Salone di Tokyo 2009 all’insegna del risparmio

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Salone di Tokyo 2009

Pronti per il Salone di Tokyo 2009? L’importante è che lo accettiate per quello che è, una delle tante risposte alla crisi. Eh sì. Sono finiti i tempi in cui i Saloni dell’auto costituivano le passerelle di auto destinate a finire nelle scuderie dei pochi nababbi del pianeta.

Il Salone di Tokyo 2009 è una sfilata del risparmio: risparmio nelle dimensioni, risparmio nei consumi, risparmio nelle emissioni. Anche il risparmio nelle prestazioni si fa notare, sebbene anche al Salone di Tokyo le Case cerchino comunque di ottenere un accettabile compromesso volto all’efficienza del mezzo.
 
Oggi, secondo i sondaggi, i giovani mettono l’auto al 17° posto nella classifica delle cose che contano nella vita. Perchè arrabattarsi per acquistare un bolide iperpotente quando: non si trova parcheggio; il carburante costa sempre di più – e il precariato avanza; le auto pulite sono preferibili sia per una questione di eco-sensibilità che per una pura convenienza economica dovuta agli incentivi statali. In Giappone, per esempio, le immatricolazioni del 2009 hanno registrato il valore più basso degli ultimi 41 anni. E’ uno dei tanti segnali della crisi globale e il Salone di Tokyo 2009 non è che uno dei miliardi di pazienti ancora in convalescenza.
 
Secondo le statistiche anche le esportazioni languono: le auto nipponiche sono sempre meno vendute sia negli Stati Uniti che in Europa. E il paese del Sol Levante non può che puntare ai mercati emergenti: Sud-Est Asiatico, Sud America, Europa dell’Est. Quale arma migliore di un’offerta votata la risparmio come quella presentata dalle case a Tokyo? Ciononostante solo otto sono i produttori giapponesi presenti al Salone: Toyota, Nissan, Honda, Suzuki, Mitsubishi, Mazda, Subaru e Daihatsu.

Fonte | Salone di Tokyo 2009

Lun 02/11/2009 da Maryelle in ,

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stephy
Stephy 2 novembre 2009 14:16
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hai ragione, e auto così non ce ne sono ancora molte da proporre

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obelix
Obelix 2 novembre 2009 14:17
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il fatto è che non vogliono ancora lasciare l’oro nero… troppi interessi

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svasti
Svasti 2 novembre 2009 14:17
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è vero per me già ci sono auto che vanno bene con energie alternative…peccato che non le potranno produrre

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claudio
Claudio 2 novembre 2009 14:18
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anche per me è così…qualcuno lega le mani a qualcun’altro…

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paolo
Paolo 2 novembre 2009 14:18
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ma voi pensate un pò se si abbandona il petriolio, che fanno gli sceicchi???

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peter
Peter 2 novembre 2009 14:19
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vero chi li andrrebbe a mantenere??? dovrebbero iniziare a lavorare pure loro!!!

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mattia
Mattia 2 novembre 2009 14:19
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e tutti quei politici che si sono e che si stanno arricchendo grazie al petrolio???

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simone
Simone 2 novembre 2009 14:20
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il fatto è che ci sono ancor molti, forse troppi interessi, legali all’oro nero..

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