Terremoto Giappone: prodotte 500.000 auto in meno

Secondo le stime, ad un mese dal terremoto in Giappone, la produzione di automobili avrebbe subito una riduzione di ben 516

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    toyota terremoto tsunami

    Ad un mese dal terremoto in Giappone dello scorso 11 marzo è possibile stilare le prime stime dei danni subiti dall’industria automobilistica del Paese asiatico. Secondo queste valutazioni la produzione di automobili sarebbe stata ridotta di 516.000 unità, un vero e proprio disastro nel disastro per quanto riguarda l’intera economia giapponese, non solo il settore automotive. Le case costruttrici nipponiche colpite dal sisma e dal conseguente tsunami sono state sette, senza contare i danni subiti dai fornitori e dai produttori di componenti chiave.

    La cifra già esorbitante di oltre mezzo milione di auto perdute in seguito alla catastrofe naturale del mese scorso continua ad aumentare. Proprio la carenza di pezzi di ricambio e di parti costitutive sta rallentando, se non impedendo, la ripresa della produzione delle case costruttrici.

    Toyota è di gran lunga l’azienda ad aver subito i danni maggiori, con un crollo della produzione di 260.000 unità. Solo due delle 18 fabbriche del marchio in Giappone sono state riaperte ad oggi, mentre la ripresa delle operazioni presso gli altri impianti è attesa per la prossima settimana.

    La seconda casa costruttrice più duramente colpita è stata la Honda. Nonostante abbia solo due stabilimenti sul territorio giapponese, l’azienda ha subito una perdita di 58.000 veicoli; la produzione di Nissan è stata tagliata di 55.000 unità, ma le sue cinque fabbriche hanno già riaperto i battenti.

    Tra le altre case costruttrici, Suzuki ha perso 45.000 auto, Mazda ha avuto un calo di 43.000, Subaru ha registrato una perdita di 29.000 veicoli ed infine Mitsubishi, la prima a riavviare la produzione, ha subito un calo di 26.000 autovetture.