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Reato di omicidio stradale, legge in vigore: testo, come funziona e cosa succede

Reato di omicidio stradale, legge in vigore: testo, come funziona e cosa succede
da in Codice della strada, Incidenti Auto, Sicurezza Stradale
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25/03/2016 11:25

    Reato di omicidio stradale

    E’ ufficiale: il reato di omicidio stradale, dal 3 marzo 2016, è “finalmente” legge. A dirlo è pure il premier Matteo Renzi con un tweet scrivendo la parola “#finalmente” con un hashtag per divulgare la notizia; il testo del ddl è stato approvato dal Senato con 149 voti a favore, 3 contrari e 15 astenuti. Carcere da 2 a 7 anni, nei casi in cui la morte sia stata causata violando il codice della strada e gli anni di reclusione salgono nel momento in cui il conducente del veicolo venga trovato positivo all’alcool test: da 8 a 12 anni se sotto effetto di droghe o alcol. Stato che potrà essere verificato coattivamente dagli organi di polizia. Ci sono pure importanti novità per chi fugge dopo l’incidente, nonché i “pirati della strada”. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 24 marzo 2016, la legge è a tutti gli effetti entrata in vigore.

    Revoca no, sospensione sì

    E’ previsto il ritiro della patente da un minimo di cinque anni fino ad un massimo di 12 anni per chi causa gravi incidenti in stato di ubriachezza o sotto sostanze stupefacenti o ad alta velocità. Si consideri però che se l’omicidio stradale è multiplo gli anni di reclusione salgono fino a 18 e si va invece dai 5 ai 10 anni anni di reclusione nel caso in cui chi provoca l’incidente fosse lucido e sobrio ma avesse superato il limite di velocità previsto in quel determinato tratto stradale di oltre 50 km/h su strade extraurbane e secondarie, del doppio del limite in città (e comunque oltre i 70 km/h). Altra tipologia di pena riguarda quella delle “lesioni personali stradali“. In questo caso l’investitore, né sobrio o lucido, causa lesioni gravi a chi ha investito e per lui il carcere va dai 3 ai 5 anni, che diventano da 4 a 7 in caso di lesioni gravissime. La guida in stato di ebbrezza che dovesse provocare lesioni nel soggetto investito, prevede una reclusione da 18 mesi a 3 anni in caso di lesioni determinate da superamento della velocità consentita, dal passaggio con semaforo rosso o da guida contromano. Per lesioni multiple provocate a più persone è previsto l’aumento della pena massima di un terzo, comunque non oltre i 7 anni di reclusione. E’ previsto l’arresto in flagranza di reato, ed il ritiro definitivo della patente, chiamato anche “ergastolo della licenza di guida”, che può arrivare a un massimo di 30 anni nel caso in cui il soggetto investitore fugga dal luogo dell’incidente.

    • Morte causata violando il codice della strada: Carcere dai 2 ai 7 anni;
    • Morte causata guidando sotto effetto di droghe o tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litri: Carcere dagli 8 ai 12 anni;
    • Morte causata guidando con un tasso alcolemico superiore agli 0,8 grammi per litri o per guida contromano/sorpassi e inversioni azzardate/eccesso di velocità/passaggio al semaforo col rosso: Carcere da 5 a 10 anni;
    • Pluriomicidio stradale: Si arriva fino a 18 anni di carcere.
    • Lesioni gravi causate da chi guida ubriaco o sotto effetto di droghe: Carcere da 3 a 5 anni;
    • Lesioni gravissime causate da chi guida ubriaco o sotto effetto di droghe: Carcere da 4 a 7 anni;
    • Lesioni gravi causate da chi ha effettuato manovre pericolose: Carcere da 3 mesi a 1 anno;
    • Lesioni gravissime causate da chi ha effettuato manovre pericolose: Carcere da 1 a 3 anni.
    • Per chi commette omicidio o lesioni ed è alla guida di mezzi pesanti, vengono applicate le ipotesi più gravi.
    • Per chi fugge dopo l’incidente: Carcere di minimo 3 anni per le lesioni e minimo 5 anni per l’omicidio;
    • Condanna o patteggiamento per il reato di omicidio o lesioni stradali: Revoca della patente e potrà essere nuovamente conseguita dopo 5 anni in caso di lesioni e dopo 15 anni in caso di omicidio, con il termine che può arrivare fino a 30 anni nelle ipotesi più gravi.

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