Termini Imerese, Cimino-Reva si fa avanti

Termini Imerese, Cimino-Reva si fa avanti

Lo stabilimento Fiat Termini Imerese è nelle mani di un destino incerto

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    fiat termini imerese

    Torniamo a parlare di Termini Imesere, il cosiddetto “fardello” inoperoso della Fiat.
    Mentre i suoi operai non sanno più cos’altro fare per attirare l’attenzione, ai piani alti si discute del loro futuro.
    L’unica cosa certa è che a breve l’impianto smetterà di produrre automobili, ma tutto il resto è fumo e ai professionisti dell’informazione non resta che cercare di scorgere i contorni di un destino tutt’altro che nitido.

    Durante il vertice tenutosi pochi giorni fa tra le parti sociali interessate, è stato partorito qualcosa di concreto.
    Il Ministro Claudio Scajola ha illustrato sette proposte d’acquisto per il problematico stabilimento Fiat. Per ora non si conoscono i nomi dei coraggiosi imprenditori, ma ulteriori dettagli saranno svelati il 5 febbraio, quando la Fiat incontrerà ancora il governo e i sindacati in una tavola rotonda.

    Intanto, da una fuga di notizie emerge il nome di Simone Cimino, che sarebbe intenzionato ad acquistare Termini Imerese insieme al partner d’affari Reva, il costruttore indiano specializzato in city car elettriche.


    Se Termini Imerese dovesse finire nelle loro mani, i 1.400 posti di lavoro ora precari sarebbero salvati e addirittura moltiplicati.
    Fiat dopotutto non si può permettere una chiusura improduttiva. L’opinione pubblica è già sul piede di guerra e l’immagine del Lingotto ne sarebbe irrimediabilmente compromessa. In tutto questo non ci sarebbe alcun vincitore: lavoratori, sindacati, Fiat, anche per il governo sarebbe un fallimento. Secondo le indiscrezioni, Reva e Cimino sarebbero intenzionati a trasformare il polo produttivo siciliano nel fulcro della mobilità sostenibile europea.

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