Sicurezza Stradale: troppi incidenti a Milano

Sicurezza Stradale: troppi incidenti a Milano

Troppi ancora i morti a Milano, a causa degli incidenti stradali, vittime designate, pedoni, ciclisti e motociclisti, gli sforzi dell'Amministrazione sono stati fatti, ma sono ancora troppi i cosidetti "punti neri"

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    Milano - via Mecenate

    Neanche una città importante come Milano si sottrae alla piaga degli incidenti stradali urbani, anzi, il capoluogo lombardo è fra quelli più funestati dal problema, se ne accorgerebbe anche un occhio disattento di come alcune vie siano veri e propri simulacri della sofferenza umana, con targhe ricordo, foto, altarini disseminati qua e là, dove si è verificato un incidente mortale. Sempre a Milano si sono succedute negli anni le diverse associazioni di pedoni e ciclisti vittime di pirati e non della strada, tutti impegnati a richiedere il rispetto delle regole che, evidentemente in Italia sta divenendo impresa sempre più ardua.

    Così come non mancano anche i famosi black point, i “punti neri”, così chiamati perchè indicano delle zone più a rischio che individuano incroci pericolosi o strade dove la velocità tenuta dagli automobilisti è eccessiva.

    E di questi punti neri la città è piena, se ne contano anche 200 e ne fanno parte anche zone a scarsa visibilità; una per tutte, via Mecenate, dove una settimana fa è stato investito e ucciso un pensionato, 87 anni. A questo si aggiunge anche via Dessié, dove l’altra notte è morta una ragazza, 21 anni. Su quella strada, di notte, si corre troppo. Nel 2010 è tornato a salire (se pur di poco) il numero di morti sulle strade: 22 dall’inizio dell’anno, in meno di 5 mesi. Le statistiche descrivono comunque un trend in forte diminuzione.

    Eppure, nonostante gli Enti Locali non facciano moltissimo per garantire la sicurezza stradale delle strade urbane, qualche passo avanti è stato fatto, visto che in soli dieci anni, dal 1998 al 2008, si è passati dai cento morti all’anno, fra pedoni e ciclisti, ai 75, fino ai 51 del 2009 . Troppi, ancora troppi, se si pensa che l’incidentalità stradale resta ancora arroccata quale terza causa di morte in Italia, dopo tumori e malattie cardiocircolatorie. Ma lo stesso fatto che si stia assistendo ad un dimezzamento delle morti significa che il Comune di Milano non è proprio sordo ai richiami della cittadinanza e delle Associazioni dei Consumatori, lo dicono anche le cifre, quando si assiste al numero complessivo di incidenti sicuramente calato, passando dai 23.147 del 2008, ai 22.880 del 2009. Spiega il vice sindaco, Riccardo De Corato: «L’impegno del Comune e della polizia Locale è costante: gli incidenti sono diminuiti del 6 per cento in 3 anni.

    Ed è stato risolto l’85 per cento dei casi di omissione di soccorso ». La settimana prossima dovrebbero partire gli interventi per i nuovi semafori e per limitare la velocità delle auto in via Mecenate. Quest’anno Palazzo Marino ha aumentato i fondi per riasfaltare le strade, con investimenti passati da 12 a 26 milioni.

    Ma i famigerati punti neri a Milano non sono ancora stati risolti e per chi vive in città non è difficile coglierli con una certa dimestichezza; ecco la situazione: via Gozzoli e via Salici (a Baggio), via Rondoni (al Giambellino). E poi c’è la lunga lista dei punti a rischio per i ciclisti, indicate dall’associazione Ciclobby: i tunnel di Palmanova e Lambrate, le rotatorie di piazzale Libia e piazza Piola, le strade col pavé sconnesso come via Torino, Palestro, Procaccini, Monte di Pietà

    E fra i punti neri si contano anche quelle strade ancora interessate dalla presenza dei binari dismessi dei tram, vere trappole di ciclisti, motociclisti e pedoni, «In città abbiamo 20 chilometri di binari di tram dismessi — attacca il presidente Eugenio Galli — per chi va in bicicletta rappresentano un rischio continuo». «Il nostro obiettivo è quello di arrivare a zero decessi—spiega Daniele Vincini, del sindacato di polizia locale Sulpm — e per questo bisogna procedere con interventi continui e quotidiani, in accordo tra amministrazione e polizia locale. Dalle piste ciclabili sui marciapiedi più larghi, alla segnaletica, agli attraversamenti. Il problema principale, oggi, è quello di tutelare il più possibile la popolazione anziana, che a Milano aumenta». Due anni fa il Comune ha istituito la «Consulta per la sicurezza stradale».

    «Ma oggi — attacca il presidente di Ciclobby— sembra che sia stata abbandonata la sicurezza stradale come priorità». Sono due, secondo l’associazione, gli interventi «che non hanno avuto seguito: la gestione uniforme delle precedenze sulle rotatorie e la creazione dei quartieri a “traffico moderato”, sotto i 30 chilometri orari ». Ultima richiesta: controllo della velocità con telecamere sulle strade a grande scorrimento. Oggi i vigili lavorano con due autovelox portatili.

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