Tata Nano: eccola anche in Italia, ma non a 1.700 euro!

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    La Tata Nano anche in Italia

    Non è che la notizia abbia sorpreso più di tanto, l?avevamo appreso in occasione della conferenza stampa promossa da Ratan Tata, dalla quale si evinceva, che non era del tutto escluso che la Tata Nano potesse essere esportata anche in Italia, poi, qualcosa era pure sfuggita all? importatore della Casa indiana in Italia, La Mellian, che, per bocca del suo responsabile, aveva affermato che la Nano, pur non essendo prevista per l?Europa, non era escluso che potesse varcare i confini occidentali.

    Lo stesso patron della Tata, magnificando il rapporto fra la sua azienda e la Fiat, oltre che umano con Merchionne, lasciava intravedere spiragli collaborativi anche in questo senso.

    Dunque, la Nano giungerà anche in Italia, adesso sta a noi giudicare o meno l?eventuale affare che andremmo a fare acquistando un?auto del genere. Innanzitutto c?è da dire che l?eventuale sbarco anche nel Bel Paese, non avverrà prima di un anno e mezzo, ad essere ottimisti, ciò in quanto, la pletora di appiedati da motorizzare in India è immane ed è già tanto se si riesca a farlo in tempi non biblici, viste anche le tensioni sociali che caratterizzano il lavoro delle maestranze dell’auto low cost più discussa del momento.

    Poi c?è da considerare che la Nano da noi non potrà costare 1.700/2.000 euro, come in India, lo afferma anche Ratan Tata, ipotizzando il fatto che è prematuro parlare di prezzo, visto i tempi dilatati circa l?eventuale commercializzazione all?interno dei nostri confini. Ma un prezzo tanto contratto da noi è inammissibile, visto che sulla Nano graveranno in primis i costi del trasporto, considerato che viene prodotta in India e, anche aggiungendo la sola IVA, costerebbe almeno 300/400 euro in più; inoltre, dovendo sottostare la vettura agli standard europei, la Nano, una volta varcata la soglia del Vecchio Continente, dovrebbe essere adattata alle rigide norme dell’UE, ovvero, altri costi graverebbero sulla utilitaria, pena il divieto di commercializzazione.

    Morale, ci sarebbero tutte le premesse per farla costare molto di più e se solo ipotizzassimo un raddoppio del suo prezzo, ci troveremmo di fronte ad un?auto dal costo superiore ai 4.0000 euro, addirittura intorno ai 5.000 euro, in certi casi e, in questo frangente, potremmo ancora parlare di affare? visto che city car molto meno trabiccoli e più auto, vengono commercializzate nel nostro Paese a costi che, in certi casi, sono abbondantemente sotto i 7.000 euro, per non considerare che a quel prezzo le possibilità di avere un?auto buona, rivolgendosi al seminuovo, sono tante.

    Dunque, sarebbe bene non farsi troppe illusioni, spendendo davvero poco si rischia di avere il nulla o quasi, spendendo di più, c?è la concorrenza in agguato a fare il gioco delle parti nel mercato.