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Rilevatori autovelox illegali: attenzione alle multe

Rilevatori autovelox illegali: attenzione alle multe
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    Rilevatori autovelox illegali: attenzione alle multe

    Autovelox e navigatori, per la precisione autovelox e apparecchi che ne segnalano la presenza: sono legali o illegali? Come sempre, la risposta non è univoca. Alcuni apparecchi sono legali, altri no. L’uso o la presenza a bordo di dispositivi che rivelano la posizione di apparecchiature di controllo della velocità in funzione è illegale.

    Lo stabilisce l’articolo 45 del Codice della strada, al comma 9-bis. Dice testualmente: “E’ vietata la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all’articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni“. Il comma 6 a cui fa riferimento l’articolo rimanda al regolamento di attuazione del Codice, dove si specifica quali sono gli apparecchi di controllo utilizzabili dalle forze dell’ordine.

    Nello stesso articolo, il comma 9-ter stabilisce l’importo delle sanzioni. Dopo gli ultimi aggiornamenti le multe vanno da 808 a 3.238 euro con confisca del dispositivo usato (il testo originale del 1999, in lire, prescriveva importi da 626 a 2.504 euro).

    In sintesi, è lecito usare dispositivi che assistono il guidatore dicendogli che in un certo punto potrebbero esserci delle postazioni di controllo della velocità, indipendentemente dal fatto che essi siano in funzione o meno, suggerendo la velocità massima da mantenere; cioè la stessa funzione che svolgono i cartelli (quando sono correttamente posizionati) che segnalano la presenza di postazioni di controllo. E’ vietato invece l’uso di strumenti che dicono dove si trovano esattamente gli autovelox in funzione in quel preciso momento.

    Lo ha confermato anche la Cassazione. Una delle sentenze più esplicative è quella depositata dalla sesta sezione civile il 18 febbraio 2014, numero 3853/14. Questo provvedimento si sofferma a lungo sulla necessità di stabilire con esattezza (attraverso apposite perizie) se il dispositivo usato dall’utente della strada localizza effettivamente un autovelox in funzione.

    Poiché nel caso in questione non è possibile tale accertamento, la Corte ha accettato il ricorso dell’utente, annullando la multa e rinviando gli atti al tribunale originario (Pavia) per un nuovo esame.

    C’è un altro particolare da tenere in considerazione, non di poco conto. Se la multa per eccesso di velocità viene fatta usando un apparecchio non sottoposto a periodica revisione (sono pochi, ma ci sono), la multa è nulla, perché la Corte costituzionale ha decretato (sentenza 29 aprile 2015 numero 113) illegittimo l’articolo 45 comma 6 del Codice della strada, limitatamente alle parti dove non prevede che tutti gli apparecchi debbano essere sottoposti a verifiche periodiche del loro corretto funzionamento. Ma questa è un’altra storia.

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