Salone di Detroit: le novità dell’industria locale

Salone di Detroit: le novità dell’industria locale
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    C’è grande attesa al Salone di Detroit circa le novità di prossima presentazione dei modelli di auto prodotti in casa da parte dei maggiori produttori d’oltreoceano e sui quali da un po’ di tempo in qua si è abbattuta una crisi dalla quale si stenta ad uscire, una contrazione delle vendite dovuta alla concorrenza asiatica, in particolar modo, un fatto questo che, unito alla congiuntura internazionale negativa del settore automobilistico statunitense, ha finito per arrecare danni di natura occupazionale e, spesso, di immagine a quelli che storicamente sono considerate le vere icone dell’automobilismo mondiale.

    Si evince solo da questo, quanto importante sia la kermesse nella capitale dell’auto, sede di una sorta di riscatto del marchio statunitense con la presentazione di modelli che avranno il difficile compito di ricordare al mondo intero che i marchi americani, crisi o non crisi, sono sempre in grado di stupire il pianeta intero, per tecnologia, design, qualità e tante altre peculiarità intrinseche.

    Dunque, massima attenzione a ciò che si porta all’ interesse del mondo e tale cura pare essere stata adottata, ad esempio, dal marchio Chevrolet per il modello Corvette ZR1 che vedremo sul mercato il prossimo anno. Parliamo di una sportiva con le caratteristiche dell’auto quasi da competizione e con un propulsore adeguatamente potente ed in grado di elargire emozioni anche nell’uso non agonistico. Un propulsore a 8 cilindri sovralimentato di ben 6,2 litri di cilindrata con una potenza di 620 cavallli con cambio sportivo a sei rapporti. Anche esteticamente si privilegia la sportività innanzitutto, si guardino i possenti cerchi in lega leggera da 18 pollici di diametro, montati anteriormente con pneumatici 285/30 e di 20 pollici posteriormente con pneumatici da 335/25.

    Attenzione massima è stata riposta anche in ambito alla sicurezza, si guardi il potente impianto frenante con dischi in carboceramica da 394 mm di diametro all’anteriore e 380 mm al posteriore. Un’auto improntata alla sportività ma robusta e sicura in ogni condizione, nonostante, grazie all’impiego di particolari materiali leggeri, il peso sia stato contratto e tenuto entro la tonnellata e mezza.

    E a Detroit anche i destini della Cadillac si giocheranno in funzione della forza che i costruttori avranno saputo dosare in quella sede e non solo, per convincere il mondo appassionato delle quattro ruote della bontà delle loro vetture e nei vantaggi che ne deriveranno acquistandoli.

    Fra l’altro Cadillac, tenta di rifarsi una verginità persa negli anni, a proposito della scarsa attenzione che la Casa americana aveva riposto nei confronti dell’ambiente, una distrazione che, per la verità, ha coinvolto tutta l’industria automobilistica d’oltreoceano più propensa a presentarsi con vetture sontuose, sfarzose e potenti e per nulla attenta a consumi ed impatto ambientale. Ma oggi è diverso e il Salone allestito nel Michigan ne sarà la conferma, anche Cadillac come fatto da altri marchi statunitensi, punta all’ecosistema, consumi compresi, ne è un esempio la concept Provoq, di cui si è parlato e che “brillerà” anche per via dei bassi consumi e dell’irrisorio impatto ambientale. Parliamo di un prototipo di lusso che verrà esposto accanto all’Escalade Hybrid, una versione finalmente ibrida, sul modello nipponico, della nota Escalade e che vedremo, inizialmente solo negli States entro la prossima estate, più tardi, forse, anche da noi.

    Interessante segnalare anche la caratteristica saliente di Provoq che si avvale di due motori elettrici che alimentano batterie al litio-ione, dunque, caratterizzano una vettura ad impatto ambientale prossimo allo zero. E, infine, se il Salone della Capitale dell’Auto, dev’essere un mezzo anche celebrativo della grande industria americana, quale migliore occasione che presentare una vettura commemorativa del calibro della Impala costruita dal Gruppo General Motors e nata per festeggiare, in questa edizione, il 50 esimo anniversario della nascita di questa bella berlina statunitense.

    Dunque un Salone denso di novità dove alla base, a parte l’ansia serpeggiante dei marchi americani decisi a non dar tregua alla concorrenza, pena il dissesto definitivo finanziario, c’è grande voglia di migliorarsi, soprattutto alla luce delle nuove istanze che si sono profilate attorno all’auto ed a ciò che la circonda e, fin adesso, pare che si sia riusciti bene in questa difficile impresa.

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