Sicurezza stradale: meno decessi ma più incidenti

Sicurezza stradale: meno decessi ma più incidenti

Sicurezza stradale: il tasso di mortalità si è ridotto del 3%, meno decessi in autostrada che in città, il 49% degli incidenti coinvolge pedoni, ciclisti e motociclisti

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    In Italia gli incidenti stradali si riconfermano la prima causa di morte per la popolazione con età inferiore a 40 anni. Il 50% delle vittime è formato dagli utenti deboli della strada, gli uomini muoiono tre volte più delle donne, le autostrade sono più sicure delle vie cittadine, 30 miliardi i costi sociali per lo Stato italiano.

    Il numero delle vittime della strada è in lenta ma continua diminuzione, si è infatti passati dai 6.226 decessi di dieci anni fa, ai 5.131 del 2007. Quindi in dieci anni sono state "salvate" 1.096 persone, ogni anno circa 110 utenti della strada sono tornati a casa incolumi grazie agli sforzi compiuti per elevare il livello della sicurezza stradale in Italia, che comunque resta tra i più bassi della Comunità europea.
    Questa positiva tendenza pare essere confermata anche dalle prime stime elaborate per l’anno 2008 (4.739 morti) e dai primi cinque mesi dell’anno in corso (919 vittime, 237 in meno rispetto alle 1.156 del medesimo periodo dell’anno precedente).

    Tuttavia a fronte della riduzione del tasso di mortalità, che dall’11,75% è sceso all’8,6% (-3,1%), si registra un aumento del numero degli incidenti e dei feriti.

    Il 49% dei sinistri stradali coinvolge i cosiddetti utenti deboli della strada, ossia pedoni, ciclisti e motociclisti, per un terzo costituito da scooteristi e motociclisti.
    Le fasce d’età più a rischio sono quelle dei ventenni e dei trentenni, con una notevole prevalenza dei maschi (4.126 decessi nel 2007, più dell’80%) rispetto alle femmine (1.005 decessi, meno del 20%).

    Le strade più pericolose sono quelle urbane (176.897 incidenti nel 2007), le più sicure sono le autostrade (13.635 sinistri stradali), dove peraltro si muore quattro volte di meno rispetto ai centri urbani: 2.269 contro 826 decessi.

    Economicamente è stimato in 30 miliardi di euro il costo complessivo che ogni anno grava sul bilancio statale per via degli incidenti, equivalente al 2% del prodotto interno lordo (PIL). Di tale somma 10 miliardi sono calcolati con riferimento alla perdita della capacità produttiva, più di 4 miliardi per i costi umani, 653 milioni per gli oneri sociali e circa 15 i miliardi per i danni materiali.

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    Dati Istat 2007: incidenti 230.871, morti 5.131, di cui 627 pedoni, 352 ciclisti, 1.540 motociclisti e 2.612 automobilisti.

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