Sciopero benzinai dal 3 al 5 agosto 2012: l’Authority blocca tutto

Sciopero benzinai dal 3 al 5 agosto 2012: l’Authority blocca tutto
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    sciopero benzinai febbario 2012 rinviato

    I benzinai alzano la voce e proclamano tre giorni di sciopero. Dal 3 al 5 agosto niente carburante, nemmeno nei self-service, per i gestori aderenti alle sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.
    Ma quali sono le ragioni della protesta? Tutto nasce dall’iniziativa di Eni, che ha stravolto il panorama con la promozione estiva “Riparti con Eni”: sconto di 20 centesimi sul prezzo del servito dalle 13:00 del sabato alle 7:00 del lunedì in tutti i week end fino al primo finesettimana di settembre. I gestori avevano annunciato lo stato di agitazione a seguito della mossa del colosso petrolifero.

    Un modo per agevolare gli automobilisti, una manovra pubblicitaria riuscita, che si è trasformata in un sostegno importante contro il caro-benzina. Ma non è stata accolta bene dai petrolieri e, adesso, dai gestori degli impianti. Spezza il cartello cui siamo stati abituati per decenni, quello degli accordi al rialzo. E’ servito accorgersi della crisi che attanaglia sempre più le famiglie italiane per capire che, forse, per evitare ulteriori perdite nel periodo estivo sarebbe stato meglio giocare d’anticipo e in senso contrario.
    I gestori dicono che “l’industria petrolifera spinge al fallimento i gestori e scarica sul paese il costo sociale di altri 120 mila disoccupati e il governo assiste muto alla violazione delle leggi“. Ecco, le ragioni dei gestori possono anche essere condivisibili, ma alla base crediamo ci sia un elemento originario che avrebbe dovuto trovare soluzione già da tempo: le stazioni di servizio sono troppe. Una razionalizzazione andava fatta già molto tempo fa, senza contare che l’ampliamento dei self-service e delle stazioni no logo è una strada obbligata per il futuro. Non di rado si contano 5 stazioni di servizio in pochi isolati nelle città: esiste una logica per mantenere questo status quo? Difficile crederlo.

    Le sigle sindacali denunciano anche il taglio unilaterale – da parte delle compagnie – dei margini fino al 70% e licenziamenti forzati degli addetti alla distribuzione. «L’intenzione dei petrolieri è chiara – si legge in una nota -. Approfittare della confusione politica e della pesantissima crisi che ingessa il paese, per regolare i conti con una intera categoria di lavoratori, consolidare le proprie rendite e scaricare sulla collettività il costo sociale di altri 120.000 disoccupati».

    Lo stato di agitazione prevede una campagna di informazione e sensibilizzazione che parte da domani, la sospensione degli accordi collettivi per la parte riguardante il prezzo massimo di rivendita sui carburanti (da lunedì 23), la sospensione dei pagamenti del rifornimento carburanti attraverso carte di credito, pago bancomat e carte bancarie (dal 30 luglio al 5 agosto) e la chiusura degli impianti da venerdì 3 a domenica 5 agosto.

    Come esempio della cirsi e delle contraddizioni in cui versa la categoria, le associazioni dei benzinai citano “l’aggiramento della norma che avrebbe dovuto garantire la gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat sia ai consumatori che ai gestori. Invece – sostengono Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio – le banche pretendono il pagamento delle commissioni minacciando, in caso contrario, la disdetta del servizio”.

    L’Authority frena: niente sciopero il 3 agosto
    Interviene l’Authority sugli scioperi a frenare le proteste delle sigle sindacali di categoria. Il 3 agosto non si potrà scioperare, perché la regolamentazione nel settore vede la data tra i periodi di franchigia. Nella stessa nota, il garante informa che non “possono essere proclamate astensioni collettive nei giorni compresi tra il 10 e il 20 agosto e in quelli tra il 26 agosto e il 5 settembre”.

    Tornano a salire i prezzi dei carburanti
    Nelle ultime due settimane sono tornate a salire le quotazioni internazionali del greggio e i gestori hanno ritoccato i prezzi di benzina e diesel. Alla pompa gli aumenti odierni hanno interessato Eni, Esso, IP, Q8 e TotalErg, con un incremento da inizio luglio di 4,8 centesimi per la benzina e 3,8 per ilo diesel, comunque inferiori all’incremento equivalente della materia prima sui mercati, rispettivamente di 5,2 centesimi e 6,1 centesimi/litro.

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