Tentata estorsione a un famoso pilota Ferrari: condannato collezionista italiano

Tentata estorsione a un famoso pilota Ferrari: condannato collezionista italiano

Tentata estorsione a un famoso pilota Ferrari: condannato collezionista italiano

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    allaguida.it - ferrari 375 plus

    Nel 1993, il pilota Olivier Gendebien, famoso per aver militato in Ferrari tra gli anni ’50 e ’60, annunciò nel mondo del collezionismo automobilistico il ritrovamento di due vetture di Maranello molto preziose: si trattava di una Ferrari 375 Plus del ’54 (barchetta due posti da competizione, carrozzeria Pininfarina, cinque o sei esemplari costruiti, valore superiore ai 5 milioni di euro), e una 250 Monza, un’altra rarissima barchetta da corsa costruita dalla Ferrari in quell’epoca.

    Lo spezzino Claudio Lombardi, proprietario di una 250 Monza, curiosamente con lo stesso numero di telaio dell’esemplare di Gendebien, nel tentativo di legittimare l’originalità della macchina in suo possesso, secondo l’accusa, minacciò, quale responsabile della Commissione Esteri dell’ ASI (l’organismo italiano che giudica sull’autenticità delle vetture d’epoca) di far revocare il Passaporto FIVA della 375 Plus del pilota belga (un documento internazionale che ne attesta l’autenticità), con l’ulteriore aggravante di tacciare Gendebien di falsario, un danno gravissimo per la prestigiosa immagine del pilota. Per il suo silenzio, Lombardi pretese un’ingente somma di denaro e di cedergli gratuitamente la Ferrari 250 Monza.

    I supremi giudici della Cassazione hanno condannato Lombardi ad 1 anno e 8 mesi di reclusione, e a 800 mila lire di multa.

    In questo modo hanno confermato il verdetto emesso in primo grado dal Tribunale di Genova, il 14 giugno 2000, convalidato dalla Corte di Appello del capoluogo ligure il 31 maggio 2005.

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