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Cassazione: tenuta a risarcire il danno l’impresa che non apponga il segnale di pericolo

Cassazione: tenuta a risarcire il danno l’impresa che non apponga il segnale di pericolo

In sede di giudizio però, alla vittima del sinistro in primo grado di giudizio viene accordato un risarcimento inferiore da quanto richiesto, ovvero il 70% relativo all’indennizzo pattuito a danno della società appaltante, poiché l’incidente si è verificato di giorno e sia pure in assenza del segnale di pericolo, il motociclista non poteva non vedere con largo anticipo l’insidia cui si sarebbe imbattuto di lì a poco, anche in considerazione del fatto che il dissesto dell’asfalto segnava in longitudine una vasta area

da in Incidenti Auto, Mondo auto
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    segnale di pericolo

    Un caso giurisprudenziale sicuramente destinato a non rimanere isolato e che ha visto controbattersi la vittima di un incidente stradale a causa di un dislivello della strada, la Società appaltante i lavori sulla carreggiata ed il tribunale nei tre gradi di giudizio. A redimere la questione è poi intervenuta la Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile con una Sentenza destinata a regolare le liti stradali quando, indipendentemente dalla prudenza e dalla diligenza di un conducente di un mezzo, si verifica un sinistro la cui causa è attribuibile ad un terzo responsabile pur non del tutto raffigurabile nel proprietario della strada.

    Vediamo da cosa scaturisce tutto ciò; un centauro in sella alla sua moto subisce un incidente cadendo rovinosamente sull’asfalto accusando gravi lesioni, l’incidente, probabilmente, non si sarebbe verificato se la ditta appaltante i lavori di metanizzazione avesse predisposto una segnaletica atta ad informare con largo anticipo che di lì a poca distanza la strada subiva uno slivellamento causa di incidenti.

    In sede di giudizio però, alla vittima del sinistro in primo grado di giudizio viene accordato un risarcimento inferiore rispetto a quanto richiesto, ovvero il 70% relativo all’indennizzo pattuito a danno della società appaltante, poiché l’incidente si è verificato di giorno e sia pure in assenza del segnale di pericolo, il motociclista non poteva non vedere con largo anticipo l’insidia cui si sarebbe imbattuto di lì a poco, anche in considerazione del fatto che il dissesto dell’asfalto segnava in longitudine una vasta area.

    Probabilmente se non fosse intervenuta la Corte di Cassazione la causa intentata dal motociclista nei confronti della Società appaltante tramite il Comune proprietario del tratto stradale sarebbe finita lì, ma così non è stato, da quando la Suprema Corte con Sentenza numero 22604/09 ha affermato invece la sua teoria diametralmente opposta a quanto sia in primo grado che in appello si era stabilito.

    Ovvero, secondo la Corte di Cassazione, non serve invocare l’ottima visibilità della strada per evitare una situazione di pericolo, occorre invece che in qualsiasi condizione chi effettua lavori stradali apponga il cartello di pericolo, atteso che chi impegna la carreggiata presume che in assenza di cartelli tutto sia in ordine e che non deve aspettarsi un’insidia del manto che gli causi un sinistro come quello occorso al motociclista.

    Insomma, secondo gli Ermellini, sbaglia il giudice di secondo grado ciò in quanto, l’utente della strada “ si aspetta che, in assenza di segnali, il manto asfaltato sia regolare, mentre un dislivello anche di soli dieci centimetri può essere molto pericoloso per la ruota di una moto. E per i danni che derivano dalla manutenzione delle strade, specie in città, scatta la responsabilità da custodia secondo l’articolo 2051 del codice civile anche per i lavori eseguiti male”.

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