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Tata: firmata l’acquisizione di Jaguar e Land Rover

Tata: firmata l’acquisizione di Jaguar e Land Rover

Tata: firmata l'acquisizione di Jaguar e Land Rover

da in Mondo auto
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    Tata acquisisce da Ford, Jaguar e Land Rover

    Ci siamo,. dopo mesi di trattative a volte convulse, s’è messa la parola fine all’acquisto di Tata nei confronti di Ford dei due suoi gioielli di famiglia, la Land Rover e la Jaguar.

    Dunque due prestigiosi marchi ex inglesi che rivestiranno la livrea indiana il tutto per soli! 2,3 miliardi di dollari, alla fine meno di quanto si vociferasse prima.

    Niente paura per gli amanti dello stile British, l’identità sia di Jaguar che di Land Rover rimarrà inalterata, almeno stando a sentire le parole del patron di Tata, Ratan Tata.

    Un programma quello di Ford che sembra eccessivo per una Casa costretta dalle circostanze a privarsi di due prestigiosi marchi eppure diversa potrebbe essere la chiave di lettura, come spiega Alan Mullay, Ceo di Ford, che ammette “che è arrivato il momento per Ford di concentrare gli sforzi a livello globale del marchio Ford per raggiungere crescita e profitti”.

    Analoga soddisfazione si registra da parte dei sindacati come dice Roger Maddison leader dello Unite “ è un grande giorno per l’industria automobilistica inglese e per le migliaia di persone che lavorano in Land Rover e Jaguar”.

    Ciò in quanto non s’è registrato nessun particolare shock per i dipendenti che hanno avuto il posto assicurato e stessa cosa dunque per retribuzioni e quant’altro e che si rischiava un dramma sociale lo dimostra il fatto che il numero di dipendenti dei due marchi sono rappresentati da 15.000 presenze che con l’indotto divengono quasi 40.000 .

    Dunque, anche se per l’Occidente tale intervento da parte di una Casa tanto distante in tutti i sensi da noi, può sembrare sminuente,ben venga se serve a non mandare sul lastrico intere popolazioni di diverse maestranze e dall’altro positivo è il fatto di sapere che con tali interventi non si non butta alle ortiche l’impegno di quanti hanno creduto a queste due icone storiche dell’automobilismo mondiale.

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