Saab: sciopero a Trollhättan

Saab: sciopero a Trollhättan

Cominciano a entrare in agitazione gli operai di Saab, dopo l'atteggiamento d'indifferenza sfoggiato da General Motors

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    Saab scioper Trollhättan

    In quel di Saab regna grande confusione. Non è di certo una novità, marchio è appeso a un destino ignoto da mesi. General Motors ha già dato il via alla liquidazione, ma non smette, a suo dire, di valutare le offerte che gli vengono continuamente proposte. Intanto, il clima peggiore si respira all’interno degli stabilimenti del marchio, dove migliaia di addetti ai lavori si trovano a dover seguire le sorti ingrate del brand per cui lavorano. L’incertezza ha condotto alle vicende di questi giorni, riportate su tutti i media.

    Presso lo stabilimento di Trollhättan nel sud-ovest della Svezia i lavoratori hanno dato inizio a uno sciopero costruttivo. Nella protesta si sono uniti alle richieste che il resto del mondo continua a trasmettere a General Motors. Il vertice americano non deve gettare la spugna. A tutti è sembrato di riconoscere una certa indifferenza nel modo in cui GM ha gestito la questione svedese.

    Gli operai hanno scritto all’azienda una lettera aperta: “Perchè mettere in pericolo i soldi dei contribuenti degli Stati Uniti“.

    La casa è chiamata a prendere in esame al più presto le offerte, che a quanto pare non mancano. Da quel che sappiamo GM avrebbe prorogato la decisione al 1° febbraio, offrendo agli operai in rivolta la speranza di un possibile colpo di coda. Le dichiarazioni rilasciate al Salone di Detroit andrebbero tuttavia nel verso opposto, ricordando l’avvio per Saab delle pratiche di liquidazione.

    Intanto, sempre a Trollhättan, Saab ha sfornato la prima cabriolet, tra gli sguardi addolorati degli operai. E’ la prima volta che lo storico stabilimento produce una cabrio, da sempre assegnate a Valmet Automotive. E’ così che inizia il processo di accorpamento della produzione, per uhna più incisiva riduzione dei costi. Il secondo passo è la ripresa… per ora soltanto sperata.

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