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Pubblicità ingannevole: stavolta ci cascano i concessionari

Pubblicità ingannevole: stavolta ci cascano i concessionari

Brutto affare quello della pubblicità ingannevole che in campo automobilistico non riguarda più soltanto le Case automobilistiche ma anche i concessionari multati anch'essi

da in Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Ford nel mirino dell’Antitrust

    Quando si parla di pubblicità ingannevole in ambito automobilistico siamo soliti pensare a quelle azioni portate avanti direttamente dalle Case automobilistiche nel tentativo di lanciare al meglio, con un’opera di persuasione ai limiti dell’illegalità, quando non si sconfina proprio in questa, il prodotto immesso in commercio ed a cui si vuol dare particolare risalto, dimenticandoci però che fra il marchio ed il cliente c’è un’altra importante figura che è quella del concessionario che a volte, alla stregua di quanto fatto dalla sua mandante, ricorre anch’egli a messaggi pubblicitari aggressivi ed a volte in totale antitesi con quanto disposto dalle norme che regolano le pubblicità aziendali.

    Lo dimostra il fatto recente avvenuto a diverse concessionarie di auto che esercitano la propria attività in Italia.Sono finiti per essere colpiti dall’Antistrust concessionarie quali la FCE Banca Plc (70.000 €), la Motorstore Ag (5.000 €), la Authos SpA (35.000 €) e la Garage Alpe (55.000 €), quest’ultima operante a Bolzano, per pratica commerciale scorretta. Il Centro Tutela Consumatori di Bolzano ricorda ai consumatori che bisogna dubitare dei messaggi pubblicitari sensazionali. Come si vede la sanzione loro comminata non è per nulla di poco conto, visto che parliamo di migliaia di euro in qualche caso e non si discosta troppo da quella riservata il 25 febbraio scorso a Ford Italia S.P.A. 90.000 ) anche in questo caso tacciata di pubblicità ingannevole.

    Il tormentone di Ford consisteva nella promozione che la Casa dell’Ovale dedicava ad una delle sue vetture ricordando che, con IDEAFORD si poteva ottenere “50% un’auto nuova al costo di un’auto usata” che il CTCU, dopo le segnalazioni giunte da vari consumatori, aveva sottoposto all’Antitrust come presunta pubblicità ingannevole, perché induceva i consumatori a concludere contratti di acquisto di autovetture della marca Ford, palesando condizioni contrattuali non corrispondenti al vero.

    L’ingannevolezza del messaggio di fatto stava nel fatto che il consumatore credeva di poter acquistare l’auto nuova con uno sconto pari alla metà del valore dell’intera auto, ovvero, al prezzo di un usato…. pia illusione…. in verità al consumatore veniva richiesto il costo di metà dell’auto in contanti, il resto lo si versava con un finanziamento per di più maggiorato degli interessi e, dunque, la Ford avrebbe guadagnato sia sulla vendita dell’auto che su quella del finanziamento.

    “E’ vero che inizialmente si doveva pagare solo la metà del valore della vettura – spiega il CTCU (Centro Tutela Consumatori di Bolzano ) – ma dopo 24 o 36 mesi dal momento dell’acquisto, il compratore doveva infatti decidere se pagare, in alternativa, il valore residuo pattuito (cd. Valore Futuro Garantito, eventualmente anche rimborsandolo a rate), oppure restituire il veicolo oppure acquistare un nuovo veicolo, sempre pagandone metà del prezzo”.

    L‘Antitrust ha ritenuto il messaggio in questione ingannevole e la pratica messa in atto dai soggetti coinvolti una pratica commerciale scorretta ai sensi dell’art. 21 del Codice del consumo. “Resta solo da sperare – conclude il CTCU – che le sanzioni imposte non vengano scaricate in qualche modo sulle spalle dei consumatori, ma vengano riconosciute quale segnale per instaurare future politiche aziendali rispettose degli interessi dei consumatori”.

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