Suv si, Suv no, dopo la tragedia di Milano: ma il pericolo è altrove!

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    Suv si, Suv no, dopo la tragedia di Milano: ma il pericolo è altrove!

    Ci risiamo, in Italia, la ?caccia alle streghe?, è uno sport diffuso almeno quanto il calcio, adesso, palla al centro, è la volta dei Suv, poco amati dagli ambientalisti, dai Verdi e soprattutto da chi non può permetterseli perché additati di consumare, inquinare, ciò, nonostante l?evidente sforzo attuato dalle Case per renderli più puliti, ma soprattutto ?odiati? perché ingombrano e, di fatto, sono poco adatti in città e ritenuti da molti, pericolosi veicoli per la differenza di stazza che li contraddistingue dalle altre vetture.

    Dalla parte di questi mezzi, chi sostiene che al loro interno ci si senta più sicuri, si gode di una maggiore visibilità o, molto più semplicemente, ci si ?avventura? spesso per lavoro in zone impervie da raggiungere solo coi suv e non può o non vuole acquistare un?auto più piccola quando deve recarsi in città. Ma da qui a sostenere che i pericoli in città siano ascrivibili solo a questi mezzi, causa primaria di incidenti stradali, ce ne passa eccome, se uno è scriteriato e guida fregandosene della sicurezza stradale, lo sarà alla stessa stregua con un suv che con una microcar, non si spiegherebbe sennò l?incoscienza di tanti centauri che attentano alla vita altrui quanto alla loro e che, di fatto, sono esposti più degli automobilisti a rimanere feriti gravemente o addirittura morire dopo uno scontro, eppure viaggiano come se stessero all?interno di bunker antiatomici in grado di proteggerli.

    Eppure, è bastato il tremendo incidente avvenuto a Milano l?altro ieri, per riaccendere una polemica insensata, additando l?automobilista del suv, inizialmente ritenuto responsabile, quale causa dell?incidente. Ma basterebbe poco, un minimo di preconcetto in meno verso questa categoria di auto per rendersi conto di quanto fuori luogo sia la polemica. Basterebbe sentire le parole del conducente dell?autobus che aveva dichiarato di aver sterzato per impedire la collisione col suv per fare intendere di come il segmento d?appartenenza non c?entri nulla. Insomma, se a tagliare la strada all?autobus, anzicchè la Porsche Cayenne additata, fosse stata una più semplice Fiat Panda, cosa avrebbe fatto l?autista del mezzo pubblico, l?avrebbe travolta perché non era un Suv?

    La verità, quando ci si impegna davvero a ricercarla, andrebbe indirizzata altrove, come han fatto in America dove tutto viene misurato, studiato, certificato al punto che s?è visto, oltreoceano, che il comportamento in auto, aggressivo, arrogante, non è prerogativa solo di chi guida un Suv, ma di tutti quei deficienti che lo mettono in atto, indipendentemente dall?auto posseduta e basta questo modo di guidare piratesco per giustificare un aumento del 30% degli incidenti. Che poi chi possiede spesso un Suv lo fa più per obbedire ad una sua esigenza di apparire, che alla reale necessità di auto del genere è un altro problema che riguarderà lui, semmai.

    Per tornare alla dinamica del gravissimo incidente di Milano, parrebbe confermata la prima tesi dell?automobilista che aveva sostenuto da subito che la sterzata che ha costretto l?autista a scansarlo invadendo il percorso del tram, era stata causata dalla manovra resa necessaria al fine di evitare l?impatto con due pedoni; tale tesi sarebbe confermata dalle immagini, ancora sfocate, delle telecamere apposte in zona e che sono al vaglio degli inquirenti.