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Reato omicidio stradale 2015: il Senato avvia la discussione

Reato omicidio stradale 2015: il Senato avvia la discussione
da in Codice della strada, Incidenti Auto, Sicurezza Stradale
Ultimo aggiornamento: Martedì 09/06/2015 18:03

    Reato Omicidio Stradale 2015

    Il progetto d’introduzione nel nostro ordinamento del reato di omicidio stradale 2015 è il centro della discussione al Senato, il cui inizio è stato messo in calendario il 9 giugno. Parallelamente la Camera ha avviato l’8 giugno la discussione in aula su alcune modifiche al codice della strada che comprende altri argomenti importanti, fra cui: il contrasto a chi guida senza assicurazione; la piaga delle targhe estere; l’assegnazione agli organi di polizia stradale di maggiori quote dei proventi delle multe, in modo da aumentare i controlli; maggiore trasparenza sulle segnalazioni degli autovelox (si vuole aumentare a 300 metri la distanza minima dell’apparecchio dal cartello).

    Tralasciando la confusione nelle procedure, il cui risultato è la discussione contemporanea di due provvedimenti differenti che riguardano la stessa cosa (evidentemente parlamentari e funzionari delle camere non guadagnano abbastanza da avere voglia di comunicare tra loro), le questioni in gioco hanno un’importanza notevole. Le cronache vengono sempre più spesso riempite da episodi di persone morte o gravemente ferite perché investite da sconosciuti che scappano, cioè i pirati. Ancora più grave è il fatto che, anche quando questi vengono arrestati, e inoltre molto spesso si è accertato che al momento del fatto erano ubriachi o drogati, le condanne sono lievi, troppo poco in confronto alla gravità delle colpe commesse. La responsabilità maggiore di ciò è un vero e proprio buco legislativo.

    Il provvedimento legislativo in discussione al Senato prevede l’introduzione nel codice penale e nel codice di procedura penale del reato di omicidio stradale (e nautico: le regole valgono anche per le imbarcazioni a motore). Chi causa la morte di una persona guidando in stato di ubriachezza o sotto effetto di stupefacenti viene punito con una condanna da 8 a 12 anni di reclusione; la pena può arrivare fino a 18 anni in caso di omicidio plurimo. Le pene sono pesanti per chi uccide guidando anche se non è ubriaco o drogato. Ad esempio, da 7 a 10 anni di reclusione se l’incidente mortale è provocato dal passaggio col semaforo rosso, dall’inversione di marcia o dal sorpasso in prossimità delle strisce pedonali. Oltre alla detenzione c’è la revoca della patente per chi provoca incidenti mortali: per 15 anni se ubriachi o drogati, fino a 20 anni se si era già stati sottoposti all’alcotest; 30 anni se oltre ad essere ubriachi si supera il limite di velocità. Il complesso percorso di questo provvedimento legislativo era partito nel 2011, su impulso dell’Associazione amici della polizia stradale.

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