Tata Nano: meglio che resti in India

Tata Nano: meglio che resti in India

Troppo conveniente per essere conveniente la Tata Nano

da in Auto Economiche, City car, Tata Nano
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    La Tata Nano

    Quando in India si diede vita alla notizia della presentazione dell’auto che avrebbe rivoluzionato la mobilità della popolazione di quel Paese, per nulla trascurabile, visto che parliamo di oltre un miliardo di abitanti, senza considerare le popolazioni vicine, anche da parte degli popoli dei Paesi ricchi, vedi Europa, si levarono alte le ovazioni verso quel modello che la Tata, grazie al suo proprietario, aveva fatto conoscere al mondo col nome di Nano, nome azzeccato in tutti i sensi, anche per via del prezzo e si disse, perché anche noi non possiamo essere “baciati” dalla fortuna di potere acquistare al prezzo di uno scooter un’auto a tutti gli effetti?

    Oggi, a distanza di qualche mese da allora, la speranza di possederne una sembra essersi smorzata alla stessa velocità della novità, 1.700 euro per un’auto sono davvero troppo pochi e forse ci si sta rendendo conto che anche se da noi la Nano sarebbe costata qualcosa di più, non è mai consigliabile affidarsi a vetture che fanno del prezzo eccessivamente ridotto la loro bandiera principale ed alla domanda, meglio un buon usato tradizionale o una Tata Nano nuova a prezzi così intriganti, cosa riponderemmo?

    Per potere dare una risposta quanto mai consapevole, abbiamo voluto vedere bene dentro la Tata Nano per scoprire, ad esempio che, a fronte di dimensioni ideali per le nostre città, visto che la vettura ha una lunghezza di tre metri e una larghezza di un metro e mezzo ed altrettanto di altezza, 1,60, per la precisione, solo da questo dato si capisce bene che, anche in fatto di dimensioni, forse, si è esagerato, si pensi che la Smart, che già sembra minuscola è oltre 5 centimetri più larga, poca roba se non si trattasse di un’auto il cui abitacolo deve fare i conti con 1 metro e mezzo di larghezza ed in fatto di lunghezza, una nostra già piccola city car, al confronto di una Nano, è più lunga di una trentina di centimetri e non è poco.

    Quattro posti, solo sulla carta
    Immaginarsi come stanno compresse quattro persone all’interno di un abitacolo per lillipuziani, se poi pensiamo che chi la sceglierebbe magari l’affiderebbe alla moglie per portarci i figli a scuola o per fare la spesa al supermercato, la domanda nasce spontanea; come fare accedere in una così piccola vettura i ragazzoni aitanti ipernutriti del nostro opulento Occidente e per di più con zaini al seguito, fardello ingombrante quasi quanto tutto lo studente! Se poi si pensi che la vettura, addirittura, potrebbe essere omologata per cinque persone, ecco che l’ipotesi di un utilizzo come seconda auto per famiglie cadrebbe di colpo, relegandola ad auto per neopatentati ricevuta in regalo per la promozione, dunque un mercato, sicuramente, più di nicchia che andrebbe a scalfire quello delle microcar che, in termini economici, costa almeno quanto cinque Tata Nano insieme.

    Le caratteristiche tecniche
    La Tata Nano monta un motore a due cilindri di cilindrata pari a 623 cc. iniezione in grado di erogare 33 cavalli di potenza con una velocità autolimitata di 70 km/h massima, motore collocato direttamente sopra le ruote posteriori e, fatto non per nulla trascurabile ai fini della sicurezza stradale, il serbatoio trova posto davanti, dunque esposto agli urti, soluzione che un tempo sulla antica Fiat 500 veniva salutata come un’innovazione visto lo spazio minimo che quell’utilitaria anni 50 era in grado di offrire ai suoi occupanti, ma erano altri tempi, periodi in cui all’auto tutto si richiedeva meno che la sicurezza, affidata alla bravura del conducente che doveva essere in grado di evitare ogni collisione; ma da allora passi in tal senso ne sono stati compiuti tanti ed il numero di vetture circolanti si è centuplicato e riproporre un tale attentato alla sicurezza come quello che offre la Tata Nano ci sembra inverosimile. Lo stesso motore è raffreddato ad aria come le moto, fatto che nelle utilitarie degli anni 50 e 60 rappresentava un grosso problema per via del surriscaldamento dei propulsori.

    E che dire della batteria alloggiata sotto il sedile del conducente da 30 Ah, chi lo dice che con questo accorgimento non si rischia di rimanere a piedi quando si sfrutta al massimo l’impianto elettrico dell’auto, stessa cosa dicasi della centralina, mediamente un terzo di quella montata su una Citroen C1.

    Certo, parliamo di un’auto di meno di 600 chilogrammi e questo giustificherebbe il ricorso ai quattro freni a tamburo sulle quattro ruote e anche solo per questa soluzione sembra essere balzati di un sol colpo a decenni fa, visto che oggi qualsiasi auto, quando va male, monta il sistema frenante misto, dischi davanti, tamburo dietro. Lo stesso cambio marce, ben lontano dai sistemi che ritroviamo nelle auto moderne, non è né manuale e nemmeno automatico, ma a variazione continua con un sistema di leveraggi arcaico.

    Su ciò che è superfluo, a parole, in auto, c’è da dire che su Tata Nano, scordiamoci l’aria condizionata, salvo poi isterizzarci nelle giornate di solleone estivo, niente servosterzo, tanto l’auto pesa due quintali meno della più piccola city car che conosciamo, così come un ritorno al passato lo avvertiremo quando ci accorgeremo che per abbassare il finestrino dovremo ricorrere all’arcaica manovella che con l’uso, quando era costituita da materiale di qualità, finiva per girare senza esito sull’ingranaggio privo di dentellatura e, poi,niente airbag e nessun ostacolo rappresentato dall’auto, tranne i fogli di lamiera laterale, in caso di urto alle fiancate, insomma, se qualcuno con una moto lanciata centra lateralmente la Nano, i suoi occupanti si ritroveranno un passeggero in più a bordo! I cerchi sono poveri, in ferro e poco resistenti e montano pneumatici di appena 135/70, all’avantreno e 155/65 al retrotreno, forse nei passeggini ci si attrezza in maniera migliore!

    Consumi: c’è chi fa meglio offrendo molto di più
    E chi sperava di rifarsi almeno sui consumi, resterà deluso, niente 40 chilometri con 1 litro di benzina, se va bene si spunta la metà del percorso, si pensi che la Nano con 1 litro di benzina percorre 20 chilometri, chi non riesce a fare altrettanto se non molto di più con un’auto, che sia auto a tutti gli effetti. Ed in fatto di emissioni inquinanti, stante l’arretratezza della tecnologia indiana in quest’ambito, si rischia di possedere una vettura emarginata dai centri delle città perché inquinante.

    Alla luce di tutto ciò, la prenotereste come seconda auto per la famiglia o la regalereste a vostro figlio? Per intanto il problema non si pone, perché la vettura sarà acquistabile dagli indiani dopo l’estate e forse lì resterà confinata per sempre e se mai dovesse sbarcare in Occidente, non costerebbe di certo 1.750 euro!

    Dunque, alla domanda iniziale, meglio una city car tradizionale, magari usata, oppure una Tata Nano, cosa rispondereste?

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