Puritalia 427, la roadster italiana dal gusto americano

Puritalia 427 riporta in auge il concetto delle roadster ad altissime prestazioni

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    Nasce sognando le superprestazionali roadster del passato, Puritalia 427. Italianissima, eppure con quella formula che ha saputo catturare generazioni e che ha nella Shelby Cobra la massima espressione di guida, nell’abbinamento di una carrozzeria superleggera con un motore relativamente rozzo, tutto coppia e potenza.

    Disegnata da Fabio Ferrante, per il marchio di Paolo Parente, la Puritalia 427 incarna al meglio le caratteristiche tipiche della roadster essenziale. Il design è fatto di tratti morbidi, con alcuni accenti più decisi. Splendido è il raccordo tra passaruota posteriori e fiancata, che si lega in un tutt’uno con l’anteriore.

    Frontale che esplicita al meglio l’aggressività della due sposti, merito dell’ampia bocca centrale a forma di trapezio, sormontata da un cofano con una seconda presa d’aria per far respirare al meglio il motore V8 5 litri che dà vita alla spider. Due possibili varianti: aspirato o sovralimentato con volumetrico. I numeri sono in entrambi i casi di prim’ordine: 445 cavalli e 530 Nm per il V8 aspirato, ben 605 cavalli e 640 Nm per la variante sovralimentata. Non è un caso che riprenda motore e nome dell’unità a sua volta ospitata dalla prima Shelby Cobra, che montava proprio un motore Ford V8 427, derivato dalla Nascar e con una cubatura di 7 litri.

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    La reintepretazione moderna sposa il V8 con un telaio in alluminio e carrozzeria in composito e fibra di carbonio, materiali pregiati per contenere il peso in 1150 kg. Le dimensioni sono da sportiva compatta, con una lunghezza di 4 metri e 35 centimetri e una larghezza extra: 195 centimetri, che viene esaltata dall’altezza ridotta a 1 metro e 25.

    Il cambio è un manuale 6 rapporti, inserito su una plancia semplice, ridotta all’osso per componenti e che ben si sposa con il carattere corsaiolo della 427. Non manca l’impianto infotainment con schermo a colori, ben inserito tra le bocchette d’aerazione centrali. A scaricare efficacemente la potenza sulle ruote posteriori, niente elettronica, ma solo un bel differenziale autobloccante, chiamato a dare motricità mentre le sospensioni a triangoli sovrapposti lavorano per tenere incollata la Puritalia al terreno (da segnalare la geometria anteriore con anti-dive).

    Ultima nota, l’impianto frenante. E’ firmato Brembo, con pinze a sei pistoncini davanti e quattro al posteriore, che campeggiano dietro cerchi in lega dal diametro differenziato: 19 e 20 pollici.

    Fabiano Polimeni