Salone di Ginevra 2016, Peugeot: lo stile del leone secondo Gilles Vidal [VIDEO]

Salone di Ginevra 2016, Peugeot: lo stile del leone secondo Gilles Vidal [VIDEO]

Intervista col direttore dello stile della casa francese. Le novità e le sfide sul design

    La meccanica è fondamentale in un’automobile. Ma se un veicolo anche molto perfezionato ha un brutto aspetto, non lo comprerà nessuno. Qui entra in gioco il design; e non di solo aspetto si tratta, infatti la forma di una vettura risponde anche a precise esigenze funzionali, come l’efficienza aerodinamica. Durante il salone di Ginevra 2016 abbiamo incontrato Gilles Vidal, il direttore dello stile Peugeot.

    Monsieur Vidal, quali novità dobbiamo attenderci dalle prossime Peugeot, dal punto di vista del design?
    Il design di Peugeot è legato ai valori principali che storicamente fanno parte del nostro marchio: eleganza, semplicità ma anche una forte personalità. Nelle nuove auto che si vedono qui a Ginevra, come il facelift della 2008 o l’i-Traveller, abbiamo anche raggiunto un certo livello di qualità nell’esecuzione del design. Ciò che arriverà dopo è molto interessante. Entro la fine di quest’anno presenteremo un nuovo modello molto importante, che costituirà un grande passo avanti in termini di evoluzione nel design per il nostro brand“.

    LEGGI: le novità Peugeot al Salone di Ginevra 2016

    La vostra impostazione prevede una filosofia unica per tutto il mondo o soluzioni molto adattate ai differenti mercati?
    Al di là delle differenze di obiettivi legate alle diverse zone del mondo, il Dna di fondo del nostro design rimane universale; il suo linguaggio è identico in tutto il mondo. Ovunque le persone comprano Peugeot perché è francese e perché ha quelle determinate caratteristiche; lo stesso principio è valido per le altre marche dei vari Paesi. Naturalmente sappiamo che dobbiamo adeguarci alle esigenze di alcune nazioni, alla loro cultura e alle loro abitudini. Alcuni parametri, come ad esempio l’abitabilità, devono adattarsi a specifici mercati e clienti. Anche i colori e i materiali dipendono molto dalla sensibilità locale. Quindi il principio generale di design è universale: siamo Peugeot, marchio francese, in tutto il mondo; ma sappiamo anche dove e come adattarci a specifici mercati e tipi di clienti“.

    Da dove nasce l’idea dell’i-Cockpit?
    L’i-Cockpit è per noi un’innovazione fondamentale, perché ha a che fare con sicurezza, ergonomia e sensibilità, tutte allo stesso tempo. Per noi è più logico collocare tutto ciò che serve guardare, cioè la strada e la strumentazione, nel modo più ravvicinato possibile. Infatti con l’i-Cockpit il tempo che lo sguardo impiega per passare dalla strada agli strumenti è di mezzo secondo inferiore.

    Mezzo secondo a 100 Km orari significa percorrere molta distanza, quindi la sicurezza è migliorata“.

    Vidal aggiunge: “In termini di pura logica umana, ciò che guardi sta sopra, ciò che tocchi sta sotto. Ha quindi più senso separare quello che guardi da quello che devi toccare. Inoltre grazie a questa separazione, il volante può essere più piccolo e questo è un vantaggio in termini di sportività; la sterzata è più reattiva e precisa. Per noi questa soluzione presenta molti vantaggi. Infatti abbiamo già venduto oltre due milioni di auto con l’i-Cockpit, tra la 2008 e la 3008. Data una tale risposta positiva da parte dei clienti, manterremo questa impostazione in tutti i modelli“.

    LEGGI ANCHE: Nuovo Peugeot Traveller I-Lab, la navetta VIP

    Le normative sempre più stringenti sulle emissioni quanto influiscono sul compito del designer? Sono più un ostacolo o una sfida?
    La missione di un designer è l’essere creativo all’interno di molti vincoli. Le limitazioni normative in termini di omologazioni e sicurezza, l’aerodinamica, direttamente legata al problema delle emissioni: tutte queste necessità costituiscono un enorme insieme di vincoli. Allo stesso tempo dobbiamo continuare ad essere creativi; inoltre, poiché questi vincoli sono comuni a tutti i costruttori, dobbiamo assicurarci che i modelli che disegniamo e il brand in generale presentino caratteristiche uniche. Quindi i vincoli normativi ci portano a diventare ancora più creativi, per integrarli nei nostri modelli, pur sviluppando un forte prodotto. Ma penso che questa sia proprio la natura del designer“.

    720

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI