima, intuendo che difficilmente ci sarà qualcosa di simile dopo.

    Anche se sono passati 60 anni e tutto è stato detto e visto su quest’auto, l’emozione è la stessa. Non era il 30 novembre del 2016 ma del 1966, anno in cui uscì la ID19 che abbiamo provato (il suggestivo gioco di parole su cui si è scritto di tutto: ID in francese si pronuncia come la parola “idée”, idea, mentre DS è come “déesse”, dea). Nonostante il trauma iniziale, perché oggi siamo abituati troppo bene, è immutata la sensazione di maneggiare un gioiello. Non dobbiamo dimenticare l’epoca a cui quest’auto appartiene e le esigenze che doveva soddisfare; è un errore fatale giudicarla con i criteri odierni. C’è però un elemento che invece ancora adesso, confrontato con le vetture moderne, non sfigurerebbe per niente. Cosa sarà mai? Ovviamente le sospensioni idropneumatiche. Non è un’invenzione pubblicitaria: la Citroën DS è veramente sempre incollata alla strada; non solo, il comfort è assoluto: questa austera signora si “beve” i maledetti dossi artificiali come nemmeno il più celebrato dei SUV moderni riesce a fare. Qualcosa che certe vetturette ma anche vetturone pretenziose del mondo di oggi, tutte chiacchiere ed elettronica (qualcuna esiste), dovrebbero tenere in considerazione. Abbiamo scoperto l’acqua calda? Chi se ne importa.

    Tutta un’altra dimensione invece, ad esempio, la Peugeot 205 GTI 1.9 elaborata da Gutmann. Insano entusiasmo, si potrebbe dire. Se già la 1.9 “normale” era cattiva come poche, questa era a dir poco satanica. 30 cavalli in più (160 totali) grazie alla testata a 16 valvole della 309, centralina rimappata, radiatore olio, filtro aria e scarico sportivo. Solo 300 esemplari costruiti. Definirla brutale è a dir poco eufemistico. Domabile sul serio solo da gente come Andreucci o giù di lì.

    E cosa vogliamo dire della piccola Citroën 2CV? Nata nel 1948 per consentire ai contadini di trasportare le patate, si è trasformata in un fenomeno di costume anche e soprattutto urbano. Un successo totale, in produzione fino al 1990. Un giretto nella Charleston ci fa tornare agli anni ’80. Spartana ma nemmeno troppo, piccola ma non striminzita. Soprattutto conserva ancora una tremenda personalità. E tiene la strada che è un piacere. Un altro messaggino alle software-dipendenti di oggi.

    IL GIRO CON LE MODERNE

    Naturalmente non si può vivere nel passato. Il mondo non si ferma, ci mancherebbe altro. Pur amando follemente quei capolavori, non sarebbe logico né consigliabile rinunciare alle conquiste della tecnologia moderna. L’esperienza con le vetture storiche è però servita per guardare da una prospettiva differente i modelli di oggi. Perché l’aspetto dirompente della nuova Citroën C3, audace nel ripartire da capo su un modello di grande successo commerciale, richiama direttamente il design spiazzante della Citroën 2CV originale, nel senso che ha inaugurato una linea non convenzionale su un prodotto pensato per grandi numeri; ovviamente non le somiglia affatto, perché non siamo più nel 1948. Ma pur essendo attuale (e anche oltre) fino all’ultimo bullone, la C3 eredita dalla 2CV la stessa praticità, lo stesso comfort in spazi contenuti, la stessa capacità d’infilarsi ovunque, la stessa personalità giovane e un po’ spensierata, la stessa versatilità e brillantezza nell’affrontare ogni tipo di strada. In più troviamo tutta la tecnologia più sofisticata in quanto a sicurezza, contenimento dei consumi e capacità di comunicazioni.

    Meno immediato ma ugualmente nel corredo genetico è il DNA della Citroën DS nella moderna DS 5. La DS originale era tecnologicamente avanzata, la DS 5 di oggi comprende una miriade di soluzioni, troppe da poter elencare in questa sede. Si va da almeno una decina di dispositivi di sicurezza attiva, aggiuntivi a quelli che ormai si danno per scontati, ad un sistema di navigazione tridimensionale connessa in tempo reale; dai più performanti ed efficienti motori benzina e diesel del gruppo PSA, ad una scelta di materiali per gli interni che è difficile trovare.

    E’ invece maledettamente evidente il filo rosso, rovente, che lega la 205 Gutmann alla Peugeot 208 GTi. La vettura moderna è esplosiva allo stesso modo di quella classica, con la differenza che questa è di serie, mentre l’altra era elaborata. E’ immutata la sensazione d’iniettare direttamente adrenalina nel nostro organismo, più che benzina nei cilindri, alla pressione dell’acceleratore. Quando affondiamo il piede, oggi come ieri sembra che si spalanchino le porte dell’inferno, tanto è diretta la trasmissione di queste emozioni. Ma, se nella Gutmann tale espressione poteva diventare anche letterale, se non si stava più che attenti (erano gli anni ’80, non dimentichiamolo), con la 208 si può stare ragionevolmente tranquilli. Perché c’è tutta la sicurezza dei nostri tempi, a cominciare dai freni. Però oltre all’elettronica che vigila solerte c’è anche tanta cura meccanica, tipica delle Peugeot prestazionali di ieri come di oggi, dagli interventi sulle molle agli irrigidimenti ad hoc di tutti gli altri componenti delle sospensioni; senza contare il resto. Il risultato è: entusiasmo nella massima sicurezza. Non precisamente facile da ottenere.

    Questa in conclusione è la sintesi dei due affascinanti giorni di PSA & Friends 2016: lo spirito di un leggendario passato ha guidato la matita (o la tavoletta grafica) dei progettisti di oggi, per creare un sofisticato e altrettanto raffinato presente. Un’esperienza medianica.