Roma e le sue buche rendono la città la prima in fatto di pericolo, in Europa

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    Una delle tante buche romane

    Che cosa avrà mai in comune un campo da Golf con la città di Roma? Le buche, ecco perché, l’anno scorso , quando il sindaco Walter Veltroni ha presenziato all’inaugurazione del primo campo da golf pubblico in Italia, qualcuno, con la solita ironia romanesca, ha esclamato, ora a Roma abbiamo 18 buche in più.

    Ma al di là della simpatica battuta, la condizione delle strade romane è un problema tutt’altro da prendere sottogamba e che si ripropone in tutta la sua gravità.

    Non c’è strada della Capitale, infatti, che non presenti una buca a “spina”ad “impronta” a “crepa”, così vengono definite, al punto che c’è persino chi le ha raccolte in un album fotografico e messe on line su apposito sito web.

    Un problema quello delle condizioni del manto stradale romano, ormai ultradecennale che non s’arresta con misure rattoppo rappresentate, ad esempio, dai 33 milioni di euro del 2005 stanziati dal sindaco per sistemare 160 chilometri di strada, né pare abbiano sortito grande effetto gli altri capitali per sanare altri 800 chilometri di percorsi urbani.

    Falde acquifere, instabilità del sottosuolo le cause di questo degrado ed a peggiorare il tutto, le strade lastricate coi sampietrini che, come in un puzzle, basta toglierne uno e vanno via tutti.

    Il problema è davvero grave, come sostenuto anche da Eurostat che indica Roma, fra le 14 capitali d’Europa, come la più pericolosa città a causa delle condiziooni delle sue strade con 8,37 morti per mille abitanti contro il morto e mezzo di Copenaghen, seconda città pericolosa d’Europa.

    Insomma, una soluzione dovrà essere intrapresa quanto prima, affinchè, l’eterno dissesto non distrugga la città…. Eterna!