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Sergio Marchionne: le linee guida dopo l’accordo

Sergio Marchionne: le linee guida dopo l’accordo

Parrebbe infatti deciso che Sergio Marchionne fin dal suo avvento nell’azienda americana intenda procedere al taglio di modelli sia pure importanti per la Casa americana ma che per il numero uno di Fiat non possono coesistere coi nuovi piani di sviluppo della più snella Casa autromobilistica che ne deriverebbe dopo l’accordo con Fiat

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    Sergio Marchionne

    Comincia a prendere corpo la previsione che Sergio Marchionne aveva fatto all’inizio di quest’anno dopo la carica assunta di amministratore delegato di Chrysler.

    Parrebbe infatti deciso che Sergio Marchionne fin dal suo avvento nell’azienda americana intenda procedere al taglio di modelli sia pure importanti per la Casa americana ma che per il numero uno di Fiat non possono coesistere coi nuovi piani di sviluppo della più snella Casa autromobilistica che ne deriverebbe dopo l’accordo con Fiat.

    Parliamo di Chrysler Sebring, Jeep Compass, ma anche di Dodge Caliber e Jeep Patriot; ciò in quanto, carte alla mano, si sarebbe visto che i modelli sopraccitati sono quelli che il marchio riesce a vendere meno.

    Dunque una bella sforbiciata al fine di tagliare i rami secchi dell’azienda anche se qualche speranza ancora pare esserci per il modello della Dodge Caliber, ma solo se si riuscirà a dar vita ad una nuova versione molto più moderna di quella che si vuole alienare.


    E’ ancora tuttavia prematuro parlare dei piani strategici aziendali prima che si sia svolto il primo Consiglio di Amministrazione previsto per la fine del mese in corso, dove si tracceranno le linee guida del processo di rinnovamento della Chrysler a partire dal prossimo 2011 e dove si inserirà forte la presenza dei modelli Fiat, Alfa Romeo compresa, Dodge e Jeep, sicuramente con nuove vetture al suo attivo.

    Degno di nota infatti citare il destino che Sergio Marchionne intenderebbe riservare a Jeep, tutto orientato verso la realizzazione di modelli della Casa americana da vendersi verso i Paesi emergenti, cosa che fino adesso Chrysler non sarebbe mai riuscita a fare, eppure, secondo Marchionne, è proprio questa la prospettiva riservata a tali modelli, laddove la domanda per i grossi Suv è sicuramente in crescita.

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