RC Auto: Rimborsare vittime di intese restrittrive, lo dice la UE

RC Auto, forse giustizia è stata fatta con l'aiuto dell'UE

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    “Rimborsare i premi versati “. Così la Corte di Giustizia delle Comunità Europee si è pronunciata in via pregiudiziale nella causa che vedeva contrapposti due cittadini italiani, vittime dell’intesa restrittiva della concorrenza di tre compagnie di assicurazioni (Lloyd Adriatico Assicurazioni S.p.A., Fondiaria Sai S.p.A. e Assitalia S.p.A), come ci informa Help Consumatori.

    Nel luglio 2000, l’autorità nazionale italiana garante della concorrenza e del mercato, infatti, ha constatato che le compagnie di assicurazione Lloyd Adriatico Assicurazioni S.p.A., Fondiaria Sai S.p.A. e Assitalia S.p.A. avevano attuato un accordo illecito avente ad oggetto lo scambio di informazioni relative al settore delle assicurazioni. Tale accordo ha permesso l’aumento non giustificato dalle condizioni del mercato dei premi dell’assicurazione responsabilità civile obbligatoria relativa ai sinistri causati da autoveicoli, natanti e ciclomotori.

    I due cittadini italiani hanno chiesto al Giudice di pace di Bitonto (BA) di condannare le compagnie di assicurazione a restituire la maggiorazione dei premi versata a seguito dell’intesa dichiarata illecita. La Corte ha constatato che un’intesa come quella può esercitare un’influenza sulla vendita delle polizze di assicurazione controverse nello Stato membro interessato da parte di operatori stabiliti in altri Stati membri e che tale influenza non sia insignificante.

    La Corte ricorda poi che l’art. 81 CE produce effetti diretti nei rapporti tra i singoli. Di conseguenza, chiunque può avvalersene per invocare la nullità di un’intesa o di una pratica vietata dall’art. 81 CE e chiedere un risarcimento del danno subito quando esiste un nesso di causalità tra il detto danno e un’intesa o una pratica vietata da tale articolo.

    Infine, la Corte dichiara che in mancanza di una disciplina comunitaria nella materia spetta agli Stati membri:

    · designare i giudici competenti e fissare le modalità procedurali dei ricorsi destinati a garantire la salvaguardia dei diritti che i singoli derivano dall’efficacia diretta del diritto comunitario, purché tali modalità non siano meno favorevoli di quelle riguardanti ricorsi analoghi di natura interna (principio di equivalenza) e non rendano praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico comunitario (principio di effettività);

    · fissare il termine di prescrizione per chiedere il risarcimento di un danno causato da un’intesa o da una pratica vietata dall’art. 81 CE e stabilire i criteri che consentono di determinare l’entità del risarcimento, purché siano rispettati i principi di equivalenza e di effettività.

    Spetta al giudice nazionale verificare se una norma nazionale in forza della quale il termine di prescrizione per chiedere un risarcimento decorre a partire della data in cui l’intesa o la pratica vietata è stata posta in essere, in particolare se tale norma nazionale preveda anche un termine di prescrizione breve e tale termine non possa essere sospeso, renda praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio del diritto di chiedere un risarcimento.

    Per quanto riguarda l’entità del risarcimento la Corte precisa, da una parte, che se un risarcimento danni particolare, come il risarcimento esemplare o punitivo, può essere riconosciuto nell’ambito di azioni nazionali analoghe alle azioni fondate sulle regole comunitarie di concorrenza, esso deve poterlo essere anche nell’ambito di queste ultime azioni. D’altra parte, chi ha subito un danno deve poter chiedere il risarcimento non solo del danno reale, ma anche del mancato guadagno nonché il pagamento degli interessi.