Sergio Marchionne: Fiat, raddoppio produzione, ma con accordo dei Sindacati

Sergio Marchionne: Fiat, raddoppio produzione, ma con accordo dei Sindacati

Pronta a raddoppiare nei prossimi cinque anni la produzione Fiat che si appresta ad investire ben venti miliardi spalmati in un quinquennio, ma ad una condizione, che si trovi l'accordo con i Sindacati; scettici alla CGIL

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    L’Amministratore-Delegato-Sergio-Marchionne-in-visita-a Roma

    Certo si fa presto a volte ad osannare ed altre a prendersela anche aspramente con l’Amministratore Delegato di Fiat Sergio Marchionne quando parla di risanamento industriale del Gruppo Fiat da molti passato da una politica tutta fatta di “lacrime e sangue” per chi opera in azienda. Ovvio che a nessuno faccia piacere soltanto immaginare le sorti di quelle migliaia di famiglie di operai ed impiegati mandati a casa dopo l’improcrastinabile chiusura degli stabilimenti di Termini Imerese (PA ) che avverrà entro dicembre del prossimo anno.

    Ma quando siamo in grado di discernere il lato umano della faccenda da quello molto più pragmatico fatto di gelide cifre ricavati dai bilanci del grande Gruppo industriale torinese le cose cambiano e di tanto e, visto che né a Marchionne né a Fiat chiediamo di essere dei filantropi, alla luce soltanto di quest’aspetto i numeri parlano chiaro e comprendiamo cosa voglia dire, in concreto, con le sue parole l’AD di Fiat.

    L’esempio è sotto gli occhi di tutti e ci proviene dai dati relativi all’esercizio 2009 dei sei stabilimenti italiani che hanno prodotto seicentomila vetture grazie all’apporto dei 21.500 dipendenti; bene si dirà… ma guardiamo cosa è accaduto a Tichy, in Polonia, dove sono state prodotte 605 mila unità, dunque più o meno lo stesso numero di auto ma, incredibile ma vero, con appena seimila dipendenti… che costano per’altro quattro volte meno che in Italia ( un operaio Fiat polacco non porta a casa più di 400 euro al mese ). E che le cose a Tichy vadano bene lo dimostra il fatto che dall’inaugurazione dello stabilimento con le nuove linee produttive avvenuto circa due anni fa, il numero di salariati sono poco meno che raddoppiati, visto che nel 2007 il numero di addetti era di circa 3.600 unità. Insomma, in Polonia si realizza una nuova Fiat 500 ogni mezzo minuto con 6.000 operai, in Italia si fa la stessa cosa ma con un numero di dipendenti pari a tre volte e mezzo quelli polacchi.

    Difficile a questo punto immergersi in troppi moralismi sulla visione strategica del manager dal maglione blu, che, nonostante questi risultati intenderà investire a Pomigliano D’Arco (NA) settecento milioni di euro per la ristrutturazione industriale, in modo da dare il via alla produzione della nuova Fiat Panda, purchè, però, si trovi l’accordo coi Sindacati, ha ribadito l’A.D. di Fiat, altrimenti…. nisba! Insomma il piano industriale di Fiat è ambizioso, venti miliardi di investimenti in Italia in cinque anni ma solo se si raggiunge l’accordo con le parti sociali e di fronte a questo fiume di denaro qualcuno ha sussurrato a denti stretti la Parola Termini Imerese, ma su questo Marchionne non vuole neanche sentir parlare, “ argomento chiuso”, sbotta il manager, “ Termini chiuderà a dicembre 2011!

    Dunque potenziamento per Pomigliano e Mirafiori il tutto per produrre duecentomila vetture all’anno. Le parole di Marchionne però non a tutte le Organizzazioni sindacali sono piaciute, preoccupati a causa di una riorganizzazione del lavoro per certi versi rivoluzionario, visto che si parla di potenziamento dei nuovi turni di lavoro, per sei giorni lavorativi.

    Addirittura la CGIL, per bocca del suo Segretario Nazionale Epifani, parla di “ricatti” di Fiat e della necessità di mediare accordi, più pratico invece Raffaele Bonanni, Segretario CISL, quando dice “ Torino non abbia paura di garantire migliori guadagni ai lavoratori, rilanciando sul tavolo una sorta di proposta per legare aumenti salariali alla richiesta di maggiore flessibilità “. Sulla stessa linea più o meno anche Angeletti della UIL che ventila una conclusione della trattativa al positivo.

    Insomma, basterebbe solo la visita che Marchionne ha effettuato a Roma per incontrare Governo e Parti Sociali per ben capire che il mondo del lavoro è radicalmente mutato in questi ultimi tempi ed attende profondi rinnovamenti a breve e, nel caso di Fiat, l’unica strada per giungere al raddoppio della produzione è stata tracciata dalla multinazionale italiana; l’han capito tutti, Governo, operai, Sindacati, meno che la CGIL che disserta ancora su “ ricatti e accordi sotto scacco”…. Peccato per Epifani non poter assumere lui stesso tutte le maestranze di Fiat qualora fosse così abile da far saltare in aria la minestra già impiattata!

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