Sicurezza stradale: sicuro il sistema di rilevazione della pressione delle gomme?

Sicurezza stradale: sicuro il sistema di rilevazione della pressione delle gomme?

Lo richiede il Parlamento Europeo che ha previsto, entro il 2012, che tutte le auto di nuova produzione adottino già di serie il TPMS ovvero, il Tyre Pressure Monitoring System - sistema per il monitoraggio della pressione dei pneumatici

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    TPMS

    Un occhio sempre più attento verso la sicurezza stradale è quello orientato dai costruttori di auto nel mondo e per giungere al meglio a questo risultato si punta su un innovatore sistema che agisce sulle gomme dell’auto e che fa si che il conducente si accorga per tempo di un’anomalia, quali pressione e tenuta degli pneumatici, non perfettamente adeguata durante la marcia.

    Lo richiede il Parlamento Europeo che ha previsto, entro il 2012, che tutte le auto di nuova produzione adottino già di serie il TPMS ovvero, il Tyre Pressure Monitoring System – sistema per il monitoraggio della pressione dei pneumatici. Una decisione importante questa del Parlamento Europeo stante il fatto che secondo uno studio britannico 80 auto su 100 viaggiano con ruote sgonfie, fatto che accentua di parecchio la possibilità di incorrere in un incidente stradale.

    Oggi sono già disponibili due sistemi che montati a bordo delle vetture indicano chiaramente al conducente lo stato delle gomme e tali sistemi sono contraddistinti da un sistema di rilevazione cosiddetto diretto ed uno indiretto. Il primo sistema di rilevazione è quello più gradito alle Case costruttrici di gomme, vista la maggiore semplicità di utilizzo che consente di monitorare nel computer di bordo della vettura la pressione delle gomme al momento della rilevazione.

    Più complicato invece il sistema indiretto, preferito da alcune case automobilistiche e sostenuto dall’OICA (Organisation International Constructeurs d’Automobiles), e’ l’opzione meno cara. Il suo compito e’ quello di misurare il numero di rotazioni della singola gomma e compararlo con le altre. Il computer dell’auto (ECU) analizza i dati e valuta se la gomma sta cambiando diametro: il software interpreta questa variazione come una perdita di pressione. Il vero problema e’ che il sistema indiretto comunica l’informazione al conducente con molto ritardo, aumentando la possibilita’ di un incidente a causa di uno sgonfiamento incontrollato del pneumatico.


    Tale sistema, pur nella sua efficacia, non consente di avere sempre un quadro di insieme della situazione stante il fatto che al conducente restano determinate operazioni da compiere allorquando, ad esempio, si provvedesse alla sostituzione delle gomme dell’auto, o quando si ravvisa la necessità di gonfiare gli pneumatici; operazione questa da effettuarsi a gomme fredde, fatto che non tutti compiono rispettando la giusta procedura. Ne deriva che con tale sistema non è raro assistere a fenomeni di pericolo rappresentati dal fatto, ad esempio, che il conducente e’ sicuro di viaggiare su gomme perfettamente a posto (perche’ il sistema gli comunica cosi’), invece le stesse possono essere sgonfie.

    Dunque il sistema definito indiretto non tutela al meglio l’incolumità dei viaggi e non solo, tale sistema non assicura i benefici ambientali che invece sono salvaguardati con il corretto uso del TPMS: emettere meno CO2 e consumare meno carburante. E’ risaputo che gomme non adeguatamente gonfiate hanno un impatto determinante su entrambi gli elementi.

    E’ stato chiesto alla Commissione Europea di consultare l’UNECE (United Nation Economic Commission for Europe): il motivo e’ quello di capire quale dei due sistemi funziona realmente meglio e quale permettera’ di massimizzare la sicurezza stradale e la riduzione di CO2, un problema che e’ sempre nell’agenda della Commmissione Europea.

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