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Seat Leon SC, prova su pista: sicura e divertente tra i cordoli [FOTO e VIDEO]

Seat Leon SC, prova su pista: sicura e divertente tra i cordoli [FOTO e VIDEO]

Scopri come si è comportata la Seat Leon SC nella prova su strada

da in Auto 2013, Berline, Prove auto su strada, Seat, Seat Leon, Video Auto
Ultimo aggiornamento:

    Prova della nuova Seat Leon SC: abbiamo messo alla frusta la SportCoupé di Seat sul circuito di Sarno. Come se l’è cavata? Convincente, merita la promozione.

    Vai in pista e ti misuri. Tu, la macchina, il cronometro. I 1.700 metri del kartodromo di Sarno sono quanto basta per dire di che pasta è fatta la nuova Seat Leon SC, la SportCoupé, come amano chiamarla in casa Seat. Pensi: due porte in meno, cambia il look della fiancata e basta così. Affatto. “Mancano” all’appello 35 millimetri, tolti nel passo, prodigi della piattaforma Mqb, e la differenza dovresti sentirla tutta nel misto. Un kartodromo è l’esaltazione del concetto e i 4 metri e 22 centimetri di Leon SC si comportano egregiamente.

    MODELLO NON PIU’ IN LISTINO DA GENNAIO 2017

    MODELLO NON PIU’ IN LISTINO DA GENNAIO 2017

    Allestimento Style, completo quanto basta per dire che non manca nulla di veramente essenziale su una segmento C sportiva chiamata a rivaleggiare con Opel Astra Gtc e Renault Megane coupé. Cerchi in lega da 17 pollici – diametro da ricordare quando sotto la lente d’ingrandimento andrà l’handling – comandi al volante, bluetooth audio, 8 altoparlanti, Seat Media System da 5″8 a colori, luci alogene più led diurni, fendinebbia con funzione cornering, specchietti riscaldabili, climatizzatore automatico bi-zona, hill holder, start&stop e Xds compongono la dotazione di serie.

    Seat Leon SC 2013, estetica e Design

    Motore turbodiesel 2 litri Tdi 150 cavalli, al di sotto di quella soglia necessaria per poter dire: sì, ho anche il Multilink.

    Identica alla cinque porte fino al montante centrale, la Seat Leon SC “pulisce” la linea della fiancata dal superfluo, almeno per chi non ha famiglia con prole da far salire comodamente sui sedili posteriori. Guarda a un target di clienti marcatamente sportivi, giovani, da conquistare con un design spigoloso, dinamico, in grado di suscitare movimento già da ferma. Dal tre quarti posteriore, la visuale migliore della SportCoupé, merito delle nervature che solcano il profilo dell’auto, fino a incastonare i gruppi ottici al retrotreno. I full led sono di serie sulla Leon SC Fr.

    Dimensioni

    dimensioni Seat Leon SC

    Le dimensioni della Seat Leon SC ricalcano quelle della sorella cinque porte, con l’unica eccezione – già annunciata – del passo accorciato, elemento che influenza la lunghezza complessiva della berlina, fissata in 4 metri e 22 centimetri. Larghezza di 1 metro e 81, bilanciata da un’altezza contenuta in 144 centimetri.
    Si sente la mancanza di un po’ di spazio vitale per i passeggeri posteriori, ma vedremo tra poco nel dettaglio come e in quanti si sta comodi a bordo.

    Motori

    Tre unità benzina, quattro diesel. L’offerta di motorizzazioni di Seat Leon SC è ben differenziata, oltre che completa. Si spazia dal quattro cilindri da 1.2 litri e appena 86 cavalli, fino al prestazionale 2 litri Tdi 184 cavalli. Il tutto, aspettando lei, la regina: Leon Cupra, forte di 265 cavalli erogati da un 2 litri turbocompresso che, però, non vedremo su strada prima del 2015. Allora, potremmo ritrovarci anche una variante ibrida, anticipata poco tempo fa a Barcellona dal prototipo Seat Leon Verde. Tecnologia e architettura ibrida ripresa pari pari da quella pronta a debuttare su Audi A3 e Volkswagen Golf, del resto è il completamento ideale della stretta sinergia tra i marchi.

    Il 2 litri del test drive era potente a sufficienza da apprezzarsi negli usi più disparati: dall’impiego cittadino fino al turismo a lunga distanza. Centocinquanta cavalli muovono egregiamente la Leon SC e i 320 newtonmetri di coppia sono spalmati su un range ben distribuito, in grado di assicurare già a 1.750 giri/min la spinta necessaria. Termina tutto a 3.000 giri/min, un arco forse ristretto, ma per il segmento di mercato in cui va a posizionarsi la SportCoupé non rappresenta un deficit.

    Razionalmente non troveresti motivi straordinariamente efficaci per preferire una Golf o A3 alla Leon SC. D’accordo, de gustibus non dispuntandum ma se osservi nei dettagli la scheda tecnica, difficilmente l’assenza della sospensione Multilink al retrotreno sul 2.0 Tdi 150 cavalli può portarti a staccare un assegno più consistente verso Ingolstadt o Wolfsburg. L’essenza, i contenuti, li sa offrire anche la “essecì”.

    Dichiara 215 km/h di velocità massima e un’accelerazione da zero a cento in 8”4, Seat, mentre i consumi – elemento evidentemente impossibile da verificare nell’andatura in pista – si attestano in 5 litri/100 km nella marcia cittadina (4.1 litri/100 km nel misto): questo dice la scheda tecnica. Un breve assaggio in autostrada, ha confermato percorrenze molto elevate, ampiamente sopra i 18 chilometri al litro, pur seguendo andature superiori a quelle da Codice e affondando il piede destro sul gas.

    Il cambio della vettura in prova era un sei marce manuale, apprezzabile per fluidità della leva, facilità di innesto e leggerezza della frizione: non affatica ed è intuitiva già dal primo azionamento. Tra gli optional, poi, c’è anche il doppia frizione Dsg 6 marce su alcune motorizzazioni.

    La gamma Seat Leon SC comprende, inoltre, anche altri propulsori, tutti con start&stop tranne l’1.2 Tsi 86 cavalli e l’1.6 Tdi 90 cavalli:

    * 1.2 TSI 86 cavalli, 160 Nm (1.400 – 3.500 giri/min); 178 km/h, 11”9 0-100 e cambio 5marce manuale; 5.2 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 1.2 TSI 105 cavalli, 175 Nm (1.400 – 4.000 giri/min); 191 km/h, 10”2 0-100 e cambio 6marce manuale o DSG 7; 4.9 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 1.4 TSI 122 cavalli, 200 Nm (1.400 – 3.500 giri/min); 202 km/h, 9”3 0-100 e cambio 6marce manuale o DSG 7; 5.2 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 1.6 TDI 90 cavalli, 230 Nm (1.400 – 2.750 giri/min); 178 km/h, 12”6 0-100 e cambio 5 marce manuale; 4.1 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 1.6 TDI 105 cavalli, 250 Nm (1.500 – 2.750 giri/min); 192 km/h, 10”7 0-100 e cambio 5 marce manuale o DSG 7; 3.8 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 2.0 TDI 150 cavalli, 320 Nm (1.750 – 3.000 giri/min); 215 km/h, 8”4 0-100 e cambio 6marce manuale o DSG 6; 4.1 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    * 2.0 TDI 184 cavalli, 380 Nm (1.750 – 3.000 giri/min); 228 km/h, 7”5 0-100 e cambio 6marce manuale; 4.2 litri/100 km consumo dichiarato nel ciclo misto

    Bagagliaio

    Seat Leon SC, bagagliaio

    Più piccola, meno capiente. Le dimensioni del bagagliaio di Seat Leon SC se dovessero seguire le apparenze, porterebbero a conclusioni errate. Grazie alla modularità della piattaforma Mqb, il vano bagagli non risente minimamente dell’accorciamento della vettura, ottenuto riducendo la distanza tra i due assi. Così, restano confermati i 380 litri di capacità già visti sulla Leon, che significa la possibilità di caricare quattro trolley e varie borse morbide senza difficoltà. Su questo versante, che si abbia famiglia o meno, lo spazio abbonda.

    Interni

    interni Seat Leon SC

    Sedili in tessuto, plastiche di buona qualità, design razionale con alcuni tocchi originali. In sintesi, gli interni della Seat Leon SC. Appena saliti a bordo, è un attimo trovare la posizione ideale, quella che devi cucirti addosso quando vai in pista. Il volante ha ampie regolazioni in altezza e profondità, con un’escursione che rende agevole per tutti ritagliarsi il posto guida perfetto. Sedile confortevole e rigido al punto giusto, con i fianchetti dello schienale e della seduta a contenere in curva.

    Bene anche l’ampio poggiapiede sinistro, mentre della pedaliera si può solo elogiare la morbidezza della frizione.

    La plancia si sviluppa orizzontalmente, ed è improntata alla semplicità. Il grande schermo del Seat Media System che racchiude tutto l’infotainment è da 5.8 pollici, con una buona definizione e a colori. Oltre alle manopole e i tasti posizionati accanto alle bocchette d’aerazione, si gestisce tutto attraverso i comandi al volante.

    Seat Leon SC, plancia

    La razionalità cede il passo alla sensazione di avere una zona inferiore un po’ spoglia, dove campeggiano i comandi del climatizzatore bi-zona automatico (presenti anche le bocchette per i passeggeri posteriori). Sono in posizione corretta per manovrare al meglio le funzioni, mentre la plastica sulla quale si trovano paga la scelta di una tonalità troppo neutra, senza lo stacco necessario con il contorno. Stesso “problema” per il vano portaoggetti davanti alla leva del cambio: quando è chiuso non regala una vista esaltante.

    La soluzione? Poteva essere un trattamento lucido, come la cornice che incastona la parte superiore. Degli inserti nei punti giusti avrebbero aiutato il complesso.

    L’accesso ai sedili posteriori è, ovviamente, più macchinoso rispetto alla Leon, ma una volta riusciti a raggiunge i sedili, si sta piuttosto comodi. Due adulti, non uno in più. Il minor spazio per le gambe rispetto alla cinque porte si aggiunge a un tunnel pronunciato, che rende dura la vita per un terzo eventuale passeggero.

    Seat Leon SC, spazio sedili posteriori

    La visibilità posteriore è sufficiente, non crea grandi problemi in manovra.

    Test Drive

    seat leon sc strumentazione

    Passiamo alla nostra prova. Ma il cliente tipo della Seat Leon SC, la SportCoupé, la porterà mai in pista? Pochissimi, diciamo la verità. Non nasce per questo la segmento C della casa di Martorrell. Giudicare pregi e difetti di un prodotto in un ambito non suo può portare dei rischi. Il circuito amplifica i dettagli perfettibili di un’auto di serie, ma dopo una giornata a tutta, senza risparmiare gomme e freni, possiamo dire che emerge un quadro generale molto confortante.

    Piace il volante, piuttosto preciso e con un buon carico per l’impiego stradale, diventa leggero in pista, dove vorresti sentire meglio quel che accade tra gomme e asfalto. L’attacco della frenata è progressivo, con una buona modularità del pedale.

    seat leon sc prestazioni

    L’elettronica si incarica di tenere su due binari la vettura quando i trasferimenti di carico sono eccessivi e anche in curva la coda segue alla perfezione la traiettoria impostata, senza che chi guida se ne accorga, fatta eccezione per il continuo lampeggiare dell’Esp.
    Diventa fastidioso, invasivo, invece, il taglio di potenza in uscita, quando vorresti avere la piena padronanza di gestire tu con il piede destro la coppia del 2 litri Tdi. Il sistema Xds non è un autobloccante vero e la differenza si sente tutta. Resti “deluso” quando sei costretto ad attendere per avere di nuovo la spinta corposa del motore, limitato per evitare pattinamenti deleteri con il controllo di trazione che taglia l’erogazione. Una taratura più libera, meno invasiva, l’avremmo senz’altro apprezzata. Detto questo, l’Esp è disinseribile.

    Come tutte le berline di segmento C, il comportamento dinamico è sottosterzante, sicuro in un certo senso, perché le reazioni sono molto progressive, con il muso che ti avverte e allarga dando la possibilità di accorgersi del fenomeno. Questo in uscita dalle curve più veloci, impostate allegramente, saltando sul cordolo e impegnando l’assetto. L’inserimento in curva, invece, merita il massimo dei voti. Le gomme della Leon SC Style in prova erano delle 225/45 R17, niente di esagerato, con una spalla adeguata che attutisce bene le asperità ma certo non regala la rapidità dei cerchi da 18 pollici, con i quali saremmo qui a esaltare ancor di più il comportamento della SportCoupé in ingresso curva. Questione di fisica, perché una spalla più alta aggiunge elasticità e conseguentemente rollio.

    In conclusione, la prova su strada della Seat Leon SC ha riproposto un progetto valido, quello della Leon, ma con una formula ancor più esaltante, merito della linea sportiva e piccoli dettagli che la pongono di diritto nella battaglia con Opel Astra Gtc e Renault Megane coupé.

    Listino prezzi
    Allestimento Reference
    1.2 Tsi 86 cavalli – 17.620 euro (no s&s)
    1.6 Tdi 90 cavalli – 19.740 euro (no s&s)

    Allestimento Style
    1.2 Tsi 105 cavalli – 20.070 euro (Dsg +1.500 euro)
    1.6 Tdi 105 cavalli – 22.070 euro (Dsg +1.500 euro)
    2.0 Tdi 150 cavali – 23.420 euro (Dsg +1.500 euro) <-- vettura in prova

    Allestimento FR
    1.4 Tsi 122 cavalli – 21.880 euro
    2.0 Tdi 150 cavalli – 24.720 euro (Dsg +1.500 euro)
    2.0 Tdi 184 cavalli – 25.740 euro

    PRO
    * Linea: le due porte in meno conquistano
    * Cambio: preciso, facile da manovrare, senza impuntamenti
    * Interni: buona fattura, materiali nella media del segmento

    CONTRO
    * Controllo di trazione invasivo: eccessivo taglio di potenza in uscita curva

    MODELLO NON PIU’ IN LISTINO DA GENNAIO 2017

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