Risarcimento Diretto: ripristinate le rendite agli avvocati

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Foto: risarcimento diretto bis

A pochi mesi dall’entrata in vigore del Risarcimento Diretto, quando le cose parevano volgere al meglio per gli assicurati, ecco le avvisaglie per qualcosa che potrebbe cambiare lo spirito della Legge a sfavore dei consumatori.

Infatti, La Commissione Attività Produttive della Camera avrebbe istituito nuovamente le rendite agli avvocati che erano state soppresse dal Decreto Bersani con aggravio dei costi a carico degli assicurati stessi, come fa sapere Adiconsum: “L’assicurato ha diritto ad essere assistito nel contenzioso, ma le rendite non possono gravare sulle tariffe. Chiediamo al Parlamento di non approvare l’emendamento della Commissione. La lobby degli avvocati, molto forte in Parlamento – afferma Adiconsum – ha ripristinato la norma del passato. Ciò è avvenuto in Commissione Attività produttive della Camera con l’approvazione di un emendamento che dovrà essere portato in Aula. Adiconsum giudica sbagliata la scelta della Commissione e chiede al Governo un intervento perché l’emendamento non venga approvato. Se così fosse, ciò darebbe adito ad aumenti delle tariffe Rc auto, semplicemente per salvaguardare rendite non legate ad un’effettiva attività professionale”.

Anche Movimento Consumatori e Cittadinanzattiva si schierano contro il provvedimento:

“L’approvazione nella Commissione attività produttive della Camera di un emendamento al PdL C. 2272-bis del Governo compromette seriamente l’impianto della liberalizzazione avviata nel settore RC Auto con l’indennizzo diretto, che da qualche mese mesi i consumatori italiani stanno sperimentando con risultati estremamente positivi. L’azione delle lobbies dei professionisti tenta di recuperare quelle rendite di posizione che Bersani ha eliminato. Il taglio delle spese legali e dei tempi saranno vanificati se l’emendamento sarà approvato in aula, favorendo una nuova lievitazione delle Rc Auto, già insostenibili perché sono le più alte d’Europa. Chiediamo a tutti i gruppi parlamentari di cancellare in Aula l’emendamento approvato in commissione”.

Fonte | Help Consumatori

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Ferdinando Bilotti 21 maggio 2007 16:55
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Francamente non capisco tutto questo stracciar di vesti.

Ed infatti nella normativa previgente era già previsto che ove il pagamento del danno subito dal cittadino fosse avvenuto entro 60 giorni dall’invio della diffida, nulla era dovuto in punto spese legali anche in presenza di uno specifico intervento. Ebbene ora il termine è ancor più breve (30 gg)e se non si riusciva a liquidare un sinistro in 60 giorni prima, cosa è cambiato ora? E perchè le tariffe non sono diminuite? E chi garantisce il cittadino che l’importo liquidato sia corretto (es lesioni)?

Mi pare invece un diritto sacrosanto del consumatore rivolgersi a chi vuole (associazione o libero professionista che sia) al fine di essere assistito nel recupero delle somme che gli spettano e di ottenere anche il ristoro delle spese anticipate ove il rimborso non avvenga (come non avveniva in passato) nei termini di legge.

Mi pare infine che questa presa di posizione tutt’altro che liberista delle associazioni getti un’ombra di dubbio sull’operato delle stesse, che ne discredita il lavoro sin qui svolto nell’interesse supremo del cittadino.

Con i migliori saluti.

avv. Ferdinando BILOTTI

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Mike1964 2 giugno 2007 08:08
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Ma perchè, qualcuno ha notato un abbassamento delle tariffe? la cosiddetta “liberalizzazione” di Bersani ha favorito solo ed unicamente le compagnie assicuratrici. Quali vantaggi avrebbe il consumatore? prima poteva farsi assistere da un legale per ottenere il giusto risarcimento; oggi, se vuole un avvocato, deve pagarselo di tasca propria; naturalmente il 90% dei consumatori ci rinuncerà e si accontenterà del risarcimento, equo o non equo, offerto dalla Compagnia. Oppure dovrà perdere tempo e denaro per curare personalmente la sua posizione presso l’ufficio sininistri; ma chi lo ripaga del tempo? e chi ha tanto tempo da perdere? Sono davvero meravigliato che le Associazioni dei Consumatori non riescano a vedere una cosa tanto semplice ed ovvia: la nuova normativa è servita solo a rendere le Assicurazioni ancora più ricche e gli assicurati ancora più deboli e sottomessi.

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2 giugno 2007 08:25
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Scusate, ma vorrei capire.
Premesso che nessuno obbliga alcun danneggiato di sinistro stradale a rivolgersi ad un avvocato, dato che la richiesta di risarcimento può farsela ognuno, tranquillamente, per conto proprio.
Ebbene, nel caso in cui ci si decida a ricorrere all’assistenza di un professionista – per motivi che sarebbe superfluo ricordare a chi bene dovrebbe conoscerli (es. tentativi di speculazione da parte delle compagnie sull’entità del risarcimento, difficoltà burocratiche e procedurali, rischi di decadenze e preclusioni, etc. etc.) Voi trovate giusto che a pagare il lavoro svolto dal legale sia il danneggiato piuttosto che le assicurazioni? Le quali, sembra giusto ricordarlo, dovrebbero essere tenute per propria natura ed oggetto sociale (oltre che in considerazione del premio, obbligatorio, corrisposto dall’assicurato) a risarcire tutti i danni ed i costi patiti, comprese le così dette spese accessorie…
Sinceramente, considerato che siete associazioni che “tutelano il cittadino”, questa presa di posizione da parte Vs. è veramente…di difficile lettura!
Distinti saluti
Avv. Mario Pollio

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Nicoletta Rossi 2 giugno 2007 11:35
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Ho letto i commenti ed in un primo tempo mi son detta: gli avvocati hanno (anche) un interesse personale. Poi mi è capitato di leggere su un quotidiano le dichiarazioni rese dal Presidente dell Ania, Fabio Cerchiai, che cito testualmente:> e mi son detta che è come uccidere il malato per debellare l’infezione.
Ma che c’azzecca direbbe il Ministro, l’accordo era indennizzo diretto=tariffe più basse.
Che abbiano ragione gli avvocati?

ps Ho avuto un sinistro il 12.4.07 e nonostante l’invio della costatazione amichevole sono ancora in attesa che qualcuno mi risponda dalla mia compagnia e da quella dell’altro.

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Nicoletta Rossi 2 giugno 2007 11:42
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Scusate, ma devono essere sfuggite le parole del Presidente dell’Ania, eccole:>. In sostanza le tariffe non diminuiranno mai fino a quando vi saranno incidenti.

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Nicoletta Rossi 2 giugno 2007 11:45
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Il problema persiste.
Vi riassumo il concetto: il costo delle tariffe aumenterà sempre sino a quando il governo non si deciderà ad affrontare il problema dell’incidentalità, che è più alta di quella europea. Per fare ciò è necessario costruire strade e disciplinare la circolazione stradale.

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Assicurato 4 luglio 2007 23:51
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L’autore dell’articolo deve essere al soldo delle compagnie d’assicurazioni.
Infatti, dire che ristabilire il rimborso delle spese legali a favore dei danneggiati ponendolo a carico delle compagnie è un danno per i consumatori è una falsità grossolana.
Un articolo del genere se lo poteva anche risparmiare.
Cordialmente
Assicurato-Tartassato

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18 ottobre 2007 15:27
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“volgere al meglio” “risultati estremamente positivi” … che cos’è una barzelletta?

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18 ottobre 2007 15:29
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@Assicurato: concordo pienamente, questo articolo è una vera b*******a

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Ilaria 13 marzo 2008 19:35
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salve. all’inizio di gennaio ho avuto un incidente e mi sono rivolta ad un avvocato da subito. oggi il mio avvocato mi ha detto che l’assicurazione ha mandato un assegno di risarcimento per i danni materiali unificato da ripartire un tot per me e un po piu del 20% per lui. ma allora l’avvocato lo sto pagando io o la compagnia assicurativa?? rispondete per favore. grazie

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14 marzo 2008 10:38
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Rispondo ad Ilaria: è sufficiente che lei si faccia esibire dal collega che la segue la quietanza che lei dovrà sottoscrivere, nella stessa è scritto espressamente quanto la compagnia paghi per l’avvocato. Se è tutto lo ha pagato la compagnia, l’eventuale differenza è quello che paga lei.

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4 novembre 2008 11:57
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salve mi chiamo Raffaele Esposito, volevo sottoporvi un quesito. ho dovuto rivolgermi ad un avvocato per un incidente automobilistico nel lontano 2002 – dopo 6 anni è uscita la sentenza che ci ha dato ragione al 100%. io e la persona trasportata abbiamo avuto circa 5000 euro mentre l’avvocato 3000 (scritto in sentenza). Ora, al momento della riscossione degli assegni a me e al trasportato intestati, l’avvocato ha preteso 1800 euro in più rispetto a quanto aveva ottenuto (3000 euro) minacciando di non consegnarci gli assegni. LA MIA DOMANDA è: può fare una cosa del genere questo avvocato o è una illegalità che andrebbe denunciata? Non vi sembra che sia una richiesta anche sproporzionata, considerando che lui ha già ottenuto il 60% sull’importo totale da noi ottenuto? Spero mi sappiate consigliare – grazie a tutti

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ENZA 27 aprile 2009 14:28
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QUANTO TEMPO CI VUOLE DOPO AVER FATTO LA DOMANDA DI RIABILITAZIONE PER CANCELLARE LA CONDANNA?
ENZA GRAZIE

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17 dicembre 2009 20:15
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Complimenti alle associazioni dei consumatori…
Fingono di non capire o fingono di stare dalla parte dei consumatori?
Bene, seguendo la linea scalta dalle associazioni che si propongono di tutelare noi poveri deboli ed indifesi, perche’ non eliminare anche l’obbligo di risarcire le spese mediche?
In fin dei conti anche il medico e’ un professionista… e anche le parcelle pagate al medico devono essere risarcite dalle compagnie di assicurazioni, con evidente ricaduta – secondo il limpido ragionamento seguito per gli avvocati… – sui premi della rc auto…
ma su, finitela con queste sciocchezze e cominciate ad occuparvi seriamente dei consumatori

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